31 Luglio 2016

Domenica XVIII del Tempo Ordinario

Introduzione

Carissimi fratelli e sorelle, nel Vangelo di oggi Gesù ci raccomanda: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. Nelle nostre insicurezze tutti desideriamo possedere perché pensiamo che la ricchezza possa diventare per noi fonte di sicurezza permettendoci di soddisfare i nostri desideri e di realizzare progetti. Gesù ci avverte che la ricchezza è un pericolo perché porta a sentirci autosufficienti e quindi a non sentire il bisogno di Dio e a tenere le distanze dai poveri. “Don Lorenzo Milani diceva: “Per un solo motivo Dio permette ai ricchi di esistere: perché soccorrano con le loro ricchezze i poveri! “.

Cantiamo: Se qualcuno ha dei beni …  al numero 90

Atto penitenziale

Signore, quando desideriamo cose inutili, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

Cristo, quando non soccorriamo i poveri, abbi pietà di noi. Cristo, pietà.

Signore, quando dimentichiamo le Realtà eterne, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

 

Colletta
O Dio, principio e fine di tutte le cose, che in Cristo tuo Figlio ci hai chiamati a possedere il regno, fa’ che operando con le nostre forze a sottomettere la terra non ci lasciamo dominare dalla cupidigia e dall’egoismo, ma cerchiamo sempre ciò che vale davanti a te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura

Qo 1,2; 2,21-23

Dal libro del Qoèlet
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,

vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!

Parola di Dio

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 89
Signore, sei per noi un rifugio.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. 

Seconda Lettura  Col 3,1-5. 9-11

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.

Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

Parola di Dio.

Alleluia, alleluia.

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli..
Alleluia.

  
Vangelo  Lc 12,13-21

+ Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola del Signore 

 

Preghiera dei fedeli
Cel. O Signore Gesù, non permettere che le sofferenze, le delusioni o i piaceri del mondo ci facciano perdere il desiderio della vera gioia che ci viene dal Vangelo.

Preghiamo insieme e diciamo: Donaci, Signore, la sapienza del cuore.

 

1. Donaci, Signore, la sapienza del cuore, perché il dedicare la nostra intelligenza quasi esclusivamente alle scienze e all’economia  non ci faccia dimenticare che tutte le persone umane hanno il desiderio dell’Infinito e un destino eterno. Preghiamo.
2. Donaci, Signore, la sapienza del cuore. perché coltiviamo la pazienza necessaria per saper attendere e raccogliere i frutti del bene, senza lasciarci lusingare dalle false vittorie del Male o deludere dalle sconfitte della fragilità della bontà. Preghiamo.
3. Donaci, Signore, la sapienza del cuore, perché il pensiero della morte e della Risurrezione  diventi un faro che illumina ciò che vale per l’eternità, e lo distinguiamo da ciò che non è eterno e quindi di durata breve e privo della gioia e dell’amore che vengono da Dio. Preghiamo.

Cel.

O Padre, aiutaci a diventare umili e fiduciosi in Te anche nelle nostre continue difficoltà e nell’esperienza quotidiana della nostra precarietà. Fa’ che il nostro rapporto con Te nella fede e nella preghiera sia sorgente di gioia e di pace. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.