1. CORSO DI CATECHESI SULLA VEGLIA PASQUALE, Scheda 22

17 Marzo 2018 - Categoria: Catechesi

Comunità cristiana di san Carlo Borromeo Vescovo

in Ponte della Priula, 2017/2018, Anno XXX

 

 

LA

VEGLIA PASQUALE

Scheda 22

In questo incontro vogliamo fermare la nostra attenzione sul Sabato Santo e sulla Veglia Pasquale.

“Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto”: questa affermazione di Sant’Agostino mette in luce che al mistero pasquale appartengono anche la sepoltura di Gesù e la sua discesa agli inferi. È una delle verità che proclamiamo nel Credo: ci dice che Gesù, già vittorioso, scende negli inferi, ne apre le porte, libera Adamo ed Eva e tutti coloro che sono prigionieri dello sheol. Ci dice che Gesù vince la morte condividendo la nostra morte, rischiara le tenebre abitando le nostre tenebre, e attende di essere anch’egli liberato. Pertanto, il Sabato santo è tempo di silenzio e di attesa anche per Gesù. Insieme a lui tutta la Chiesa entra nel silenzio dell’attesa, indispensabile perché il grido dell’angoscia e della morte che ha segnato il Venerdì santo possa trasformarsi nell’alleuja che riempirà le nostre labbra e il nostro cuore nella Veglia Pasquale. Ci sono silenzi, come quello della morte, che le nostre parole non riescono a rompere. Dobbiamo perciò tacere nell’attesa che Dio dica la sua parola “Sia la Luce”, l’unica che possa frantumare questo silenzio e far rinascere la vita nella luce della risurrezione. Dio ripete questa sua parola anche nell’oscurità del sepolcro di Gesù e in ogni altro sepolcro di cui noi tutti facciamo esperienza per la fragilità della nostra condizione umana. Solo quando Dio avrà pronunciato la parola della vita dentro le tenebre della morte, potremo rompere il silenzio dell’attesa e cantare la nostra gioia, il nostro alleluja. Rimuovendo la pietra dal sepolcro, Dio l’ha rimossa anche dal nostro cuore perché la nostra vita non rimanga prigioniera della paura, della disperazione, di quel senso di impotenza che per molti è fonte di angoscia. Fede è anche questo: capacità di attendere alimentando la speranza che per ogni morte c’è la promessa della resurrezione. È la fede di Maria, la Madre del Signore, alla quale la tradizione spirituale consacra questo giorno e la invoca come Madonna del Sabato santo: “Mentre la fede si oscurava in tutti, lei, la prima credente, è rimasta sola a tenere viva la fiamma, immobile nell’oscurità della fede” (Mariano Magrassi).

Dopo aver vissuto nel silenzio, pur impegnati nelle nostre normali attività, potremo partecipare alla Veglia Pasquale in comunione con tutte le comunità cristiane sparse nel mondo. Sant’Agostino chiama questa Veglia “Madre di tutte le Veglie”, cuore e vertice di tutto l’Anno liturgico. Ogni anno i meravigliosi testi biblici delle cinque domeniche di Quaresima e quelle della Settimana Santa ci fanno percorrere un itinerario di conversione per incontrare Gesù e camminare con Lui insieme ai nostri fratelli. Abbiamo spesso riflettuto sul Volto Misericordioso del Padre e abbiamo compreso l’urgenza di diventare misericordiosi, missionari del perdono.

Anche quest’anno nella Veglia Pasquale celebreremo il Battesimo. Avremo modo di ravvivare nel nostro cuore la semente della fede, della speranza e della carità e di rafforzare in noi il senso di appartenenza alla Chiesa. La Comunione sacramentale ci donerà la dolcezza della presenza reale di Gesù e ci riempirà di forza spirituale per rendere sempre più vere le nostre relazioni con Dio e con i fratelli e le sorelle che incontriamo nella vita.

 

 

 

LE TAPPE DELLA VEGLIA PASQUALE

  1. 1.      All’inizio della Santa Notte, ci si raccoglie attorno al fuoco per celebrare la liturgia della luce. Il celebrante benedice il fuoco e prepara il Cero Pasquale ornato di simboli che si riferiscono alla Persona di Gesù Cristo e ai suoi Misteri di vero Dio e vero Uomo, e mettono in risalto le 5 piaghe gloriose della sua Crocifissione. Dal fuoco benedetto viene acceso il Cero, portato in processione dal celebrante che per tre volte canta Cristo, Luce del mondo. Alla 2a acclamazione, fatta davanti alla porta della chiesa, noi tutti esprimeremo la nostra adesione di fede in Gesù risorto accendendo dal Cero la nostra candela con l’impegno di diffondere la Luce di Cristo in mezzo ai fratelli. Il Cero, portato dal celebrante, e tutta l’assemblea entrano in chiesa che, dopo la 3a acclamazione, verrà inondata di luce. In questo modo confessiamo che davvero il Signore è vivo e la sua luce può diradare le tenebre del mondo, della sofferenza, del peccato. Ci lasciamo da lui rischiarare per poter camminare con fiducia anche nella notte delle nostre difficili esperienze. Questa processione preannuncia la grandiosa entrata in Paradiso di Cristo e dell’immenso stuolo dei salvati nel Grande Giorno del Signore. Segue l’incensazione del Cero e il canto dell’Exultet (Gioisca tutta la terra): antico inno che celebra con parole sublimi, il Cero, Segno del Cristo risorto, che libera dalla morte tutta l’umanità.

  1. 2.      La Liturgia della Parola. Segue la proclamazione di 9 letture che ci descrivono in sintesi la Storia della Salvezza operata da Dio Padre per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo. Ad ogni Lettura il Salmista, l’Assemblea e il Celebrante rispondono con un salmo, un’antifona e un’orazione per chiedere a Dio di accogliere nella nostra vita i messaggi dei 7 brani dell’Antico Testamento e, dopo il canto del Gloria, quelli dei 2 brani del Nuovo Testamento.

Particolarmente significative sono la lettura dell’Esodo, che racconta il passaggio del Mar Rosso, cioè la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, e l’annuncio del Vangelo della Risurrezione che viene cantato dopo la triplice acclamazione dell’Alleluja.

  1. 3.      La Liturgia Battesimale. Dopo l’omelia: Benedizione dell’acqua del Fonte battesimale con l’invocazione dei Santi, la rinnovazione delle Promesse battesimali di tutti, compresi i Cresimandi e i Bambini di Prima Comunione e la celebrazione del Battesimo di Luce Kesteja, catecumena, e le bimbe Lina e Leda. Segue l’Aspersione dell’assemblea con l’Acqua Battesimale con la quale Dio rinnova in noi la Grazia del Battesimo che ci ha resi partecipi dei frutti della morte di Cristo per passare dal peccato alla vita di Grazia in Cristo. La Veglia celebra l’attesa del Signore che tornerà glorioso alla fine dei tempi per prenderci e portarci in Paradiso in corpo e anima. I Padri della Chiesa hanno sempre sottolineato l’importanza di coltivare in noi questa attesa della Seconda venuta del Signore.

  1. 4.      La Liturgia Eucaristica. Il Mistero dell’Eucaristia fa nascere e rinascere in noi la gioia. Gioia che viene espressa nel grido dell’alleluia pasquale, lode a Cristo morto e risorto per ciascuno di noi. È Cristo, annunciato con la sua morte e risurrezione e atteso per la fine dei tempi che illumina l’universo e gli uomini di ogni popolo e religione.

 

Preghiamo: O Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, ti chiediamo di coinvolgere in un clima di fede e di preghiera le nostre menti e i nostri cuori. Insegnaci ad amare e a coltivare la nostra vita spirituale, a crescere nella conoscenza dei Misteri che celebriamo.

Fa’ che durante la Processione con il Cero sentiamo viva la nostra appartenenza alla Chiesa, tuo Popolo in cammino verso le Realtà future. Fa’ che l’abbondanza della tua Parola irrori le parti aride della nostra vita, e che i Sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia ci facciano vivere una vera esperienza di comunione nella gioia con te, o Padre ricco di misericordia, con te o Cristo Salvatore e con te o Spirito Santo che animi ogni giorno la Chiesa, Nostra Madre. Amen!