2. CORSO BIBLICO sul VANGELO SECONDO MARCO, Scheda 12

6 gennaio 2018 - Categoria: Biblica

biblicaComunità Cristiana di San Carlo Borromeo Vescovo

Ponte della Priula – Anno X: 2017-2018

Vangelo secondo Marco

Scheda 12

TEMA:

“Non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano”

(Mc 1, 29-45)

 

1

29E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.  32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.  35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. 40Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

 

Commento        

         La guarigione della suocera di Pietro non ha nulla di straordinario: è un miracolo semplice. I miracoli  non sono azioni spettacolari della onnipotenza di Gesù, ma sementi della sua misericordia. In questo miracolo-semente veniamo introdotti nel cuore del senso dell’esistenza di Gesù: un miracolo per un malato gravissimo avrebbe distratto l’attenzione a scapito di ciò di cui sovere essere segno. Con questo “umile e normale miracolo”, Gesù guida la nostra intuizione verso il significato vero dell’onnipotenza di Dio che è manifestazione soprattutto nella misericordia e nel perdono. Gesù compie i miracoli che servono:  Gesù opera guarigioni per restituire ai malati la capacità di servire, che è quello che ci dona la nostra somiglianza con Dio. Dio serve: è necessario. Noi, come la suocera di Pietro. siamo malati, impossibilitati quindi a servire, costretti a farci servire o a servirci degli altri. Gesù ci vuole capaci di servire: perché serve. Il servizio guarisce l’egoismo che distrugge in noi l’immagine di Dio-Servo. L’egoismo  conduce a catturare gli altri e farli nostri servi e schiavi.  «Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo» (Gal 6,3).

         Gesù non lascia parlare i demòni perché vuol farci capire che  chi conosce Dio senza conoscere la sua crocifissione, lo conosce come lo conosce il diavolo che non vuol capire  né il senso del peccato né il senso dell’amore di Dio per l’uomo. Senza la Croce avremo in testa la conoscenza di un Dio inventato da noi. Voltaire ha scritto: «Dio ha creato l’uomo a sua immagine, e l’uomo ha creato Dio a sua immagine». Solo l’integrità del Vangelo ci dà la vera immagine di Dio da credere.

         La preghiera notturna con la quale Gesù conclude la giornata prepara l’inizio di una nuova giornata. L’uomo è pienamente pronto a ciò che sta per fare, quando è “pienamente se stesso cioè quando è pieno di Dio” e quindi il fine di ogni attività pastorale è insegnare a stare con Dio, a pregare. Dal vero rapporto con Dio nasce  il vero rapporto con se stessi, con gli altri e con le cose. La preghiera serve per diventare: per diventare come Gesù, come Maria: Servi del Signore. La preghiera è il vertice di ogni forma di vita cristiana perché è giocare nella squadra di Dio.

         «Andiamocene altrove». La popolarità condiziona l’agire umano e schiavizza. Chi ha sete di applausi non evita i compromessi. Gesù non accetta che il suo ruolo sia quello di guaritore. Egli taglia sempre corto con  questa popolarità che gli impedirebbe di estendere la sua missione in tutta la Galilea.

         I lebbrosi erano considerati castigati da Dio a causa di gravi peccati da loro stessi commessi e lasciati morire. Gesù è «buona notizia», tocca il lebbroso e lo guarisce. Gli uomini e le loro leggi riconoscono il male e lo condannano, Gesù lo guarisce.

         L’essere accostati da Gesù viene dal fatto che siamo ingiusti e peccatori. Dio guarda al nostro bisogno, non ai nostri meriti. Il diritto di precedenza dato ai malati più gravi è la buona notizia: Dio mi ama per la mia miseria che non vede come un ostacolo, ma come misura per la sua misericordia. Il metro del suo amore è il mio bisogno. San Tommaso d’Aquino ha scritto: «Dio ci ama non perché siamo buoni, ma per renderci buoni».