Claudio Ceneda – corrispondenza e poesie

26 Settembre 2011 - Categoria: Commissioni

Ciao Don Francesco,

Vorrei tornare sul Crocifisso, la discussione di ieri sera non mi ha soddisfatto, dimostra, da parte di tutti noi, un cedimento della responsabilità personale verso una sottomissione collettiva. Mi pare importante andare oltre la mentalità occidentale di sottostare al pensiero collettivo, bensì, dobbiamo cercare la responsabilità personale.

Ogni individuo deve cercare e solleccitare la propria coscienza al vero, all’amore. Oniamante, come tu dici, è il massimo dell’impossibile, l’immenso, e io non posso, anzi non devo cedere la mia mente e la mia coscienza alla razionalità umana. Questo, solamente perchè, dentro di me non ci sono solo io, ma c’è anche Dio,ed io devo comprendere e avere sempre davanti la Sua figura, appesa, umanamente distrutta, ma grande nella sua intensità. Anch’io ho contribuito alla crocifissione, perchè esisto da sempre e ogni volta che, con noncuranza sbaglio, Lo riappendo.

Ciao, ti mando a seguito di questo, due mie emozioni.

Claudio Cèneda

 

mercoledì 4 novembre 2009, 9.03

Un crocifisso, un uomo appeso dalla Sua sofferenza, dall’amore donato
oltre le speranze, un amore certo per l’uomo ipocrita…

 

FASTIDIO

Mi dà fastidio,
è là appeso
da troppo tempo,
con quella faccia
che sembra morto,
le guance incavate
privo di sangue,
afferra ai suoi chiodi
come una speranza,
gli occhi al cielo
e più non parla.
Ora ascolta…
ora comprende
le pure lacrime,
le lacrime che a me
danno fastidio,
quei sussulti che ora
io non comprendo,
mi dà fastidio…
ma è sulla strada
del mio ritorno.

Claudio Ceneda
Poeta libero

 

mercoledì 4 novembre 2009, 8.52

Introspettiva, mi guardo dentro, osservo i dubbi che sempre esistono, sono nelle mani di Chi ha pianto, e Lui mi ama oltre il suo dubbio…

 

OLTRE L’AMORE

C’è chi mi ama,
mi ama oltre,
oltre sé stesso,
oltre il mio sbaglio,
oltre il mio odio,
ed io non comprendo
perché m’ami tanto,
come quanto
si ami un figlio…
io… sono un figlio
del Suo patrimonio,
e Lui mi ha amato
e voluto da sempre,
e solo per questo
posso dire esisto.

Claudio Ceneda
Poeta libero

 

Auto-Presentazione:

Sono Claudio Ceneda, nato a Ponte della Priula l’11 ottobre del 1948, dove ancora abito. Questo per chi non mi conosce.Vi farò compagnia con i miei pensieri e le mie poesie nel sito parrocchiale. Chi vuole dirmi qualcosa, può scrivermi su posta elettronica all’indirizzo: info@cenedaclaudio.it

Vi risponderò sempre e solo con i miei pensieri, perché sono un Poeta Libero. Non aspettatevi grandi cose, solo piccole, piccolissime, ma vere (una scintilla di verità)

Ciao.

 

Introduzione:

Poesia o un pensiero ispirato. Un dono di Dio, arriva all’improvviso, non per caso, ma te ne accorgi perché lo stavi cercando, e, poi senti il bisogno di scriverlo. Intuisci che, hai dentro di te qualcosa di te che parla, che ti parla. Tu non sai che dire, dentro il tuo silenzio e stai ad ascoltare, ti metti a scrivere. Non sei tu, ma è dentro di te, è come una lunga radice che ti collega all’infinito.

Un’emozione ti ha colto, l’ispirazione, perla all’anima che stà nascosta, ma che ora ascolta. E così scrivi, sei felice o piangi, puoi esser stordito da un dolore immenso, senti le lacrime rigare il tuo volto, o, senti il sorriso che ti stà sfiorando. Un poeta scrive nella sua solitudine, ma scrive solo quello che stà provando, è dentro al mondo che stà vivendo, fa parte del mondo nel suo profondo, e questo solo perché sta cercando.

E quando trova, Dio sta parlando con te e tu con Dio, magari stai soffrendo. I poeti amano, i poeti soffrono, ma l’emozione porta a scrivere.

Un mio amico sociologo, mi chiese un giorno, se potevo inviargli una letterina scritta da un bimbo alla mamma. Aggiunse che, e questo mi fece lungamente riflettere:

“guarda che, alcuni messaggi arrivano direttamente da Dio, e Dio usa i bambini, perché solo loro captano la purezza di Dio e l’Originale messaggio”.

l messaggio ricevuto, comunque non è tuo, è di tutte le persone che lo leggono e lo comprendono.

Quindi se vuoi recepire le cose che arrivano da Dio, devi essere bimbo, con occhi di bimbo e cuore di bimbo, allora puoi captare, amare e vedere la poesia del mondo, del tuo attimo fuggente.