Corso biblico per tutti – Anno IV – Scheda 16

4 febbraio 2012 - Categoria: Biblica

Parrocchia di San Carlo Borromeo Vescovo in Ponte della Priula
Anno pastorale 2011 – 2012

 PRENDIAMO IN MANO LA BIBBIA

Lettura del Testo di Giona

Anno IV, Scheda 16

TEMA: Adamo, dove sei?  Giona, dove sei? (Con te stesso? con gli uomini? con Dio?)   
       ED IO, DOVE SONO?

    Introduzione

La domanda del tema ci costringe a pensare qual è e in che cosa consiste il nostro punto di riferimento rispetto a:
perché ci sono e non sono altrove, coinvolto piuttosto che annoiato, concentrato piuttosto che distratto, chiaro piuttosto che  confuso, preso da una cosa sola piuttosto che da molte?
Dov’è la dimora del mio corpo e del mio spirito, dov’è impegnato il mio pensiero, il mio desiderio, il mio cuore? Che cosa cambia di noi e in noi quando una cosa o una persona genera in noi un legame, diventa per noi un punto di riferimento, ci attira, ci coinvolge, ci fa suoi servi, direbbe Gesù?
Che cosa sappiamo o crediamo accada quando  abbiamo un punto di riferimento? Per esempio, che cosa porta con sé l’aver sentito o letto nella Bibbia che siamo creati a immagine e somiglianza di Dio? In base a che cosa noi possiamo dire che questo è vero e importante per noi?
L’esserci è frutto di un atto di volontà: se  vogliamo esserci, siamo costretti a decidere di lasciare, tagliare, poi andare, giungervi, dimorarci.
TESTO BIBLICO 
4
1Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu sdegnato.
2Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi riguardo al male minacciato.
3Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!».
4Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?».
5Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città.
6Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino.
7Ma il giorno dopo, allo spuntare dell’alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa si seccò.
8Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
9Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?». Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!».
10Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita!
11E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?».

Descriviamo

1.    Descriviamo l’io profondo e l’unità interiore di Giona.
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2.    Elenchiamo quali elementi fa entrare Dio,  nel suo dialogo con Giona?
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3.    Che cosa Giona è ostinato a non cambiare dentro di sé?
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