Prima catechesi battesimale
con i catecumeni, i padrini e … la fraternita domenicana:
sul tema: “Appunti di spiritualita’ battesimale”
(27.01.2012)
1. La grazia battesimale è un seme piantato nel cuore del battezzato: un seme che germoglia relazioni. E la crescita di questo seme trasforma che cosa?
Dio-Trinità, con le parole e i gesti della Divina Liturgia del Sacramento del Battesimo, celebrato dentro una Comunità cristiana, ci rivela che noi battezzati diventiamo seme di sempre nuove, crescenti e sorprendenti relazioni. Innanzitutto Dio-Trinità, con le parole: “… … Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, firma la sua RELAZIONE, il Suo impegno, la Sua fedeltà nella relazione per sempre con noi battezzati: come PADRE, nel Battesimo, ci adotta come figli; come FIGLIO nel Battesimo, ci accoglie e ci salva come fratelli; come SPIRITO SANTO, nel Battesimo, ci accompagna lungo il viaggio della vita. Dio si rivela e si impegna come Padre, come Figlio incarnato e come Spirito santificatore nella Chiesa.
A) Il Battesimo è un evento che rivela le relazioni che le Persone divine hanno con noi:
Il battezzare una persona umana è una azione, un evento trasformante compiuto da Dio, non un semplice atto di una scena liturgica: è una Azione della Santissima Trinità che vuol farci conoscere, storicamente, la sua relazione con noi, il suo legame, il suo Patto (Alleanza) che lo lega per sempre al battezzato. Attraverso le parole e i gesti del Rito battesimale che esprimono la presa di contatto diretto di Dio con il battezzato, adottandolo come figlio, decidendo di volerlo salvare a qualunque costo e dedicandosi ad accompagnarlo, la Trinità agisce, mostra e realizza la sua triplice relazione con noi cristiani.
Dio-Trinità impegna la sua autorità con la consistenza di questo evento e fa che questo suo contatto “attraverso le parole, l’acqua e l’olio” porti noi a vivere la vita nella Chiesa per crescere. La Trinità ci ha già rivelato il significato pieno del Battesimo quando il Padre, nel momento del Battesimo di Gesù, ha detto: “Tu sei mio Figlio” e quando lo Spirito è sceso su di lui. In Gesù c’era la natura umana e, in essa, tutti noi eravamo in quell’evento.
B) Approfondiamo ancora un po’ questa nuova Relazione. L’azione della Trinità che battezza è anche “RIVELAZIONE DIVINA” nella quale Dio manifesta il suo legame paterno con noi e “si obbliga per amore” a mandare suo Figlio e sopportarci fino a morire sulla Croce. Nel Battesimo, infatti, il Padre firma, con il Sangue del proprio Figlio incarnato e morto in Croce, l’Alleanza con noi e noi siamo chiamati a stare al Patto come conseguenza di ciò.
Il Figlio – Dio e uomo – Capo del Corpo Mistico che è la Chiesa, ci ha resi fratelli e membri del Suo Corpo che è la Chiesa. Ciò appare chiaramente dalla Croce, dove ci affida a Maria – già Chiesa ma anche immagine della Chiesa – e così diventiamo figli nel Figlio sia del Padre come della Madre. La CHIESA “in Maria” riceve il mandato di esserci Madre “generatrice e accompagnatrice” con il dovere-servizio di farci crescere come figli di Dio e fratelli di Cristo e tra noi, attraverso le molteplici relazioni che lo Spirito Santo ci suggerisce di conservare e alimentare con singoli atti progressivi di carità.
La Chiesa, attraverso le parole, i gesti e i segni che manifestano a noi l’Azione divina nei Sacramenti, si presenta come Madre e Maestra e ci aiuta a vivere la nostra relazione con il Padre, la nostra relazione con il Figlio, la nostra relazione con lo Spirito Santo, rinsaldando e rafforzando la nostra Spiritualità Trinitaria.
La santa tradizione della Chiesa chiede ai genitori e agli educatori di dare al battezzando un padrino o una madrina, per garantire, insieme alla comunità ecclesiale, l’accompagnamento del Battezzato lungo il cammino di crescita umana e cristiana. Alla Chiesa, nata dalla Trinità e ispirata alla vita trinitaria, è affidato Cristo. sorgente delle relazioni da coltivare.
B) Il Battesimo ci inserisce nella Chiesa; ci mette a contatto con numerose e diverse persone e situazioni lungo la strada del nostro pellegrinaggio: è un evento bi-polare che ci mette a interagire con i membri e le situazioni presenti dentro e fuori la Chiesa.
Con la celebrazione del Sacramento del Battesimo, la Chiesa dice al Battezzato: “Ecco, noi
– Trinità e Chiesa – abbiamo firmato un Patto di essere per sempre attorno a te e ti resteremo vicine per tutta la vita per prenderci cura di te, per soccorrerti nelle tue necessità, ma, il nostro Patto esige la tua collaborazione nell’impegno e nel soccorrere gli altri fratelli:
a) Il Battesimo non è un semplice inserimento in una società, ma un Evento di salvezza eterna che determina un cambiamento significativo e definitivo nella persona e nelle sue relazioni. Con l’azione del battezzare, Cristo ci ha inseriti nell’organismo del Corpo Mistico, per vivere la “Comunione con la Trinità e con i Fratelli”, attraverso i Sacramenti, la Parola, la Preghiera e la Carità. La Comunità Cristiana ci permette di ricevere e donare gli aiuti materiali e spirituali necessari alla vita piena dell’intero Organismo.
b) Con il dono dell’essere CREDENTI noi Battezzati riceviamo la luce della Verità.
Con la fatica dell’essere PRATICANTI viviamo le relazioni con la Trinità e con i Fratelli che il Battesimo ha creato in noi.
La vita diventa autentica attraverso il “contatto diretto – la prossimità” con la Chiesa e con il Mondo. Occorre che accogliamo e ci sentiamo accolti nella Grande Famiglia Umana della quale la Comunità Cristiana è una Palestra. Il Battesimo, a motivo delle relazioni, ci inserisce in un CAMMINO COMUNITARIO che ci rende pian piano consapevoli e ci trasforma da semplici creature individualiste ed egoiste, in figli e fratelli e compagni di viaggio: ecco il senso dell’appartenenza alla Chiesa, organismo vivente e vitale in continua crescita. Diventiamo “Chiesa” con le relazioni che fanno germogliare il germe della Carità, SEGNO SACRAMENTALE del nostro vivere IN RETE con la grande famiglia umana che ha come Capo famiglia Dio: ecco la dimensione che la Chiesa è chiamata a raggiungere con la sua vocazione missionaria.
Considerazioni finali
Aver accolto il servizio di Padrini e di Madrine è un impegno e un dono. Questa relazione, come avete già visto, sta creando sempre nuove e sorprendenti relazioni con il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, ma concretamente con Cristo nell’Eucaristia, nei
Sacramenti e nella preghiera, ma anche allargate relazioni di Carità corporale e spirituale.
Notabene. E’solo nella Comunione ecclesiale che è possibile tutelare e curare la scelta dei padrini e delle madrine, se esistono atteggiamenti, comportamenti e esperienze concrete e prolungate di Comunione. Nella Comunione, infatti, la Chiesa, madre ed educatrice, vive all’interno delle comunità, esperienze di cammini comunitari con le persone dove potranno nascere e maturare figure di nuovi Padrini e Madrine che renderanno significativo e prezioso il proprio ruolo.
CONSIGLIO PASTORALE PER UN PROGETTODI INTEGRAZIONE E DI … EVANGELIZZAZIONE
Paesaggio numerico ed etnico della Comunità
Prima tappa
I NUMERI
1. Quanti sono gli abitanti di Ponte della Priula?
Sono 4.331 ai quali vanno aggiunti quelli che abitano nel Comune di Santa Lucia
2. Quanti sono originari di Ponte della Priula?
Sono 3.431
3. Quanti sono gli Immigrati?
Sono 997
4. Le 997 persone immigrate di Ponte della Priula da quante nazioni provengono?
Provengono da 32 Nazioni.
8. Quali sono le Nazioni di provenienza?
Le Nazioni di provenienza sono: Albania, Algeria, Argentina, Austria, Bangladesh,
Belgio, Benin, Bielorussia, Bosnia,Brasile. Bulgaria, Burkina Faso, Camerun, Cina,
Cingalesi, Colombia, Croazia, Repub. Ceca, Domenicana, Estonia, Filippine, Gandia,
Germania, Ghana, Kossovo, India, Inghilterra, Jugoslavia, Macedonia, Marocco, Messico,
Moldavia, Pakistan, Romania, Russia, Senegal, Slovacchia, Tunisia, Ukrania.
8. Quanti sono gli immigrati dai 0 a 30 anni, presenti a Ponte della Priula?
Di anni 1, 15; di anni 2, 28; di anni 3, 15; di anni 4, 27; di anni 5, 28; di anni 6, 23; di anni 7,
28; di anni 8, 17; di anni 9, 12; di anni 10, 16; di anni 11, 14; di anni 12, 13; di anni 13, 14;
di anni 14 anni, 11; di anni 15, 13; di anni 16 anni, 17; di anni 17 12; di anni 18, 10; di anni
19, 11; di anni 20, 15; di anni 21, 16; di anni 22, 12; di anni 23, 10; di anni 24, 18; di anni
25, 15; di anni 26, 16; di anni 27, 18; di anni 28, 13; di anni 29, 16; di anni 30, 23.
PRESENZA DEI GIOVANI IMMIGRATI
5. Quanti sono i BAMBINI figli di immigrati, da 0 a 6 anni?
Sono 136
6. Quanti sono i BAMBINI figli di immigrati, dai 6 agli 11 anni?
Sono 87
7. Quanti sono i RAGAZZI figli di immigrati dagli 11 ai 14 anni?
Sono 38
8. Quanti sono i GIOVANI immigrati dai 14 ai 19 anni?
Sono 80
9. Quanti sono i GIOVANI immigrati da 0 a 20 anni?
Sono 341
10. Quanti sono i GIOVANI immigrati da 0 a 30 anni?
Sono 514