LETTERA PER LA QUARESIMA

15 Ottobre 2011 - Categoria: Angolo dello Spirito

LETTERA per la QUARESIMA 2015

Cari fratelli e care sorelle,

eccoci di nuovo in Quaresima, cinque settimane che richiamano al rinnovamento la Chiesa, le comunità, le famiglie e ogni singolo fedele. Ci richiamano a conoscere maggiormente la Persona di Gesù rinnovando l’esperienza di quanto Dio ci ama e si prende cura di noi, consapevoli che egli ci conosce per nome. Dio non è indifferente. Gli stiamo veramente a cuore! Ci cerca e ci raggiunge quando ci allontaniamo da lui. Noi, invece, facilmente ci dimentichiamo degli altri, il nostro cuore rimane indifferente alle loro sofferenze e alle ingiustizie che subiscono. L’egoismo e l’indifferenza hanno raggiunto oggi una dimensione mondiale tanto che si può parlare di globalizzazione dell’indifferenza verso il prossimo e verso Dio, una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo bisogno di ascoltare, nella Parola di ogni giorno della quaresima, le parole dei Profeti: essi ci dicono che Dio non è indifferente al male del mondo, egli ama tutti fino a dare suo Figlio per la salvezza degli uomini e delle donne di tutti i tempi e di tutte le religioni. Gesù, in ogni momento della sua vita, ha compiuto la sua missione di abbattere il muro di separazione tra Dio e noi, aprendo per sempre la porta tra cielo e terra.

La Chiesa tiene aperta questa porta con la Parola, i Sacramenti, la fede che si rende vera ed efficace nella carità. Ma il nostro egoismo non muore mai e tenta di chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in lui. Ecco perché la Chiesa viene respinta, disprezzata e ferita. Ogni giorno si deve rinnovare, deve vincere l’indifferenza per non chiudersi in se stessa. Il Papa ci propone tre frasi bibliche per il nostro rinnovamento:

1. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono (1 Cor 12,26). La Chiesa è chiamata a vincere l’indifferenza, meditando la Parola di Dio e dando testimonianza. È chiamata ad assomigliare a Cristo, servo di Dio e degli uomini. Il Giovedì Santo, con la lavanda dei piedi, egli dà l’esempio affinché impariamo a lavarci i piedi gli uni gli altri. Solo chi si lascia lavare i piedi da Gesù “ha parte con lui” e può servire i fratelli, sostenuto dalla Parola, dai  sacramenti, in particolare dall’Eucaristia. Nutrendoci del Corpo del Signore, noi diventiamo un solo Corpo dove l’indifferenza non trova posto, dove “… se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”. In questa comunione dei santi e in questa partecipazione alle cose sante, ciò che ciascuno possiede è destinato a tutti, ai vicini e ai lontani, a coloro che con le nostre sole forze non potremmo mai raggiungere, ma con la preghiera sì.

2. Dov’è tuo fratello? (Gen 4,9): una domanda per le nostre comunità cristiane e per le nostre famiglie. In esse, come sperimentiamo di far parte di un unico corpo? Un corpo che riceve e condivide quanto Dio dona a ciascuno? Un corpo che conosce e si prende cura dei suoi membri più deboli, poveri e piccoli? O sappiamo impegnarci per i fratelli lontani, ma dimentichiamo Lazzaro seduto davanti alla porta di casa nostra che rimane chiusa? Per uscire dall’indifferenza possiamo aprirci alla Chiesa del cielo con la preghiera costruendo comunione con tutti: noi partecipiamo ai meriti e alla gioia dei santi ed essi partecipano alla nostra lotta e al nostro desiderio di pace e di riconciliazione. La loro gioia per la vittoria di Cristo risorto è per noi motivo di forza nel superare tante forme di indifferenza e di durezza di cuore. Essi, finché la vittoria di Cristo non è pienamente realizzata, camminano accanto a noi pellegrini. Santa Teresina del Bambino Gesù scrive che la gioia nel cielo non è piena finché un solo uomo sulla terra soffre e geme: “Conto molto di non restare inattiva in cielo! Il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime” (Lettera 254).

La comunità cristiana e la famiglia sono chiamate ad aprirsi alla società, ai poveri e ai lontani. Tutti, grazie al Battesimo, siamo missionari, inviati a tutti gli uomini: Cristo, per mezzo nostro, vuole portare al Padre tutta la realtà, ogni fratello e sorella per i quali Cristo è morto e risorto. Quello che abbiamo, l’abbiamo ricevuto anche per loro e quello che essi possiedono è anche per la Chiesa e per tutta l’umanità. Scrive il Papa: Quanto desidero che le comunità e le famiglie diventino isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!

3. Rinfrancate i vostri cuori! (Gc 5,8). Anche i singoli fedeli, ciascuno di noi, siamo chiamati a lottare contro l’indifferenza. Siamo tutti saturi di notizie e di immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana di fronte alla quale sentiamo tutta la nostra incapacità a intervenire. Che fare?

  1. a.      Pregare in comunione con la Chiesa terrena e la Chiesa celeste. Non trascuriamo la forza della preghiera di tanti! L’iniziativa “24 ore per il Signore”, che il Papa desidera si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13-14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera.

  2. b.     Compiere gesti di carità per raggiungere i vicini e i lontani, collaborando con i tanti organismi di carità della Chiesa. Rendiamo vera la nostra partecipazione alla povertà della comune umanità con segni concreti, anche piccoli.

  3. c.      Lasciarsi richiamare alla conversione dalla sofferenza dell’altro: il bisogno di ogni fratello e di ogni sorella ci ricorda la fragilità della nostra vita, la nostra dipendenza da Dio e dai fratelli. Se in umiltà chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio e non penseremo di poterci salvare e di salvare il mondo da soli, senza Dio e senza i fratelli.

Un percorso di trasformazione del cuore ci porterà, in questa Quaresima, a superare l’indifferenza, come ci ha suggerito Benedetto XVI al n. 31 della Deus Caritas est: un cuore misericordioso non è un cuore debole, ma forte, saldo, chiuso al tentatore e aperto a Dio. È un cuore abitato dallo Spirito che ci guida sulle strade dell’amore e ci conduce ai fratelli e alle sorelle. È un cuore povero che riconosce le proprie povertà e si spende per gli altri.

Cari fratelli e sorelle, Papa Francesco conclude che in questa Quaresima desidera pregare con tutti noi: Gesù, rendi il nostro cuore simile al tuo. Vinceremo l’indifferenza e vivremo con impegno ogni giorno di questo tempo forte. Il Papa ci chiede di pregare per lui e scrive: Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.

 

Suggerimenti per un tuo progetto  per la quaresima

  1. Digiuna il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. Astieniti dalle carni ogni venerdì
  2. Usa il libricino per la preghiera e la scatoletta per vincere un vizio
  3. Partecipa a un incontro settimanale di Catechismo o di approfondimento della Bibbia
  4. Partecipa il venerdì alla Via Crucis delle ore 15.00 o delle ore 20.00
  5. Partecipa il martedì all’Adorazione Eucaristica nella cappella delle Suore, dalle 17.00 alle 18.00
  6. Partecipa al Ritiro spirituale nella domenica stabilita per le persone della tua età
  7. Fa’ bene la tua Confessione durante la Quaresima

 

Buona preparazione alla Pasqua

don Francesco, don Alfonso, le Suore, i Collaborato