La Missione Di Michele e Elettra a Santiago del Estero

26 Novembre 2007 - Categoria: Gruppi

Santiago del Estero, 7 novembre 2009

 

Carissimi amici di Ponte,

don Francesco ci ha chiesto di scrivere una piccola introduzione a questo incontro con Lorenza e Sr. Mercedes.

Non sappiamo di che cosa vi parleranno, ma, ripensando all’esperienza che Lorenza ha vissuto qui con noi e allo stile di missione che le suore stanno cercando di mantenere nel quartiere, ci viene alla mente uno dei difetti di Gesú che il cardinale F. X. N. van Thuan descrive in uno dei suoi esercizi spirituali:

Gesú non era bravo in matematica!

Pensiamo per esempio alla parabola della pecorella samrrita. Un pastore aveva cento pecore e ne perde una. Inmediatamente lascia le novantanove nel deserto e va a cercare quella perduta fino a quando la incontra. E ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento. (Lc 15,4-7)

Questa parabola ci dimostra chiaramente che per Gesú uno equivale a novantanove… e forse anche di piú.

Uno ugale a novantanove!? In nessun libro di matematica lo studiamo, peró questa é la logica di Dio. Perché, per ciascuno di noi, Dio, che non fa niente senza la nostra libertá, fa tutto per noi se lo vogliamo.

Questo é quello che noi potremmo dire della nostra esperienza e pensiamo che sia quello che Lorenza puó raccontare: con tutte le persone bisognose che abbiamo conosciuto e che vediamo tutti i giorni, Dio ha posto il suo sguardo su di noi. Uno poi pensa di essere quello che aiuta, che consola e si accorge che, alla fine, é lui ad essere aiutato e consolado.

Questo atteggiamento non é solo quello che Dio ha con noi, ma é anche quello che ci invita ad avere con gli altri.

Vedrete ed ascolterete situazioni veramente difficili e drammatiche, e la tentazione é quella di risolverle facendo l’uno del “nostro potere economico”.

Peró Gesú ci ricorda che uno é uguale a novantanove!

Non é aiutando económicamente tutti i bisognosi che si risolve il problema della povertà, ma é lavorando personalmente con ciascuno di loro per costruire una societá diversa, dove, veramente, sia rispettata la dignitá di ogni persona e dove ciascuno si senta cittadino attivo e responsabile verso il suo Paese.

É per questo che la pastorale delle suore vuol promuovere la dignitá umana attaverso l’incontro personale, affinché ognuno si scopra amato da Dio, e attraverso progetti che giá l’anno scorso vi avevamo presentato: quello di denutrizione, la sala di lettura e gioco per i bambini, l’accompagnamento dei Giovanni e giá stiamo iniciando due laboratori, uno di spadilla (alpargatas) e uno di artegianato al torno.

Nello scrivervi tutto questo abbiamo ricordato gli incontri fatti con voi l’anno scorso, le cose che ci avete insegnato e quelle che abbiamo condiviso. Crediamo che il nostro grazie non sia mai suficiente… veramente ci sentiamo le vostre mani qui.

Per questo, tutto quello che vedrete e ascolterete, anche se é stata solo l’esperienza di Lorenza e Sr. Mercedes, vi chiediamo di sentirlo come la vostra missione perché state dando tanto e soprattutto perché avete nel cuore questa pecorilla amarrita che sismo noi due, che é Santiago del Estero.

Ancora grazie di cuore… e come potrá dirvi Lorenza: la porta di casa nostra é sempre aperta per tutti quelli che vogliono venire.

Un abbraccio affettuoso. Elettra e Michele

 

3^ LETTERA DI MICHELE E ELETTRA

Carissimi amici,

come tutti i venerdì, siamo andati a casa delle suore per fare la lectio sul vangelo della domenica e prepararci insieme a viverlo. Questa mattina, meditando il vangelo del giudizio finale secondo Matteo, ci siamo ricordati di voi. La nostra riflessione comunitaria si è soffermata a contemplare l’universalità del messaggio di Gesù: quelli che si salveranno sono quelli che, cristiani o no, hanno dato da mangiare agli affamati, da bere agli assetati… perché mossi semplicemente dalla compassione e dalla misericordia verso il fratello che sta soffrendo. E proprio pensando a questo, ci siamo ricordati della vostra generosità verso tutte quelle situazioni difficili e dolorose che vi abbiamo presentato. Cogliamo l’occasione di scrivervi mossi proprio da questo messaggio di Gesù per raccontarvi che già abbiamo iniziato ad utilizzare i soldi che ci avete donato. Da quando siamo tornati, abbiamo sistemato il garage della casa per fare la biblioteca di cui vi avevamo parlato: abbiamo aggiustato il tetto e messo le piastrelle. Stiamo aspettando che finiscano le scuole per imbiancare perché vorremmo che a farlo fossero gli stessi bambini che utilizzeranno la stanza. Intanto, però, è già nato un nuovo gruppetto di bambini (tra i 2 e gli 8-10 anni) che tutti i giorni, o quasi, viene a “dipingere”: sono i nostri vicini di casa. Fin da piccoli vivono sulla strada, nessuno li guarda o si preoccupa di raccontargli una storia, o farli colorare e disegnare o aiutarli nel fare i compiti… Un giorno, mentre aiutavamo un bambino, Javier, a fare le moltiplicazioni a due cifre, abbiamo invitato anche Lautaro (di 5 anni) a fare “i compiti” perché stava disturbando e gli abbiamo dato un disegno da colorare. Da quel giorno abbiamo sempre 10-15 bambini che ci chiedono: “oggi coloriamo?!”. Così adesso abbiamo il gruppetto degli “artisti in erba” ai quali diamo attenzione, spiegazioni ed affetto. Appena termineremo la biblioteca vi manderemo le foto. Che vi giunga ora il nostro grazie e quello dei bambini e che il Dio della misericordia vi benedica. Vi auguriamo di vivere bene quest’avvento preparandovi ad accogliere il Dio della Vita e a riconoscerlo nel semplice segno di un “bimbo avvolto in fasce”.

Michele e Elettra con affetto

 

2. LETTERE DI ELETTRA E MICHELE DA SANTIAGO DEL ESTERO

Carissimi amici di Ponte, diverse volte in questo tempo di avvento ci siamo chiesti che tipo di auguri mandarvi. Siamo giunti alla conclusione che i nostri migliori auguri per tutti voi sono il racconto di quello che stiamo vivendo.

Qui siamo entrati in clima di feste natalizie giovedí 20 con la festa di Santo Stefano. Perché a Santiago lo festaggiamo il 20 quando in tutto il mondo si festeggia il 26? È molto semplice! Il giorno 20 di dicembre l’immagine del Santo parte in pellegrenaggio da un cappella a pochi Km da Santiago (a lui dedicata) va fino a Sumamao (una localitá dell’interiore della Provincia) e poi ritorna alla cappella per il giorno 26. La partenza e l’arrivo del Santo sono motivo di grandi feste, grandi pellegrinaggi sotto il sole (quel giorno c’erano piú di 45°C!), pellegrinaggi che si fanno a piedi o a cavallo visto che Santo Stefano è protettore dei gauci, di voti di tutti i tipi e di grandi bevute. Noi non abbiamo fatto il pellegrinaggio fino alla cappella di Santo Stefano perché abbiamo festeggiato il santo insieme ad una comunitá del barrio, che ha un capitello dedicato a lui. Abbiamo fatto la processione con l’immagine del santo, con tutta la gente che suonava il bombo (una specie di tamburo), sventolava bandiere rosse e gialle (i colori del santo), tirava petardi e i gauci che a cavallo precedevano la processione. Abbiamo celebrato la Santa Messa e terminato la festa con musica e balli.

 

Il giorno 21 con i ragazzi del gruppo dei pre-adolescenti, del gruppo degli adolescenti (sono due gruppi nuovi che insieme ad altri sei ragazzi abbiamo iniziato quest’anno) e con qualche bambino della catechesi di Prima Comunione abbiamo fatto il teatro di Natale. Dopo due mesi di preparazione, detto fra noi un po’ faticosi perché molti bambini, pur andando a scuola, non sanno leggere, abbiamo messo i scena l’operetta “Tre pastori e una culla” che sicuramente ricordate… è stata una rappresentazione che Giuseppina aveva diretto alcuni anni fa’ e della quale noi facevamo parte. In ottobre abbiamo chiesto a Ophelia e Davide di mandarci il copione e le musiche che poi, con l’aiuto di due ragazze qui, abbiamo tradotto. Considerando tutte le circonstanze e il punto di partenza l’operetta è stata fantastica, un gran successo. Stiamo pensando ora di rifarla e videoregistrarla. Uno dei problemi tecnici piú grandi che abbiamo abuto è stato l’impiato audio. La cappella Santa Rosa non ha un buon impianto e meno se la rappresentazione si fa all’aerto. Con i giovani stiamo pensando di fare autofinanziamento durante il 2008 per comprare almeno dei buoni microfoni.

 

Poi il giorno 22 abbiamo fatto un gran pellegrinaggio natalizio fino a “Betlemme”, peró per raccontarvi questo dobbiamo partire da qualche giorno prima dell’inizio dell’Avvento.

Con la comissione di Animazione Pastorale, della qualle fanno parte due suore, Celia (laica associata), due giovani, due adulti e noi, abbiamo pensato la forma per vivere bene questo Avvento.

Innanzi tutto abbiamo pensato al messaggio che volevamo trasmettere e invitare a vivere in questo tempo: “NATALE! UN INVITO DI DIO: VIVERE IL SUO PROGETTO D’AMORE COME FAMIGLIA”. Avevamo visto la necessitá della gente del barrio di parlare della famiglia, delle difficoltá e delle gioie che vi vivono, ma avevamo visto anche il bisogno di luce e di speranza su tutto questo. Cosí abbiamo pensato di centrare la riflessione di avvento sul fatto che Dio non ci chiama a vivere la vita soli, per conto nostro, ma sempre dentro una famiglia che puo’ avere le caratteristiche tradizionali o no, ma è lí, con le persone che abbiamo al fianco, con le cose belle e con quelle brutte, che Dio ci invita a santificarci. Possiamo raggiungere la santitá solo insieme, in famiglia, in comunitá.

Cosí la prima domenica di avvento, durante la Messa, il Padre Jorge ha benedetto 18 immagini della Famiglia di Nazareth (fatte da Eva, Sr. Lorena e Michele) e le abbiamo consegnate una per ogni comunitá affinché visitassero le famiglie del barrio e le convocasse per vivere insieme l’attesa del Salvatore. Celia, Sr. Sandra ed Elettra avevano preparato poi una scheda affinché ogni comunitá potesse celebrare la visita della Famiglia di Nazareth e preparersi a vivere bene il Natale. In ogni riunione di comunitá si conosceva un po’ meglio Giuseppe, Maria e Gesú e si vedeva come questa nuova luce accesa poteva illuminare la nostra vita quotidiana.

Quando abbiamo presentato Giuseppe abbiamo letto il vangelo di Matteo dove l’angelo appare in sogno a Giuseppe e gli annuncia che sará papá. Abbiamo riflettuto su questo episodio e visto che Dio non vuole lasciar fuori Giuseppe dal suo pregetto; anzi, proprio attraverso questo annuncio Dio ci dice che quando ha scelto Maria come madre per suo Figlio, ha scelto Giuseppe come padre; proprio perché Maria e Giuseppe erano promessi l’uno all’altro li ha scelti. Da sempre Dio ha scelto Maria e Giuseppe insieme, come famiglia… e loro, insieme, come famiglia, hanno detto SI.

Quando abbiamo parlato di Maria, invece, abbiamo letto dal vangelo di Luca l’Annunciazione e visto come lei ha discusso il progetto, ha fatto domande, prima di accettare quello che Dio le proponeva… insomma il progetto di un figlio l’hanno costruito insieme. Abbiamo anche sottolineato che Maria si fa carico del progetto, non dice semplicemente è volontá di Dio, ma si compromette con questa nuova storia che inizia, con la storia del suo popolo.

Quando abbiamo riflessionato su Gesú abbiamo analizzato due aspetti: Gesú Vero Uomo e quindi tutte le sue necessitá di bambino, come Maria e Giuseppe l’hanno educato, cosa gli hanno insegnato; e Gesú Vero Dio, nostro salvatore, portatore di pace, giustizia e amore.

Le comunitá hanno condiviso le loro realtá familiari alla luce delle tre persone della Famiglia di Nazareth e hanno avuto l’occasione per impegnarsi e iniziare a vivere come questa Famiglia.

Per tutte le famiglie delle comunitá, inoltre, la comissione liturgica aveva preparato una Lettera con delle riflessioni e delle proposte di servizio per ognuna delle domeniche di avvento.

In queste tre settimane noi abbiamo animato sette comunitá del settore che le suore ci hanno affidato… e finalmente arriviamo al giorno 22.

Era l’ultima domenica, o meglio sabato, di avvento e con la comissione d’Animazione Pastorale avevamo pensato di celebrare in modo solenne la prossimitá del Natale. Una piccola parentesi su come in Santiago si festeggia il Natale. Il Natale qui si festeggia la notte del 24. Fa cosí tanto caldo che non si fa il pranzo di Natale, ma la Cena di Mezzanotte, cosí Natale é la notte tra il 24 e il 25 e non tanto il 25 stesso. Ed essendo il 23 domenica, e il popolo santiaghegno il popolo della festa, la notte del 22 quest’anno era praticamente la vigilia di Natale nella quale si iniziavano i festeggiamenti di Natale che sarebbero durati fino al 25 mattina.

Cosí, per iniziare solennemente i festeggiamenti, il sabato 22 abbiamo realizzato un grande pellegrinaggio per la strade del barrio fino a “Betlemme” (la Cappella Santa Rosa dove si sarebbe celebrata la Messa). Abbiamo voluto essere come i pastori che, ascoltando l’annuncio degli angeli, sono andati ad adorare il Salvatore. Con due processioni distinte siamo passati per tutte le comunitá del barrio che ci aspettavano con la loro immagine della Famiglia di Nazareth, e mentre camminavamo abbiamo pregato il rosario contemplando i diversi momenti della storia di salvazione che celebramo a Natale per poterli imitare: l’annuncio a Maria, l’annuncio a Giuseppe, la nascitá di Gesú, l’annuncio ai pastori, la visita dei pastori e la visita dei magi. Fra canti e preghiere i bambini, vestiti da pastori, angeli e re magi, davano biglietti con gli auguri di natale e un invito a vivere come la Famiglia di Nazareth alle persone del barrio che non partecipavano della processione mentre i giovani lanciavano peterdi di tutti i tipi. Davanti alla cappella Santa Rosa le due processioni si sono incontrate e abbiamo iniziato la messa con canti, balli, coriandoli e petardi. È stata una grande manifestazione di gioia da parte di tutti.

Guardando a tutti i nostri impegni speriamo sappiate perdonare il nostro ritardo nel mandarvi questa lettera.

Vi auguriamo di incontrarvi in questi giorni con Gesú vero Dio e vero Uomo, nostro Salvatore, e di scoprire che Dio ci chiama a santificarci insieme, come famiglia, come parrocchia, per vivere il 2008 nella mutua collaborazione e disponibilitá, nel servizio condiviso e nell’essere per il fratello annuncio e testimone di speranza.

Come sapete le nostre porte sono aperte non solo per il caldo, ma anche per accogliere chi di voi voglia conoscere questa “Ponte della Priula” argentina e voglia condividere con noi e con i nostri fratelli e sorelle un tempo di missione… dove poco si dá e molto si apprende. Vi aspettiamo. Buon Natele e Felice Anno Nuovo. Con mucho cariño. Elettra e Michele.