2. CORSO BIBLICO sul VANGELO SECONDO MARCO, Scheda 10

2 dicembre 2017 - Categoria: Biblica

biblica

Comunità Cristiana di San Carlo Borromeo Vescovo
Ponte della Priula – Anno X: 2017-2018


Scheda 10

TEMA: IL MISTERO DELL’INIQUITÀ,  TENTAZIONI E VITTORIA DEFINITIVA DI CRISTO

 

Capitolo 1, vv 12-13

12 Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto 13 e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.

 

Commento

            Marco descrive la tentazione nel deserto in due soli versetti. Lo Spirito Santo sospinge Gesù a uno scontro con satana. Nessun uomo, neppure Gesù, vero Dio e vero uomo, è esente dalla tentazione e dalla lotta: satana non risparmia nessuno. La tentazione è la situazione normale di ogni uomo che vive in questo mondo dopo il peccato originale, e Gesù è vissuto in questo mondo. Marco ci presenta un Gesù chiamato a fare in continuità delle scelte: tentazioni continue anche per Lui fino alla fine. Solo con la risurrezione Egli vincerà definitivamente satana.

            Deserto, quaranta giorni, satana, angeli: questi elementi noi li incontriamo nella storia di Elia, di Mosè e in tutto l’Esodo. Marco continua a narrare la storia di Gesù con immagini e parole tolte dall’Antico Testamento che continuano la storia della salvezza. Gli israeliti si addentrarono nel deserto e vi restarono quarant’anni. Fu un tempo pieno di prove e di tentazioni, ma gli Angeli del Signore accompagnavano il popolo.

            Il deserto significa solitudine ma anche incontro con Dio. Può significare anche l’abitazione del male. Nel vangelo di Marco, il deserto è il luogo della preghiera solitaria, del rifugio per sottrersi dalla folla, del riposo, della moltiplicazione dei pani.

            L’espressione «quaranta giorni» è molto presente nella Bibia: quaranta è un numero simbolico che denota il tempo dell’oppressione e del cammino verso la salvezza: i quaranta giorni del diluvio, i quarant’anni d’Israele nel deserto, i quaranta giorni di Mosè sul Sinai, i quaranta giorni del cammino di Elia nel deserto.

            Nei quaranta giorni di prova vissuti da Gesù nel deserto, il testo di Marco richiama la tipologia dell’esodo già applicata a Elia e a Mosè. I «tipi» sono personaggi, avvenimenti, istituzioni della storia sacra che preparano, prefigurano, in anticipo, il mistero della salvezza portata a compimento da Cristo.

Lo Spirito spinge Gesù a uno scontro con satana, l’avversario, l’oppositore. Egli ne esce vittorioso, a differenza di Adamo e del popolo di Dio nel deserto.

“Tentato da satana”. Ci sono altre tre occasioni in cui il verbo tentare è usato da Marco e, in tutti e tre i casi, si tratta dei farisei che mettono alla prova Gesù. Sorge la domanda: “Esiste qualche parentela tra satana e i farisei?”. Il vangelo di Giovanni lo afferma esplicitamente: “Voi farisei avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro” (Gv 8,44). Satana si è servito di tutto e di tutti per ostacolare la strada di Gesù-Messia.

            “Stava con le fiere e gli angeli lo servivano”. Viene richiamato un tema del Paradiso terrestre. Gesù viene presentato come il tipo opposto di Adamo nel paradiso terrestre: ambedue tentati da satana, ma con esito opposto. La caduta di Adamo, ad opera del maligno, fu l’inizio di tutti i mali; la vittoria di Gesù, nuovo Adamo, fu l’inizio del rimedio di tutti i mali. Gesù, subito dopo il battesimo, fu tentato da satana. Il legame tra battesimo e tentazione è stretto: “subito dopo”. La vita nella quale il battesimo introduce è fatta di opposizione. Come Gesù, anche il cristiano inizia la sua guerra di opposizione a satana il giorno del battesimo e potrà cantare vittoria definitiva solo il giorno della risurrezione.

            Il battesimo di Gesù ci presenta Dio solidale con il nostro male e la nostra morte; le sue tentazioni ci fanno vedere Dio solidale con la nostra fatica di vivere in libertà. Quanto è bello essere figli di un Dio padrone e onnipotente, altrettanto è scomodo essere figli di un Dio servo, che è amore, povertà, servizio e umiltà.

            Questo breve racconto, unito a quello del battesimo, anticipa il significato essenziale della vita di Gesù: Egli è l’uomo pieno di Spirito Santo, che è venuto per vincere il male e rendere libero l’uomo. E’ lo Spirito che spinge con forza Gesù nel deserto, nel luogo di prova.  Gesù vi rimane quaranta giorni, ripercorrendo in sé tutta la storia dell’umanità: la storia di Adamo che fu tentato, peccò e morì, la storia del popolo di Dio, che nel deserto fu messo alla prova e cadde! Ma mentre tutti i membri del popolo di Dio messi alla prova hanno ceduto alla tentazione e morirono senza giungere alla patria desiderata, Gesù sarà il primo uomo che vince il male, supera la prova e giunge alla terra promessa, alla Risurrezione, seguito  da Maria.

            La tentazione di Gesù è quella di ogni uomo: quella di “pensare secondo gli uomini” e non secondo “la parola rivelata da Dio”: il male è interno all’uomo, che intende l’esser figlio di Dio a modo suo, come Adamo. In tutto il vangelo si svolgerà il cammino del Figlio di Dio contrapposto al cammino dell’uomo. Gesù, nuovo Adamo, vince il male e ricostituisce l’ordine com’era all’inizio, anzi loriforma in modo migliore: infatti, “stava con le fiere” e questo è il segno della riconciliazione di tutto il creato, liberato ormai dal dominio del Mistero dell’iniquità.