4. CAMMINO CATECUMENALE DI IVA E KLARA METALIU

23 Gennaio 2014 - Categoria: Bacheca-1Senza categoria

Tappa pre-catecumenale

10 Novembre, Domenica XXXII del Tempo Ordinario

Introduzione alla Santa Messa con la presenza della famiglia METALIU a metà chiesa su un banco loro riservato. 

Carissimi fratelli e sorelle, nella sua predicazione, Gesù ha annunciato la risurrezione. I Sadducei, però, non credendo nella risurrezione, hanno inventato una storia di sette fratelli – mariti di un’unica moglie -, per mettere in difficoltà Gesù e rendere ridicola la risurrezione. Gesù, con competenza, spiega che nella vita eterna tutto sarà nuovo: i risorti vivranno in una dimensione che va oltre le leggi della vita fisica presente.  Egli propone ai Sadducei anche un argomento biblico dicendo loro che Dio non è un “dio dei morti”, ma dei viventi. Infatti anche Abramo, Isacco e Giacobbe in Dio continuano a vivere.

Cantiamo insieme: Cieli e terra nuova al numero 135

 

Atto penitenziale

Signore della vita, che ci doni la vita presente, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

Cristo immortale, che ci doni la vita eterna, abbi pietà di noi. Cristo, pietà.

Signore risorto, che ci doni la risurrezione, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

 

Canto del Gloria  e poi:

Il celebrante, davanti all’Assemblea raccolta per la Liturgia Eucaristica comunitaria, attende Iva e Klara per consegnare loro la BIBBIA.

Cel. Ora, rimanendo in piedi, seguiamo il Rito della CONSEGNA DELLA BIBBIA a Iva e Klara, due ragazze della nostra comunità che chiedono il Battesimo. 

Preghiamo: O Dio, Padre nostro, dona la tua benedizione a Iva e Klara:

sostenute dal tuo amore e dei loro genitori, possano crescere sul modello di Cristo e trovare aiuto e amicizia tra i compagni e in tutta la nostra Comunità cristiana.

La tua Parola, Signore, è luce alla mia strada.

O Gesù, manda anche oggi Annunciatori del Vangelo nel mondo:

illumina, con la lettura del Vangelo di Marco, la mente e il cuore di Iva e Klara e fa’ che, insieme ai loro genitori,  Ti conoscano sempre meglio, per amarti sempre più.

La tua Parola, Signore, è luce alla mia strada.

O Spirito Santo, vero nostro compagno di viaggio:

guida coloro che accompagneranno Iva e Klara che il Vescovo Corrado ha accolto tra i candidati al Battesimo e dona a tutti noi fedeltà e costanza fino alla meta eterna.

La tua Parola, Signore, è luce alla mia strada.

Carissime Iva e Klara,  ora venite per ricevere la BIBBIA, il libro sacro:

IVA  e KLARA, insieme ai vostri genitori e con me e Suor Laura, leggeremo il Vangelo di Marco per conoscere sempre meglio quel Gesù che vi ha affascinato e vi chiama alla sua sequela.  Amen

 

Preghiera dei fedeli

Cel. Signore Gesù, Tu sei la nostra Speranza: apri il nostro cuore alla ricerca della verità e rendici aperti e gioiosi verso la vita presente e quella futura.

Preghiamo insieme e diciamo: Dio della vita, ascoltaci.

1. Perché cresca in noi il desiderio di conoscere e approfondire sempre meglio il messaggio di  risurrezione che Cristo ci ha rivelato. Preghiamo.
2. Perché coltiviamo la fede nella sua chiarezza, per vincere la confusione delle idee religiose che serpeggiano nel nostro tempo. Preghiamo.
3. Perché lo Spirito di Dio guidi il cammino di Iva e Klara che iniziano il cammino per prepararsi a ricevere il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia. Preghiamo.

Cel. O Padre, aiutaci a utilizzare per il vero bene tutte le occasioni che ci offri. Aiutaci a rendere solida la Speranza nel futuro, per vivere con impegno il presente.  Per Cristo nostro Signore.

 

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Dopo la Santa Messa, sono arrivate in sacrestia Stefania e Michela Casagrande, alle quali, una settimana fa, avevo proposto di assumere il ruolo di Madrine e GARANTI. Ci siamo trasferiti in canonica per un colloquio di approfondimento di questo loro ruolo. Abbiamo fatto una conversazione leggendo due facciate di un testo che descrive la figura della Madrina e della Garante e abbiamo letto anche le lettere che Iva e Klara hanno presentato al Vescovo per accedere al Catecumenato.

In fine sono arrivate  ad hoc – Iva e Klara e ho così potuto presentare loro le due sorelle cristiane più grandi che le accompagneranno e che si sono presentate reciprocamente. Ci siamo salutati e ci siamo dato l’appuntamento alle 12.15, su invito delle Suore, per il pranzo con la famiglia Metaliu e me.

17.11.2013

Domenica, alle 20.00, ci siamo incontrati per l’inizio della lettura e del commento al VANGELO DI MARCO  e abbiamo iniziato con una breve introduzione sul come sono nati i Vangeli con sotto gli occhi una vignetta che spiega i passaggi dalla Predicazione di Gesù, alla predicazione degli Apostoli, alle prime Celebrazioni dell’Eucaristia, ai primi momenti della TRADIZIONE ORALE  e ai primi brevi appunti della TRADIZIONE SCRITTA. Materiale utilizzato per la stesura dei TESTI EVANGELICI  con le loro fonti intrecciate. Abbiamo poi parlato delle due famiglie amiche di famiglia e delle due mamme che saranno la MADRINE di Iva e di Klara, mentre Stefania e Michela Casagrande saranno le GARANTI che ne accompagneranno il cammino e l’inserimento nella Comunità Cristiana e nellla vita associativa.

1.dicembre 2013

Prima Domenica di Avvento

Introduzione

Carissimi fratelli e sorelle, ogni Domenica, in queste quattro settimane di Avvento, il Signore illumina il nostro cammino di ricerca della Verità e ci invita a pregare per tenere lo sguardo fisso su di Lui che viene. La raccolta di offerte per soccorrere i fratelli delle Filippine ci ricorda che il Signore, oggi, ci tende la mano. Oggi, inoltre, Iva e Klara iniziano, insieme con noi, il Cammino Catecumenale: disponiamoci ad incontrare ogni giorno Gesù nei fratelli. Cantiamo “Innalzate nei cieli lo sguardo” al numero 158.

RITO DI AMMISSIONE AL CATECUMENATO

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 Nell’Atrio della chiesa

Celebrante: Carissime Iva e Klara! Oggi, 1° dicembre 2013, è la 1^ domenica del tempo di Avvento che ci prepara al Natale. Voi siete qui, nell’atrio della chiesa,  insieme ai genitori, alle Madrine, alle Garanti e alcuni amici. Io, a nome del Vescovo e della nostra Comunità vi saluto e vi esprimo la gioia di tutti nell’accogliervi.

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Celebrante

(rivolgendosi a Iva chiede): Qual è il tuo nome?   

–         Iva.

(rivolgendosi a Klara chiede): Qual è il tuo nome?   

–         Klara.

Carissime Iva e Klara,  cosa domandate alla Chiesa di Dio?

Iva: La fede.

Klara: La fede.

Celebrante: E la fede che cosa ti dona?

Iva: La vita eterna.

Klara: La vita eterna.

Carissime Iva e Klara, ora vi invito ad entrare con noi in chiesa, per recarci vicino all’Altare, mentre l’Assemblea ci accompagnerà con il canto dell’Avvento: Innalzate nei cieli lo sguardo.

 

Cantiamo con gioia “Innalzate nei cieli lo sguardo” al numero 158

 

 

(Giunti all’Altare e terminato il canto):

 

Celebrante:  Carissime Iva e Klara, diciamo grazie  a Dio che, attraverso il Creato, ci manifesta le sue perfezioni invisibili.  Oggi, Dio vi dona di iniziare il Cammino catecumenale, per farvi conoscere, attraverso la sua Parola, l’opera di Salvezza compiuta da Gesù. Pregate ogni giorno per chiedere il dono della Sapienza, affidando a Dio la vostra vita presente e quella eterna. 

Celebrante: Siete pronte a seguire Cristo Gesù, in questo Cammino Catecumenale?

Iva e Klara: Sì, siamo pronte.

 

Celebrante: E voi Madrine e Garanti, e membri della Comunità Cristiana, siete disposti, ad accompagnare Iva e Klara in questo cammino?

Tutti: Sì, siamo disposti.

 

Celebrante: Padre Santo, Ti ringraziamo perché  Iva e Klara hanno risposto alla chiamata dello Spirito Santo per mettersi alla sequela di Cristo. Per questo ti ringraziamo:

Coro: Grazie, Signore, rendiamo grazie a Te che regni nei secoli eterni. – Perché ci doni la Fede! Grazie, Signore, …

 

Il Celebrante traccia ora  il Segno della Croce sulla fronte di Iva e Klara.

         Iva, ricevi sulla fronte il Segno della Croce di Cristo, il segno del suo amore.

   Klara, ricevi sulla fronte il Segno della Croce di Cristo, il segno del suo amore.

Padre Santo, che per mezzo della croce e della risurrezione del tuo Figlio Gesù ci hai donato il perdono e la risurrezione, concedi a Iva e Klara di seguire Cristo.

 

 

Il Celebrante ora vi affida a due patroni.

       Iva, nel Battesimo sarai chiamata Iva Francesca perché tu possa godere della protezione di San Francesco d’Assisi.

Iva:  Amen.

         Klara, nel Battesimo sarai chiamata Klara Chiara perché tu possa godere della protezione di Santa Chiara d’Assisi.

Klara: Amen.

Carissime, divenute membri della nostra Comunità Cristiana, potete partecipare alla Liturgia della Parola e assistere alla celebrazione dell’Eucaristia, prendendo posto nell’Assemblea.

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Alla sede:   Benedizione della Corona

 

Padre Santo, oggi la tua Chiesa inizia solennemente le quattro settimane di Avvento.  Benedici  + questa Corona che orna la Mensa Eucaristica e benedici le Corone che ornano le mense delle nostre famiglie: Accresci nei nostri cuori il lume della Fede.

Diario del cammino catecumenale

di Iva e Klara Metaliu

accompagnate da don Francesco e Suor Laura

 

Sabato 31 agosto 2013

Iva, ragazza di origine albanese che frequenta la prima Liceo Scientifico a Pieve di Soligo, insieme alla mamma ha bussato oggi, 31 agosto 2013, alla porta della canonica. Mi son sentito salutare con un bel: “Ciao, don Francesco! Ti ho cercato alcune volte, ma non ti ho mai trovato”. Dopo un cordiale ciao, le ho subito chiesto: “Ma tu, chi sei?”. “Sono Iva e voglio parlare con te per sapere che cosa devo fare per convertirmi alla religione cristiana”. Ho subito apprezzato il suo atteggiamento immediato, sereno, sicuro e risoluto e, rimanendo sulla soglia, ho continuato: “Bella e interessante la tua richiesta: mi piace molto e ne sono contento! Ma la cosa è troppo bella e importante, per parlarne io e te con la mamma: sarà opportuno coinvolgere tutta la famiglia!”. Seduti attorno al tavolo del mio studio, abbiamo iniziato a conoscerci in un clima di affiatamento immediato, gioioso e vivace, con un dialogo simile a quello tra vecchi amici. La mamma mi ha informato che la famiglia abita a Ponte della Priula, in Via Colombo 31/A, mi ha dato qualche notizia sul marito e sull’altra figlia più piccola di Iva ed ha accettato subito la mia proposta di incontrarci tutti la settimana prossima in canonica. Iva, però, non soddisfatta della proposta, mi ha subito interrotto chiedendomi, se possibile, di fissare l’appuntamento per questa sera stessa, alle 20.30, perché “è da molto tempo che aspetto, e sento in me un desiderio forte di convertirmi!”.

Ma questa sera l’appuntamento è saltato a motivo di amici venuti a far visita alla famiglia. La mamma, infatti, ha ritenuto opportuno, nonostante le insistenze di Iva, di rinviare l’appuntamento e trattenere gli amici a cena, per cui alle 20.00 Iva è venuta in bici per comunicarmi il contrattempo.

 

Domenica 1 settembre 2013

Oggi, alle 11.00, la famiglia è arrivata al completo: quattro persone sorridenti e raggianti. Durante il colloquio, sono stato colpito dagli occhi limpidi e trasparenti di Iva: il suo sguardo e la sua calma nell’esprimersi lasciano trasparire una grande serenità interiore. Il papà Bilal, uomo sulla quarantina, esercita la professione di muratore: è pacato, incline al sorriso, riservato, intelligente e molto sensibile. Mi ha raccontato che i suoi genitori abitano in Albania, in una cittadina tra Durazzo e Tirana, della quale non ricordo più il nome. Bilal ed Etleva, con le figlie Iva e Klara, sono emigrati dall’Albania 9 anni fa e hanno trovato casa prima a Colfosco e poi a Ponte della Priula. Parlandomi dei suoi amici di lavoro, il papà mi ha raccontato anche un aneddoto di un compagno di lavoro, musulmano: “Avendo il nostro datore di lavoro vinto un appalto per il restauro di una chiesa cattolica, ha inviato con me un gruppo di operai a lavorare lì. Ma uno del gruppo non aveva accettato il lavoro perché musulmano”. Bilal, raccontando il fatto, mi ha fatto capire che non riteneva intelligente tale scelta. Gli ho chiesto poi che cosa pensasse della scelta della figlia Iva di voler diventare cristiana. Mi ha risposto, rivelando una mentalità aperta, ben formata e saggia, che considerava questa richiesta un atto importante che Iva deve fare con ponderazione e libertà.

Anche mamma Etleva si è rivelata una persona ricca di femminilità e maternità, intraprendente e colta, sveglia e cordiale, capace di esprimere con proprietà di linguaggio le sue idee, disinvolta e sincera. Ha raccontato con affetto qualche avvenimento importante e significativo della sua famiglia e ha ricordato la morte del papà nel 2002, a soli 52 anni. Ha raccontato con “sano orgoglio” un dialogo tra suo papà e la nonna paterna, musulmana molto credente. Il papà, intelligente e critico, parlava spesso con la nonna della religione musulmana in un dialogo che risultava sempre acceso e interessante. Etleva ha ricordato una breve ma arguta osservazione sul digiuno del Ramadan che il papà fece dopo aver ricevuto un richiamo dalla nonna. Poiché, con i calori estenuanti dell’estate, egli lavorava come muratore sui tetti delle case, fece notare alla nonna che non era opportuno recarsi digiuni sui tetti con il rischio di cadere a causa della debolezza. Mamma Etleva mi ha dato l’impressione di partecipare con gioia intensa alla gioia di Iva.

Klara, silenziosa e riservata, ha seguito con profonda partecipazione il ricco colloquio tra tutti. Quando l’ho interpellata per sapere il suo pensiero sulla scelta di Iva, ha lasciato cadere due grosse lacrime piene di simpatia e di solidarietà per Iva, per papà e mamma e anche per me.

 

In questo primo e indimenticabile colloquio è emerso che tra noi si è snodato un dialogo aperto su qualcosa di schietto e di Vero. In tutti e cinque c’è stato un grande rispetto per la VERITÀ. Riguardo alla diversità tra le religioni, il papà ha manifestato il suo pensiero dicendo che le religioni vanno conosciute bene, approfondite e capite secondo la cultura del tempo e vanno interpretate sempre meglio per poter scoprire un po’ alla volta dove si trova la Verità, che è una sola. Durante il colloquio sono stato preso da un grande stupore per tanta saggezza.

 

Prima di accomiatarci ho consegnato a Iva LA PICCOLA GRANDE BIBBIA DEI BAMBINI dicendole: “Ti propongo di leggere questo piccolo libro insieme ai tuoi genitori e a tua sorella. Quando vi nascerà il desiderio di approfondire qualcosa, fisseremo un appuntamento con il quale daremo il via al nostro cammino, come famiglia in ricerca della Verità”.

 

Ho poi contattato suor Laura per raccontarle il colloquio e chiederle di poter contare sulla sua preghiera e sulla sua collaborazione via Skype per questo cammino come avevamo sia fatto per la famiglia del Punjab, neofiti fedelissimi, che stiamo ancora seguendo insieme la domenica sera.

Mercoledì 25 settembre

Oggi, verso le 15.00, Iva è arrivata in bici per informarmi che la sua famiglia era pronta per il secondo incontro. Abbiamo concordato l’appuntamento per sabato 28, dopo cena.

Sabato 28 settembre

Sabato 28 settembre, dopo tre lunghe settimane, ci siamo incontrati alle 20.30 per la seconda volta, iniziando l’incontro con la registrazione dei quattro nomi:

BILAL METALIU, papà

ETLEVA DOKU in METALIU, mamma

IVA METALIU, figlia

KLARA METALIU, figlia

Residenti in Via Colombo N. 31/A  – 31010 – Ponte della Priula

Cellulare di Etleva: 327.3443998

Indirizzo di posta elettronica:  eva.metaliu@virgilio.it

 

Etleva mi ha manifestato il suo dispiacere per non essere stata presente al momento della mia prima visita fatta alla famiglia, nel primo pomeriggio di un giorno di questa stessa settimana. “Ero al lavoro, e mi scuso perché i miei familiari non le hanno offerto neanche il caffè”. In realtà sono stato io a non accettarlo perché l’avevo già preso a pranzo. Riallacciandosi alla lettura della Piccola Bibbia, Iva mi ha aggiornato dicendomi che aveva letto tutto l’Antico Testamento e una parte del Nuovo, fino alla prima predicazione di Gesù. Le ho chiesto che cosa aveva trovato di interessante per aver motivo di continuare la richiesta del Battesimo. “Mi attira molto la persona di Gesù e anche il suo modo di insegnare e di farsi capire attraverso le parabole”, è stata la sua risposta. Allora ho subito cercato nella mia Bibbia l’immaginetta, ideata da me e Suor Laura nel 1999, con un granellino di senape, raccolto a Gerusalemme, e il testo della relativa parabola. Ci siamo soffermati sulla parabola aiutandoci con un disegno fatto su un grande foglio bianco: vi ho disegnato il campo di terra e, un po’sotto terra, il cuore di Iva. In quel suo cuore – SEMINATO DA DIO –  ho disegnato il MISTERIOSO GRANELLINO DI SENAPE. Continuando a rappresentare la crescita del granellino, ho disegnato i rami con un posto per il papà, uno per la mamma, uno per Klara che frequenta la seconda media.  “Vedete – ho spiegato  rivolgendomi a Iva – il Regno di Dio è simile a questo, già dentro il cuore di Iva. È Dio, Padre di tutti, che fa nascere e crescere questa cosa nuova, che siamo cioè qui attorno a Iva in quattro, chiamati da lei.  Tu, Iva, dando valore e attenzione al granellino che Dio ha messo nel tuo cuore, lo hai amato e fatto crescere e hai iniziato a estendere il Regno di Dio, parlandone a Gesù nel tuo stesso cuore e parlandone pian piano ai tuoi cari che ora sono qui insieme a te per ricevere il dono di capire tutto questo e per accompagnarti nel cammino”.

Ho poi invitato Iva a collegarsi via Skype con Suor Laura per fare spazio ad una sesta persona e arricchire così di rami la pianta di senape. Suor Laura, sapendo del nostro incontro, era in cappella davanti a Gesù, a pregare per noi cinque. Dopo la reciproca presentazione, Suor Laura ha voluto che Iva scrivesse su Skype i loro quattro nomi per poterli mettere ai piedi di Maria come lei suole fare con tutte le persone che chiedono di essere ricordate nella preghiera quotidiana. Tutti abbiamo apprezzato l’iniziativa e ringraziato per questa solidarietà e amicizia spirituale. “La prossima volta vi mostrerò via Skype la nostra Cappella con i vostri nomi posti ai piedi della statua di Maria con in braccio il bambino Gesù”, ci ha detto suor Laura.

Infine ho informato la famiglia che il Padre e primo pastore dei Cristiani Cattolici del nostro territorio, la Diocesi con 162 comunità parrocchiali, è il Vescovo Corrado Pizziolo, e che per iniziare il CAMMINO CATECUMENALE in preparazione ai tre SACRAMENTI del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia, bisogna presentare a lui la domanda per averne l’autorizzazione. Perciò Iva stenderà e mi invierà una brutta copia della LETTERA PER IL VESCOVO che leggeremo, discuteremo e completeremo nel prossimo incontro. Quando sarà pronta, la porteremo tutti e cinque dal Vescovo così avremo modo di conoscerlo e di farci conoscere.

 

4 ottobre, Festa di San Francesco d’Assisi

Oggi mi è nata in cuore l’ispirazione di fare un regalo a Iva e a Klara nel giorno del mio onomastico. Ho telefonato a casa e ho detto a Iva: “Sai quale ispirazione ho avuto oggi, nella festa di San Francesco mio patrono? Di regalare a te il secondo nome per il tuo Battesimo IVA FRANCESCA e a Klara il secondo nome per il suo Battesimo KLARA CHIARA e così potrete davvero assomigliare a San Francesco e a Santa Chiara d’Assisi”. “Grazie!”, è stata la gioiosa risposta. A dire il vero non sapevo che anche Klara desiderasse il Battesimo, poiché ancora non me lo aveva comunicato.

 

Martedì 15 ottobre 2013

Oggi Iva è venuta per fissare l’appuntamento del prossimo incontro a questa sera stessa, cosa impossibile perché io sarò impegnato in una riunione foraniale. La ragazza ha colto l’occasione per dirmi che anche Klara sta scrivendo la lettera per il Vescovo. Mi sono venute in mente le due grosse lacrime dal lei versate il giorno del primo incontro. Notando il mio volto forse un po’ sorpreso, Iva mi ha detto: “Klara è silenziosa e riservata, ecco perché non le aveva parlato, ma non è meno convinta di me, anzi, è fortemente motivata per il fatto che durante l’ora di religione a scuola ha avuto fin dall’infanzia contatti frequenti con i temi della religione cristiana. Abbiamo concordato di vederci giovedì 17 ottobre alle 20.30 in canonica. Le ho suggerito di portarmi in chiavetta il testo delle due lettere in modo da trasferirle sul mio computer e inviarle anche a Suor Laura che potrà leggerle, discuterle con noi, ed arrivare al testo definitivo da portare al Vescovo.

 

Giovedì 17 ottobre 2013

Puntuali sono arrivate le tre donne di famiglia, mentre il papà non è potuto venire perché è tornato troppo stanco dal lavoro. Iva mi ha consegnato subito una busta bianca con la bozza delle due lettere dicendomi: “Klara desidera che la sua la legga lei in silenzio, perché vuole sia un segreto prezioso da non far conoscere a nessuno”. Infatti la mamma mi ha confermato che né a lei né a Iva né al papà Klara ha permesso di leggerla, mentre permetteva a Suor Laura di leggerla. In silenzio ho letto la lettera di Klara, ad alta voce quella di Iva che ha voluto leggere lei stessa a suor Laura durante il collegamento skype. In entrambe le lettere viene sottolineato il fascino che la persona di Gesù ha suscitato nelle due ragazze e, quale frutto ormai maturo, il grande desiderio di convertirsi al Cristianesimo. Non mi soffermo a descrivere la bellezza delle due lettere perché spero di avere da Klara e Iva il permesso di inserirle in questo diario nella loro forma integrale. Suor Laura ha suggerito di cambiare la frase “vogliamo convertirci al Cristianesimo” per evidenziare la volontà di “incontrarci sempre più con Gesù che ci ha attirate e affascinate” e di esplicitare la richiesta di poter iniziare l’Itinerario Catecumenale con coloro che in Diocesi lo chiederanno. Io, infatti, avevo già presentato alla famiglia il Testo per il Battesimo degli Adulti e dei ragazzi e avevo buttato là qualche idea sull’Itinerario catecumenale. Durante questo incontro ho potuto percepire in modo più chiaro il grande affiatamento spirituale e la sintonia tra mamma Etleva e le figlie Iva e Klara.

Ho voluto poi avere un riscontro sul dono del 4 ottobre per i nomi battesimali per Iva con Francesca e Klara con Chiara e mi è sembrato che la proposta sia stata gradita e accolta da tutte tre con gioia.

Ci siamo salutati aggiornando l’appuntamento a quando le lettere saranno pronte in modo da poter contattare il Vescovo e prendere l’appuntamento per il desiderato incontro.

 

 

21 ottobre 2013

 

Ho fatto in settimana alcune brevi visite alla famiglia: nella prima, ho trovato Iva e Klara in casa da sole; ho chiesto di portarmi le lettere appena terminate per poterle copiare nel computer e inviarle a Suor Laura che le avrebbe lette. Intrattenendomi cordialmente in casa, ho potuto dare un’occhiata ai quadri, ho guardato tre belle foto di Iva, di Klara e di un cuginetto da Colfosco, incorniciate e appese al muro. E, verso l’angolo del salotto, ho ammirato il bellissimo quadro della Madonna con in braccio il Bambino Gesù. Mi hanno detto che lo aveva comperato e regalato loro la mamma. Il giorno dopo mi è arrivata la mail di Suor Laura con il rinvio delle due lettere leggermente  ritoccate. Le ho stampate, aggiungendo a penna le ultime osservazioni sul testo, e, in una seconda visitina, le ho portate alle sorelle con l’invito a Iva e Klara di farle firmare anche dai genitori. Ho suggerito, in fine, di usare due buste per le due lettere e, su ciascuna, scrivere l’indirizzo e il mittente.

Via telefonica ho rintracciato il Vescovo  che subito ha consultato la sua agenda e mi ha dato la sua disponibilità di accoglierci a San Vendemmiano Domenica 27 ottobre alle 17.00.

In una successiva visita in casa, ho comunicato la data dell’appuntamento alla famiglia, dove, insieme alle figlie, ho incontrato il papà sempre accogliente che mi ha un po’ intrattenuto parlandomi del momento critico che sta attraversando il suo datore di lavoro e dei ritardi delle buste paga degli ultimi mesi.

Si è poi offerto a portarci con la sua vettura tutti cinque per il tanto desiderato viaggetto a San Vendemmiano. Mi ha assicurato che passeranno in canonica alle 16.15 a prendermi domenica 27 ottobre. Scendendo le scale ho incontrato la mamma che rientrava dal lavoro e, scambiate quattro chiacchiere cordialissime, ci siamo salutati con un arrivederci a Domenica in canonica. Dal 31 agosto ne abbiamo fatta di strada piena di belle sorprese e di Mistero.  

27 ottobre 2013

In vettura, la famiglia Metaliu è arrivata davanti alla chiesa e, di lì, Iva e Klara sono venute a prendermi a piedi in canonica per l’ingombro delle giostre. Sono salito davanti con Bilal, seduto al volante. Lungo la statale per San Vendemmiano abbiamo parlato un po’ di tutto, ma specialmente delle difficoltà di lavoro della Ditta Montesel-Ghiaia  dove lavora Bilal. Giunti sul posto dell’appuntamento con un po’ di anticipo, abbiamo atteso il Vescovo all’entrata dell’Oratorio, attigua al salone dove il Vescovo stesso stava parlando ad un folto gruppo di laici adulti. Il saluto del Vescovo è stato molto cordiale con ognuno e subito ci ha invitati a salire al piano superiore in una stanza riservata. Là, seduti attorno ad un tavolo, abbiamo partecipato tutti alla conversazione con il Vescovo, intessuta di alcune curiosità su ogni singolo membro della famiglia. Della mezz’ora di conversazione del Vescovo, due elementi mi sono rimasti impressi: il suo discorso rivolto ai genitori e alle figlie sulla scelta di seguire Gesù, sottolineando quanto è importante la serietà e la maturità con le quali va preparato un tale passo. Il Vescovo si è poi così espresso verso le due ragazze: ”Cara Iva e Klara, quello che voi chiedete è bene inserirlo nel vostro contesto scolastico. Voi state chiedendomi di farvi cristiane per seguire Gesù ed entrare a far parte della Chiesa. Chiedete di poter partecipare alla vita della Chiesa con la messa festiva, la preghiera e i sacramenti. Ma proprio mentre voi chiedete di far questo, i vostri compagni di scuola, in questi anni,  stanno facendo il contrario e cioè stanno in gran parte abbandonando la pratica della fede cristiana. Io, come Vescovo, vi chiedo di pesare bene la vostra richiesta per non farla spinte dall’esterno, dal fatto che i vostri amici sono cristiani e per diventare come loro. Ma poi, magari fra un po’ di tempo, andare a finire come i vostri amici, abbandonando tutto”. Rivolgendosi poi ai genitori che seguivano attenti e con simpatia il discorso, il Vescovo ha  suggerito loro di accompagnare il cammino delle figlie con affetto e solidarietà e pensare a quanto loro scelgono per valutare eventualmente anche loro il senso della cosa e, se Dio lo vorrà, poter pensare ad un cammino verso il Battesimo anche loro. Il Vescovo ha inoltre aggiunto che l’Albania ora è in gran parte musulmana, ma 500 anni fa era tutta cristiana e solo gli arabi hanno costretto gli albanesi a diventare musulmani. Camminare verso il Cristianesimo è un ritorno alle origini.

Con un suo bel intervento Iva ha rassicurato il Vescovo che la sua scelta non viene  dall’esterno, ma dall’interno, dal cuore, da Qualcuno che le ha parlato dentro.

Ho avuto l’impressione che tutti siamo rimasti contenti della spontaneità e della saggezza e profondità del Vescovo. Lui, ricevute da Iva e Klara le due Lettere di Domanda di Ammissione al Catecumenato, ha assicurato che le portava a casa per leggerle attentamente e per dare a ciascuna una risposta scritta.

Riporto qui di seguito le due lettere:

Ponte della Priula, 22.10.2013

 Carissimo Vescovo Corrado,

mi chiamo Iva Metaliu, sono una ragazza albanese di 14 anni di cui 9 vissuti in Italia, che ha un desiderio da realizzare. Un giorno ho deciso di recarmi da Don Francesco perché, assieme a mia sorella Klara, desidero intraprendere un cammino verso la scoperta di Gesù. Ha infatti destato in me un grande interesse la persona di Gesù e il suo modo di parlare attraverso le parabole che, invece di ragionare come noi contengono un modo più bello di far conoscere la verità.

Con crescente curiosità e gioia sto conoscendo un po’ alla volta cose belle che riguardano Gesù e aspetti importanti che riguardano la vita umana e la fede.

Sento crescere in me il gusto di scoprire che la fede mi aiuta a vivere momenti di contatto diretto con Dio , con me stessa e con tutti coloro che mi stanno attorno.

Insieme al papà, alla mamma e a Klara abbiamo fatto alcuni incontri con Don Francesco nei quali ci siamo conosciuti un po’ e abbiamo cominciato a scoprire         – come ci dice Don Francesco – il Mistero meraviglioso che circonda la Persona di Gesù.

Gesù dava tutto ciò che aveva, insegnava tutto ciò che conosceva e non pretendeva mai nulla dagli altri.  Insegnava conparabole e con altre forme di insegnamento trasmessi con il cuore.

Carissimo Vescovo Corrado, vorrei che potesse entrare nel mio cuore per vedere quanta meraviglia tengo nascosta dentro la mia persona verso Gesù … E io non posso fare altro che rimanerne colpita ed entusiasmata.

Ho conosciuto via Skype anche Suor Laura e penso che anche con il suo amore e il suo aiuto riuscirò a prepararmi bene al Battesimo. Volevo comunicarLe anche un’ultima cosa: Don Francesco ci ha parlato che dalla più piccola semente al mondo, la senape, nasce un albero forte e robusto, dove gli uccelli possono fare il loro nido. Nel Vangelo vi è scritto che Gesù paragona tale albero al Regno di Dio. Penso che Dio sia davvero come una Pianta che, al posto dei frutti, dona alle persone un cuore buono e una grande fede.

Sì, perché qualsiasi gioia che io provo, sento che viene dal cuore. Ma spesso è inspiegabile.

Ho una gran voglia di proseguire questo cammino per cercare delle risposte su Dio, su Gesù e sulla fede e spero che tutto diventerà realtà.

Le chiedo quindi di poter iniziare la preparazione al mio Battesimo insieme a mia sorella Klara. Ho fiducia che Lei me lo conceda.

Attendo una sua risposta. Cordiali saluti, Iva Metaliu

 

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Ponte della Priula, 22.10.2013

 

Carissimo  Vescovo Corrado,

da tempo, come mia sorella Iva, sento un forte desiderio di seguire la strada che Gesù mi ha indicato. Questo mio desiderio è spuntato in me fin dal primo anno della scuola elementare durante l’ora di religione cristiana che i miei genitori mi hanno permesso di frequentare: ho imparato a conoscere la persona di Gesù che mi ha sempre più affascinata.

Dopo gli incontri con Don Francesco e una bella conversazione con Suor Laura tramite Web, mi sono ancora più convinta di chiedere il Battesimo per farmi cristiana cattolica.

La vita cristiana è fondata sul Vangelo dove sono descritti la vita e gli insegnamenti di Gesù, ed è proprio la sua vita e le azioni che lo riguardano che continuano ad incuriosirmi, poiché le cose belle che ha detto, il bene che ha fatto e che ha donato suscitano in me una sempre maggiore meraviglia.

Perciò chiedo a Lei di aiutarmi a realizzare questo mio sogno e desiderio e donarmi il Battesimo: Le chiedo quindi di poter iniziare il cammino catecumenale verso il Battesimo.

Spero che Lei accolga questo mio desiderio.

Intanto Le mando tantissimi saluti.

Un bacio, Klara Metaliu

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Accompagnati dal Vescovo, siamo scesi e abbiamo fatto ritorno a Ponte con una sosta festosa a Susegana, al Medio Evo, per un caffè insieme e una pastina e il gelato per Iva e Klara. Risaliti in vettura, siamo arrivati a Ponte commentando positivamente l’incontro e con un invito da entrambe le parti ad un pranzetto in canonica e in casa Metaliu.

3 novembre 2013

Questa sera, alle 19.45 ci siamo incontrati per concordare e stendere insieme il Programma del CAMMINO CATECUMENALE da oggi fino a Natale e con qualche ipotesi per la prossima quaresima, annunciando che verso febbraio, faremo una VERIFICA del Cammino fatto e ordineremo il calendario successivo.

 

 PROGRAMMAZIONE

 

1^ PARTE:  Cammino catecumenale dal 3.11 al 25.12.2013

 

Mese di Agosto 2013: Primo incontro di conoscenza reciproca

Mese di settembre e ottobre 2013: Incontri di approfondimento delle motivazioni della richiesta e preparazione delle LETTERE DI DOMANDA firmate dai genitori per iniziare il Catecumenato  e incontro della famiglia e don Francesco con il Vescovo, per la consegna Domenica 27 Ottobre a San Vendemmiano

 

Mese di Novembre 2013

*  Proposta di partecipazione a qualche Santa Messa

e inizio della cura della  Preghiera serale.

 

1^ Domenica  3 novembre

Incontro con tutta la famiglia Metaliu per la stesura di questa programma fino a Natale

2^ Domenica 10 novembre

Tappa pre-catecumenale: Alla Santa Messa della Comunità, alle 10.00, prima della Liturgia della Parola, Rito di Consegna della BIBBIA a Iva e Klara per iniziare la Lettura comunitaria del Vangelo di Marco

Alle 12.00: Pranzo con Bilal, Etleva, Iva e Klara Metaliu, don Francesco e le Suore Incontro per iniziare la Lettura del Vangelo di Marco

3^ Domenica 17 novembre

Incontro e Lettura del Vangelo di Marco

4^ Domenica 24 novembre

Incontro e Lettura del Vangelo di Marco

 

Mese di Dicembre 2013

LE 4 SETTIMANE DELL’AVVENTO

 

1^ Domenica 1 dicembre =  1^ di Avvento

         1^ Tappa Catecumenale: l’Assemblea Liturgica della Comunità  Cristiana di San Carlo Borromeo Vescovo accoglie Iva e Klara come Catecumene.

         Alla sera: Incontro con  lettura del Vangelo di Marco

 

2^ Domenica 8 dicembre  =  Immacolata e 2^ di Avvento

Alla sera: Incontro con lettura del Vangelo di Marco

 

3^ Domenica 15 dicembre = 3^ di Avvento

Alla sera: Incontro con lettura del Vangelo di Marco

 

4^ Domenica 22 dicembre =  4^ di Avvento

Incontro con lettura del Vangelo di Marco

 

25 DICEMBRE: SANTO NATALE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO

 

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Da Natale alla Quaresima: Schede di catechesi su CHIESA e  SACRAMENTI

QUARESIMA

1^ Domenica di Quaresima: 1° Esorcismo

2^ Domenica di Quaresima: Commento e CONSEGNA DEL PADRE NOSTRO

3^ Domenica di Quaresima: 2° Esorcismo

4^ Domenica di Quaresima: Commento e CONSEGNA DEL CREDO

5^ Domenica di Quaresima: 3° Esorcismo

 

Domenica delle Palme o di Passione e Settimana Santa

 TRIDUO PASQUALE con la SANTA NOTTE DI PASQUA 2014

 

Domenica 10 novembre

Domenica 10, con una brevissima telefonata, mi sono collegato con la famiglia Metaliu per confermare la consegna della Bibbia all’interno della Messa delle 10.00, prima della Liturgia della Parola con un Piccolo Rito che riporto di seguito:

10 Novembre, Domenica XXXII del Tempo Ordinario

Introduzione alla Santa Messa con la presenza della famiglia METALIU

a metà chiesa su un banco riservato. 

 

Carissimi fratelli e sorelle, nella sua predicazione, Gesù ha annunciato la risurrezione. I Sadducei, però, non credendo nella risurrezione, hanno inventato una storia di sette fratelli – mariti di un’unica moglie -, per mettere in difficoltà Gesù e rendere ridicola la risurrezione. Gesù, con competenza, spiega che nella vita eterna tutto sarà nuovo: i risorti vivranno in una dimensione che va oltre le leggi della vita fisica presente.  Egli propone ai Sadducei anche un argomento biblico dicendo loro che Dio non è un “dio dei morti”, ma dei viventi. Infatti anche Abramo, Isacco e Giacobbe in Dio continuano a vivere.

Cantiamo insieme: Cieli e terra nuova al numero 135

 

Atto penitenziale

Signore della vita, che ci doni la vita presente, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

Cristo immortale, che ci doni la vita eterna, abbi pietà di noi. Cristo, pietà.

Signore risorto, che ci doni la risurrezione, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

 

Canto del Gloria  e poi:

 

Cel. Ora, rimanendo in piedi, seguiamo il Rito della CONSEGNA DELLA BIBBIA a Iva e Klara, due ragazze della nostra comunità che chiedono il Battesimo.

 

Preghiamo: O Dio, Padre nostro, dona la tua benedizione a Iva e Klara:

sostenute dal tuo amore e dei loro genitori, possano crescere sul modello di Cristo e trovare aiuto e amicizia tra i compagni e in tutta la nostra Comunità cristiana.

La tua Parola, Signore, è luce alla mia strada.

O Gesù, manda anche oggi Annunciatori del Vangelo nel mondo:

illumina, con la lettura del Vangelo di Marco, la mente e il cuore di Iva e Klara e fa’ che, insieme ai loro genitori,  Ti conoscano sempre meglio, per amarti sempre più.

La tua Parola, Signore, è luce alla mia strada.

O Spirito Santo, vero nostro compagno di viaggio:

guida coloro che accompagneranno Iva e Klara che il Vescovo Corrado ha accolto tra i candidati al Battesimo e dona a tutti noi fedeltà e costanza fino alla meta eterna.

La tua Parola, Signore, è luce alla mia strada.

Carissime Iva e Klara,  ora venite per ricevere la BIBBIA, il libro sacro:

insieme con me e i vostri genitori, leggeremo il Vangelo di Marco per conoscere sempre meglio quel Gesù che vi ha affascinato e vi chiama alla sua sequela.  Amen

 

Preghiera dei fedeli

Cel. Signore Gesù, Tu sei la nostra Speranza: apri il nostro cuore alla ricerca della verità e rendici aperti e gioiosi verso la vita presente e quella futura.

Preghiamo insieme e diciamo: Dio della vita, ascoltaci.

1. Perché cresca in noi il desiderio di conoscere e approfondire sempre meglio il messaggio di  risurrezione che Cristo ci ha rivelato. Preghiamo.
2. Perché coltiviamo la fede nella sua chiarezza, per vincere la confusione delle idee religiose che serpeggiano nel nostro tempo. Preghiamo.
3. Perché lo Spirito di Dio guidi il cammino di Iva e Klara che iniziano il cammino per prepararsi a ricevere il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia. Preghiamo.

Cel. O Padre, aiutaci a utilizzare per il vero bene tutte le occasioni che ci offri. Aiutaci a rendere solida la Speranza nel futuro, per vivere con impegno il presente.  Per Cristo nostro Signore.

 

*****

 

Dopo la Santa Messa, sono arrivate in sacrestia Stefania e Michela Casagrande, alle quali, una settimana fa, avevo proposto di assumere il ruolo di MADRINE. Ci siamo trasferiti in canonica per un colloquio di approfondimento di questo loro ruolo. Abbiamo fatto una conversazione leggendo due facciate di un testo che descrive la figura del padrino e madrina e abbiamo anche letto anche le lettere che Iva e Klara hanno presentato al Vescovo per accedere al Catecumenato.

In fine sono arrivate  ad hoc – Iva e Klara e ho così potuto presentare loro le due MADRINE  che si sono presentate reciprocamente. Ci siamo salutati e ci siamo dato l’appuntamento alle 12.15, su invito delle Suore, per il pranzo per la famiglia intera Metaliu e me.

 

24 Novembre 2013

Domenica sera, alle 20.00, l’incontro aveva presenti Iva e Klara, mamma Etleva, la Madrina di Iva, la signora Sabrina, mamma di tre figli maschi e le due Garanti Stefania e Michela Casagrande. Ci siamo poi collegati con Suor Laura e abbiamo fatto un po’ di presentazione delle persone nuove e poi insieme abbiamo distribuito, letto e spiegato il foglio del Rito di ammissione al Catecumenato di Domenica prossima alla Messa delle 10.00. Nella seconda parte dell’incontro abbiamo letto insieme e commentato il Capitolo secondo del Vangelo di Marco, mettendo in risalto la figura di Gesù, il suo dinamismo apostolico fin dall’inizio del suo ministero. Abbiamo terminato con il Padre nostro e con l’arrivederci a Domenica 1° dicembre alle 9.50 nell’Atrio della chiesa.

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INIZIO DEL CAMMINO CON IL VANGELO DI MARCO

 

24 Novembre 2013

1° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco

Capitolo 1

 

1

1Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.

2Come sta scritto nel profeta Isaia:

Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:

egli preparerà la tua via.

3Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,

4vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 7E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

12E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

16Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». 18E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. 20E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

21Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

29E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.

32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

40Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

 

* Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

Marco 1: Inizio del Vangelo di Gesù vuol dire: a) il Vangelo ci parla di Gesù;

b) Gesù proclama il Vangelo; c) è Gesù stesso il Vangelo, cioè la buona novità.

 

 

1. Giovanni Battista annuncia Gesù che poi, nel deserto, viene tentato dal diavolo.

Gesù chiama i primi discepoli e li istruisce;

Gesù compie miracoli, cioè segni del suo amore per la gente;

Gesù prega il Padre e ci insegna l’importanza della preghiera.

 

 

2.  I  vangeli presentano Gesù e il suo messaggio, alla luce  della Risurrezione:

Gesù che annuncia: il Regno di Dio è vicino, è qui, accanto a noi.

Gesù che chiama gli Apostoli, li fa pescatori di uomini e chiede di lasciar tutto …

 

 

3.  Gesù, con i miracoli, libera l’uomo dal potere della malattia e del demonio.

Con questo mostra il potere della sua Parola.

Con questo meraviglia tutti, ma non tutti lo seguono.

Gesù annuncia: la mia missione è far conoscere il Padre.

 

 

4. Gesù con la Risurrezione che libera dalla paura della morte per sempre.

 

 

Rileggi il capitolo e sottolinea le frasi che ti colpiscono di più.   

Quali sono per te le belle notizie che Gesù annuncia in questo testo?     

Cerca un versetto da ripetere spesso nel tuo cuore, durante la settimana.

 

TEMPO PER DOMANDE: C’è qualcosa che vuoi chiarire?

 

 

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1° dicembre 2013

RITO DI AMMISSIONE AL CATECUMENATO

 

 Nell’Atrio della chiesa

Celebrante: Carissime Iva e Klara! Oggi, 1° dicembre 2013, è la 1^ domenica del tempo di Avvento che ci prepara al Natale. Voi siete qui, nell’atrio della chiesa,  insieme ai genitori, alle Madrine, alle Garanti e alcuni amici. Io, a nome del Vescovo e della nostra Comunità vi saluto e vi esprimo la gioia di tutti nell’accogliervi.

 Celebrante

(rivolgendosi a Iva chiede): Qual è il tuo nome?   

–         Iva.

(rivolgendosi a Klara chiede): Qual è il tuo nome?   

–         Klara.

Carissime Iva e Klara,  cosa domandate alla Chiesa di Dio?

Iva: La fede.

Klara: La fede.

Celebrante: E la fede che cosa ti dona?

Iva: La vita eterna.

Klara: La vita eterna.

Carissime Iva e Klara, ora vi invito ad entrare con noi in chiesa, per recarci vicino all’Altare, mentre l’Assemblea ci accompagnerà con il canto dell’Avvento: Innalzate nei cieli lo sguardo.  

 (Giunti all’Altare e terminato il canto):

 Celebrante:  Carissime Iva e Klara, diciamo grazie  a Dio che, attraverso il Creato, ci manifesta le sue perfezioni invisibili.  Oggi, Dio vi dona di iniziare il Cammino catecumenale, per farvi conoscere, attraverso la sua Parola, l’opera di Salvezza compiuta da Gesù. Pregate ogni giorno per chiedere il dono della Sapienza, affidando a Dio la vostra vita presente e quella eterna. 

Celebrante: Siete pronte a seguire Cristo Gesù, in questo Cammino Catecumenale?

Iva e Klara: Sì, siamo pronte.

 

Celebrante: E voi Madrine e Garanti, e membri della Comunità Cristiana, siete disposti, ad accompagnare Iva e Klara in questo cammino?

Tutti: Sì, siamo disposti.

 Celebrante: Padre Santo, Ti ringraziamo perché  Iva e Klara hanno risposto alla chiamata dello Spirito Santo per mettersi alla sequela di Cristo. Per questo ti ringraziamo:

Coro: Grazie, Signore, rendiamo grazie a Te che regni nei secoli eterni. – Perché ci doni la Fede! Grazie, Signore, …

 Il Celebrante traccia ora  il Segno della Croce sulla fronte di Iva e Klara.

         Iva, ricevi sulla fronte il Segno della Croce di Cristo, il segno del suo amore.

         Klara, ricevi sulla fronte il Segno della Croce di Cristo, il segno del suo amore.

Padre Santo, che per mezzo della croce e della risurrezione del tuo Figlio Gesù ci hai donato il perdono e la risurrezione, concedi a Iva e Klara di seguire Cristo.

Il Celebrante ora vi affida a due patroni.

         Iva, nel Battesimo sarai chiamata Iva Francesca perché tu possa godere della protezione di San Francesco d’Assisi.

Iva:  Amen.

         Klara, nel Battesimo sarai chiamata Klara Chiara perché tu possa godere della protezione di Santa Chiara d’Assisi.

Klara: Amen.

Carissime, divenute membri della nostra Comunità Cristiana, potete partecipare alla Liturgia della Parola e assistere alla celebrazione dell’Eucaristia, prendendo posto nell’Assemblea.

  ooo 

1° dicembre 2013

2° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco

Capitolo 2

1Entrò di nuovo a Cafarnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.

3Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. 4Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. 5Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». 

6Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: 7«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». 8E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? 9Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Alzati, prendi la tua barella e cammina”? 10Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, 11dico a te – disse al paralitico –: alzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». 12Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

13Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro.

14Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

15Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. 16Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 17Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

18I discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da lui e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 19Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. 20Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. 21Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. 22E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

23Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. 24I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». 25Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? 26Sotto il sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». 27E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! 28Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

 

* Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

Marco 2: Liberi per Cristo

 

1.     Tutto il capitolo 2 ci mostra un Gesù in continuo movimento, mosso dalla passione per un annuncio urgente.

Tutta la Bibbia presenta Dio che non è mai inattivo, non è mai  statico.

 

2.     Gesù nel capitolo 2 è un liberatore:

         del paralitico

         di Levi

Libera inoltre dal digiuno, dal Sabato, come osservanze esteriori.

 

3.     Le DISPUTE che seguono sono uno stimolo a passare dalle liberazioni dalle malattie fisiche, alle liberazioni dalle schiavitù interiori dei vizi.

 

4.     Gesù viene a liberare chi è povero sia fisicamente che spiritualmente.

 

5.     Il Regno predicato da Gesù è libertà dal male e dalla Legge.

 

6.     Prima di annunciarci che Gesù è Dio, Marco ce lo presenta come vero uomo, come “il Figlio dell’uomo”.

 

 

Mi interrogo:

 

1.     Quali sono le mie schiavitù e i miei blocchi?

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2.     Cerco una frase per trasformarla in preghiera e ripeterla nel mio cuore durante la settimana.

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TEMPO PER DOMANDE: C’è qualcosa che vuoi chiarire?

 

 

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8 Dicembre 2013

 

3° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco

Capitolo 3°

3

1Entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, 2e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. 3Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati, vieni qui in mezzo!». 4Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. 5E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. 6E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. 7Gesù, intanto, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea 8e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. 9Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. 11Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

13Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. 14Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare 15con il potere di scacciare i demòni. 16Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, 17poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanerghes, cioè «figli del tuono»; 18e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo 19e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

20Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. 21Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

22Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». 23Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? 24Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; 25se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. 26Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. 27Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. 28In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; 29ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». 30Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. 32Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». 33Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 34Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

 

* Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

Marco 3: La nascita del vero Popolo di Dio

Si rendono evidenti in questo capitolo due realtà:

a.     Gli Scribi legati al primo o vecchio Testamento: rifiutano la novità di Gesù di dare un orientamento nuovo   alla storia, combattendo il formalismo religioso

 

b.     Propone a 12 di apostoli di seguirlo per formare con lui  il nucleo della prima comunità cristiana, formata dai 12 apostoli che sono la nuova famiglia di Gesù e Gesù vuole utilizzarla come proposta definitiva per costruire il Regno di Dio, fondato sull’essere Popolo di Dio

 

* C’è un peccato imperdonabile che è il rifiuto riconoscere il proprio peccato e di accogliere il perdono di Gesù.

TEMPO PER DOMANDE: C’è qualcosa che volete  chiarire?

 

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14 dicembre 2013

4° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco

Capitolo 4

4

1Cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. 2Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: 3«Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. 5Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, 6ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. 7Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. 8Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». 9E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

10Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. 11Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, 12affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».

13E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? 14Il seminatore semina la Parola. 15Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. 16Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, 17ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. 18Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, 19ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. 20Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

21Diceva loro: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? 22Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. 23Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

24Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. 25Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

26Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

30Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

33Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

35In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. 37Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». 39Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». 41E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

 

* Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

Marco 4:  La parabola del SEME

1.     Gesù è il SEMINATORE, è il SEME: è la PAROLA.

2.     Gesù annuncia il Regno di Dio e manda altri a seminare.

3.     Il CUORE  di chi ascolta deve essere TERRENO CHE ACCOGLIE e fruttifica.

4.     Una parabola mostra che il seme cresce per virtù propria e diventa PIANTA-CHIESA-COMUNITÀ.

5.     La parabola viene adoperata da Gesù perché la parabola permette di incarnare LA FORZA contenuta nel messaggio, nella PAROLA.

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a.     Quando ho sperimentato la forza cioè il POTENZIALE RACCHIUSO NEL SEME della Parola di Dio?

b.     Che cosa sto facendo per coltivare il terreno del mio cuore per accogliere il SEME della Parola di Dio?

c.      Quale proposta mi è venuta oggi dalla lettura di questo capitolo 4° del Vangelo di Marco?

d.     Quale frase può rincuorarmi durante questa settimana?

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TEMPO PER DOMANDE: C’è qualcosa che volete chiarire?

 

 

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21 dicembre 2013

5° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco

Capitolo 5

5

1Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. 2Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. 3Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, 4perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. 5Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. 6Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi 7e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». 8Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». 9E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». 10E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. 11C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. 12E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». 13Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.

14I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. 15Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. 16Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. 17Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.

18Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. 19Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». 20Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decapoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

21Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. 22E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi 23e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». 24Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

25Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni 26e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, 27udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. 28Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». 29E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.

30E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». 31I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». 32Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 34Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

35Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». 36Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». 37E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. 41Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: alzati!». 42E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 43E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

 

Marco 5: I miracoli segni di salvezza

Marco, nel suo Vangelo, continua a presentarci la persona di Gesù e ci aiuta ad interrogarci per scoprire chi è veramente Gesù.  Per guidarci in questa scoperta descrive tre miracoli di Gesù:

1° Gesù libera un uomo dal Demonio che lo tiene schiavo.

2° Gesù guarisce una donna che perde sangue.

3° Gesù dà la vita ad una fanciulla morta.

 

1.     Ciascuno di noi, dopo aver letto questo 5° capitolo del Vangelo di Marco,  può interrogarsi per vedere come mai Gesù riesce a dominare il Demonio che è la causa di ogni separazione, dentro e fuori l’uomo, causa dell’isolamento o della vita raminga, della mancanza di pace e di forme di pazzia.

2.     Una donna con perdite di sangue era considerata impura, era da evitare e quindi doveva vivere sola e isolata. Gesù la risana e la reintegra nella vita normale.

3.     Una fanciulla morta Gesù la restituisce alla vita. Questo fatto della risurrezione dei morti ci fa capire che Gesù è il padrone del  vivere e del morire: è il Signore della vita.

 

 

Questi tre miracoli che cosa ci fanno pensare e che cosa concludiamo dopo aver pensato?

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TEMPO PER DOMANDE: C’è qualcosa che volete chiarire?

 

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28 dicembre 2013

6° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco

 

* Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

MARCO 6, CONFRONTI E SCONTRI

1Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 2Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? 3Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. 4Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». 5E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. 6E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

7Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 10E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

14Il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». 15Altri invece dicevano: «È Elia». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». 16Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». 17Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. 18Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». 19Per questo Erodiade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, 20perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. 21Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. 22Entrata la figlia della stessa Erodiade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». 23E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». 24Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». 25E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 26Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. 27E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione 28e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre.

29I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.  34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. 35Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; 36congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare».

37Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». 38Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». 39E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. 40E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. 41Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. 42Tutti mangiarono a sazietà, 43e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. 44Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini. 45E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsaida, finché non avesse congedato la folla. 46Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. 47Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra.

48Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. 49Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, 50perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 51E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, 52perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito. 53Compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. 54Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe 55e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. 56E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze

 * Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

1.    Quali frasi mi hanno colpito di più?

       La PERSONA DI GESU’,  la sua PAROLA  e le sue OPERE sono  

La PROPOSTA DI DIO ALL’UOMO

che attende

La LIBERA RISPOSTA DELL’UOMO A DIO.

3.    Marco nel suo Vangelo ci prepara gradualmente al

SACRIFICIO DI CRISTO

voluto dai suoi oppositori

e permesso dal tradimento dei suoi amici.

4.    Io in che cosa sto impegnandomi a seguire Cristo?

a.    _________________________________________

b.    _________________________________________

c.     _________________________________________

 

Quale frase posso ripetere come preghiera in questa settimana?

 TEMPO PER DOMANDE: C’è qualcosa che volete chiarire?

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4 gennaio 2014

7° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco

 

 

7

1Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. 2Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate 3– i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi 4e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, 5quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».

6Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:

Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. 7Invano mi rendono culto,

insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

8Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». 9E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. 10Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. 11Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korban, cioè offerta a Dio”, 12non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. 13Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

14Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! 15Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». [16]

17Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. 18E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, 19perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. 20E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. 21Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, 22adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

24Partito di là, andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. 25Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. 26Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. 27Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 28Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». 29Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». 30Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

31Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 32Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 33Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; 34guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». 35E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano 37e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

* Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

CAPITOLO 7 DI MARCO: approfondiamo …

1.      Quali sono le occasioni nelle quali ci sentiamo uomini e donne stimolati ad andare oltre, sempre oltre …

Nel nostro vivere quotidiano spesso  ci fermiamo al confine di una cosa, alla sua forma, alla sua superficie, per la nostra superficialità. Curiamo il look, il culto delle  apparenze. Siamo attenti al farci vedere che favorisce le relazioni facili. Non ci accorgiamo che il voler fare ad ogni costo bella figura non ha niente a che fare con la vera bellezza. Le apparenze ci imprigionano nel mondo piccolo e meschino della chiacchiera. Tutto questo accresce l’attrattiva del possedere e dell’acquistare cose che troviamo in lusinghiere bancarelle del mercato.

Viviamo in continuo contatto con cose esposte a tutti per far nascere nuovi desideri, nuovi bisogni, messe lì come facile esca per tutti. Tutto questo elimina il pensiero delle realtà invisibili e, pian piano, la nostra fede nelle realtà invisibili scompare.

Proviamo a pensare quando noi con la mente e con il cuore ci mettiamo a servizio dell’esteriorità … Pensiamo al rapporto tra esteriorità e interiorità nella nostra mentalità  … ai frutti di una e dell’altra  

Noi abbiamo un corpo materiale e un’anima spirituale: ma quali cure diverse riserviamo a queste due realtà! …

Ordinariamente i nostri rapporti con gli altri, le nostre relazioni ci spingono verso l’interiorità o verso  l’esteriorità?

Dio, invisibile, è la parte più intima della nostra stessa interiorità.

Come viviamo questo rapporto tra le nostre realtà invisibili  

In che modo siamo indotti intraprendere la strada che ci porta ad esplorare l’interiorità:

… ciò che non è mai in superficie, che non cade sotto gli sguardi indiscreti, ciò che conserviamo con grande gelosia e con tutte le nostre forze, ciò che non abbiamo mai rivelato a nessuno, ciò che non vogliamo perdere a nessun prezzo, ciò che ci è così intimo che sentiamo appartenerci pienamente come inalienabile. Nell’intimo di no stessi abita e rimane Dio. E noi sentiamo che il centro di noi stessi non siamo noi, un Centro esiste e non è vuoto. Il centro ha un potere di attrarre tutto noi stessi e si pone al vertice della nostra attenzione. Questo nucleo ci attira, ci ferma e ci fa dimorare, ci riempie di pace, ci dà un senso di pienezza, ci sazia pur conservando in noi la curiosità e la ricerca di sempre nuove e più ricche esperienze, ci si presenta come una tappa raggiunta e una meta sempre desiderabile e sempre più attraente.

 

1 gennaio 2014

8° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco, Capitolo 8

1In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: 2«Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. 3Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». 4Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». 5Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». 6Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. 7Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. 8Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. 9Erano circa quattromila. E li congedò. 10Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanuta.

11Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. 12Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». 13Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

14Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. 15Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». 16Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. 17Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? 18Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, 19quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». 20«E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». 21E disse loro: «Non comprendete ancora?».

22Giunsero a Betsaida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. 23Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». 24Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». 25Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. 26E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

27Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarea di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». 28Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». 29Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

31E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 32Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. 36Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? 37Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? 38Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

Conversazione spontanea su domande di Iva e Klara e papà e mamma

26 Gennaio 2014

9° Incontro: Vangelo-Buona notizia dell’Evangelista Marco, Capitolo 9

9

1Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza». 2Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 6Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. 9Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. 10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti. 11E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 12Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. 13Io però vi dico che Elia è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui». 14E arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. 15E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. 16Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». 17E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. 18Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». 19Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». 20E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. 21Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; 22anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». 23Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». 24Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». 25Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». 26Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». 27Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.

28Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». 29Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

30Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». 32Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

33Giunsero a Cafarnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

38Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». 39Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: 40chi non è contro di noi è per noi.

41Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.

42Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. 43Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. [44] 45E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. [46] 47E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, 48dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. 49Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. 50Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».

* Dopo la lettura, queste righe ti aiutino ad approfondire il testo.

Marco capitolo 9, Commento

1. Nel Vangelo di Marco che cosa mi aiuta a capire che Gesù è vero uomo, ma anche vero Dio?

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2. Perché il Figlio si è fatto uomo e quali sono le sue azioni più importanti che ha compiuto qui in terra?

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3. Gesù, sul monte Tabor, si trasfigura, ma, prima e dopo questo fatto, dà l’annuncio ai discepoli la sua passione, morte e risurrezione. Perché?

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4. Che cosa sta portando a me la fede in Gesù? Che cosa pensavo prima e che cosa invece penso ora? In che cosa consiste questa mia esperienza di Catecumenato?

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