2. CORSO BIBLICO sul Vangelo di Marco, Scheda 24

14 aprile 2018 - Categoria: Biblica

biblica

Comunità Cristiana di San Carlo Borromeo Vescovo
Ponte della Priula – Anno X: 2017-2018


Scheda  24

 Tema: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’».  (Mc 6, 24-56)

 

6

 24Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». 25E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 26Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. 27E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione 28e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. 29I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. 30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.  34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. 35Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; 36congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». 37Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». 38Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». 39E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. 40E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. 41Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. 42Tutti mangiarono a sazietà, 43e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. 44Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini. 45E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsaida, finché non avesse congedato la folla. 46Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. 47Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. 48Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. 49Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, 50perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 51E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, 52perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito. 53Compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. 54Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe 55e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. 56E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Commento

            L’opinione di Erode su Gesù e l’assassinio di Giovanni Battista sono un segno premonitore dell’opposizione e del martirio riservati a Gesù e ai suoi discepoli.Il banchetto descritto subito dopo prefigura il memoriale della morte del Signore, festeggiato come dono di vita.Gli ingredienti del banchetto di Erode sono ricchezza, potere, orgoglio, lussuria, rancore e ingiustizia. Il banchetto di Gesù ha la semplice fragranza del pane, della condivisione e della fraternità.  Gesù non si fida dell’entusiasmo: i discepoli sono presi dall’entusiasmo e raccontano a Gesù tutto quello che avevano fatto e insegnato.  L’entusiasmo della folla è per i discepoli oltre che per Gesù. Gesù che dice: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’» vuole sfebbrare la folla e  i discepoli. Assumendo la sua missione di Pastore e Messia, Gesù si impegna ad insegnare loro molte cose. Marco considera che Gesù dà sempre molta importanza all’insegnamento, anche se non ne specifica mai il contenuto, come se volesse far capire che questo contenuto è Gesù in persona.

            Nella prima moltiplicazione dei pani Gesù dona al popolo, agli ebrei, il pane della prima alleanza. Questa prima moltiplicazione, secondo Marco, avviene in terra d’Israele, sulla riva occidentale del lago. Inoltre, le cifre sono simboliche: i cinque pani moltiplicati ricordano i cinque libri della Legge; i dodici canestri avanzati appaiono come una destinazione del pane alle dodici tribù d’Israele.  Tutte queste particolarità indicano la prima moltiplicazione dei pani come azione destinata anzitutto ai giudei e come prefigurazione dell’Eucaristia riservata prima ad essi, quale garanzia del compimento delle Antiche Promesse. Lo ricorderà ben presto Gesù alla donna siro–fenicia: «Lascia prima che si sfamino i figli».  Questo brano è iniziato così: «vide molta folla e si commosse per loro».

            La compassione è l’essenza di Dio.  Partecipando alla mensa di Cristo, il discepolo passa dall’egoismo e dalla brama dell’avere, del potere e dell’apparire, a una vita nuova nell’amore sotto il segno del dono e del servizio umile. Gesù ha detto: «Chi mangia di me, vivrà per me». Egli «costringe» i discepoli a lasciare la folla esaltata ed esaltante e a precederlo sull’altra riva. Gesù poi congeda la folla e sale sul monte a pregare. Nei momenti di euforia Gesù offre al Padre nella preghiera l’onore e la gloria che la folla aveva rivolto a lui e ai discepoli.  Ma lo sguardo fisso in Dio non distrae Gesù dalle necessità degli uomini. Egli domina la violenza dei flutti.  L’apparizione di Gesù è scambaita per un fantasma. La parola che Gesù rivolge loro: «Abbiate fiducia. Sono io. Non temete» è un aiuto a superare la paura.

            Marco conclude il racconto con un’espressione fortissima: «Erano fuori di sé del tutto!». Perché? Il martellare dei miracoli sulla loro intelligenza li rendeva spaventati e non riuscivano a scendere nel significato più profondo dei miracoli stessi. E’ una cecità che non impedisce di vedere gli avvenimenti, ma solo di cogliere la portata dei gesti compiuti da Gesù. Durezza di cuore significa incapacità accogliere, di accettare, la rivelazione che Gesù fa di se stesso attraverso le parabole e i miracoli. I Dodici non comprendono il mistero della sua persona, che traspare qui nel miracolo dei pani. 

            L’Eucaristia non è semplice condivisione e fraternità, ma è Dio, il Signore che si dona totalmente a noi nel suo amore, come Via, Verità e Vita. Mangiare l’Eucaristia significa nutrirsi di Cristo e porsi al servizio dei fratelli intuendo ogni loro necessità. I discepoli sulla barca sono in difficoltà perché non credono che Gesù-Messia è vero Dio e vero uomo. Anche la gente lo cerca come salvatore del popolo e operatore di prodigi. Si deve credere in Lui come Messia promesso che, come Dio-Buon Pastore, raduna il suo gregge, il Suo popolo e, come Pastore divino, lo conduce ai pascoli eterni.