La Fraternita Domenicana

8 Maggio 2008 - Categoria: Gruppi

LA FRATERNITA OGNI MESE ACCOGLIE UN PADRE DOMENICANO DA BOLZANO PER LA LECTIO DIVINA, ALLA QUALE INVITA TUTTI I MEMBRI DELLA COMUNITA’ CRISTIANA.

 

PICCOLO TRATTATO DI SPIRITUALITA’

 

1^ tappa: La spiritualità è il cammino alla santità

Si dice spirituale l’uomo che vive secondo lo spirito e più precisamente secondo lo Spirito Santo; mentre si dice carnale chi vive secondo la carne e secondo il mondo, immerso nel peccato. Questa distinzione, familiare a S. Paolo (1 Cor. 3, 1-3), è diventata tradizionale nella Chiesa; e pertanto quando si para di spiritualità cristiana si indica la vita dell’uomo”nuovo” secondo il Vangelo.

Si tratta di un cammino, di un itinerario verso la salvezza e la santità, verso la perfezione della carità, poiché Gesù ha comandato di amare come Lui ha amato, e cioè di un amore senza misura (Giov. 15,12).

Un cammino dunque progressivo, ascendente, continuo; chi si ferma torna indietro. E’ infatti un cammino verso l’unione sempre più intima con Dio; unione di amore e quindi di volontà; chi desiste da questo intento, ricade nelle spire della volontà propria, cioè dell’amore proprio, il contrario dell’amore di Dio e dei fratelli. Non ci deve mai accontentare della mediocrità; ma si deve avere sempre il coraggio di cominciare ogni giorno daccapo, per vincere i nostri difetti e crescere nell’amore di Dio e dei fratelli.

Il cammino spirituale verso la santità non può realizzarsi senza la grazia del Signore (“senza di me non potete far nulla”, (Giov. 15, 5); ma occorre il consenso della nostra libera volontà. Tutto dipende da Dio e tutto dipende da noi, dalla nostra obbedienza: “La salvezza non viene da voi, ma è u dono di Dio; non è il risultato dei vostri sforzi” (Ef. 2, 8-9).

 

2°: L’uomo e la grazia

Con la grazia del Signore diviene possibile il cammino spirituale verso la santità, secondo i progetto di Dio.

Infatti l’uomo è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza, dotato di intelletto per conoscerlo, di volontà per amarlo e di memoria per ricordare i suoi benefici. Egli è inoltre dotato di libertà a somiglianza di Dio sommamente libero, e per questo liberamente conosce Dio, lo ama  lo ricorda; la libertà rende meritorio di premo ogni suo atto direttamente rivolto a Dio, come rende degna di castigo ogni sua ribellione a Dio.

Dio ha dunque creato l’uomo al fine di renderlo partecipe della sua felicità; ma il peccato originale ha chiuso la strada che conduce a Dio, ed ha ferito le facoltà dell’uomo: l’intelletto è soggetto a errore nel conoscere la verità di Dio, la volontà è incline alle creature e all’amor proprio, la memoria dimentica i benefici di Dio e ricorda i piaceri mondani, la libertà viene abusata e rende degno di condanna ogni atto di disobbedienza a Dio.

Il Figlio di Dio, mandato dal Padre a farsi uomo e dare la sua vita in sacrificio per tutti, ha riaperto la via che conduce a Dio e anzi si è fatto lui stesso via. Con la sua grazia pone nell’intelletto il lume della fede nella volontà diffonde la carità dello Spirito Santo, nella memoria il ricordo delle promesse e dei doni del Padre; nella libertà le mozioni spirituali che la spingono e la rafforzano nel perseverare nel bene. In altre parole la grazia risana ed eleva la natura umana. L’uomo può così percorrere il cammino della spiritualità riconoscendo con umiltà di ricevere da Dio tutto il suo essere naturale e quanto va oltre, e corrispondendo con amore a così grande amore di Dio.

 

3^ tappa: Il corpo strumento dell’anima

     La spiritualità implica l’esercizio delle facoltà spirituali dell’uomo, mentre il corpo ha solo una parte secondaria, strumentale, sebbene insostituibile. Le stesse penitenze per dominare il corpo e mortificarlo sono un mezzo, non un fine della spiritualità; sono utili ma non indispensabili; possono uccidere il corpo, ma non la volontà propria, mentre è questa a dover essere domata; diventano addirittura peccaminose, quando si diviene orgogliosi delle proprie penitenze e si disprezzano coloro che non le fanno.

Quando l’anima è fortemente attratta verso il Signore, come nell’estasi, quasi si stacca al corpo, che per qualche tempo insensibile, e ciò conferma la parte secondaria del corpo nel cammino spirituale.

Ma pur secondaria questa parte ha la sua importanza; i digiuni, le fatiche, le lacrime, i sudori, le mortificazioni, le sofferenze fisiche giovano a domare la carne e le sue concupiscenze, sono strumenti utili come le sofferenze morali per espiare i peccati e patire con Cristo per la salvezza del mondo.

L’iniziativa di una suora della Congregazione di S. Caterina da Siena ( suor Laura Gricis ) e l’entusiastica collaborazione di un parroco (don Francesco Toffoli) fanno nascere in Parrocchia una Fraternita laica Domenicana.

Era il 6 dicembre dell’anno 1993. Scopo e missione della Fraternita sono: testimoniare in  seno alla comunità cristiana il carisma di San Domenico, svolgere attività di preghiera, di studio e di predicazione. E’ attualmente composta da 16 membri che hanno emesso professione perpetua. I componenti si riuniscono con cadenza quindicinale da ottobre a giugno.

Promuove la “giornata del libro amico” quale elemento di compagnia per arricchire, approfondire o incominciare a conoscere il pensiero di un autore.

Gestisce il S.Rosario nei mesi estivi (da giugno ad agosto) presso il capitello della Beata L. Vicuña.

Collabora nella vita parrocchiale offrendo disponibilità nella distribuzione della S.Eucarestia ai malati e alle persone anziane, partecipa all’organizzazione della vita liturgica e si offre per la raccolta di viveri e di vestiario da distribuire ai bisognosi. Sostiene la Carità.

 

NOME DEL GRUPPO: Fraternita Domenicana de l’Annunciazione

INDIRIZZO DELLA SEDE: Via Tempio Votivo, 1

NUMERO DI TELEFONO: 0438/27043 – 27291

NOME REFERENTE: POL ALFIO

PRIORA DELLA FRATERNITA: Signora LINA ZAMBON