3. CORSO DI FILOSOFIA sulle Confessioni di Sant’Agostino, Scheda 24

14 aprile 2018 - Categoria: Filosofia

filosofia

Comunità Cristiana di San Carlo Borromeo Vescovo
Ponte della Priula – Anno X: 2017-2018


Scheda 24

 

Le Confessioni di SANT’ AGOSTINO, Libro XII

Tema: Meditazione sul primo versetto della GENESI: “…il cielo e la terra”.

 

CONCLUSIONI

 

Amore concorde della verità

30.  In tale disparità di opinioni vere la verità sola dovrà portare la concordia. Il Dio nostro abbia pietà di noi, per volgerci all’uso legittimo della legge secondo il fine del precetto, la pura carità.

         Se perciò qualcuno mi domanda quale fu tra queste l’intenzione di Mosè, tuo grande servitore, non posso rispondere con le mie confessioni. Non te lo confesso, perché lo ignoro, pur sapendo che sono tutte opinioni vere, ad eccezione di quelle materialistiche, su cui ho parlato quanto ritenni necessario. Ma i fanciulli di buona speranza, che queste parole del tuo libro sublimi nella loro umiltà e copiose nella loro scarsezza non atterriscono; ma quanti riconosco interpreti ed espositori veritieri di quelle parole, amiamoci l’un l’altro e amiamo allo stesso modo te, Dio nostro, fonte di verità, se di verità e non di vane fantasie siamo assetati. E onoriamo anche il tuo servitore, dispensatore di tale scrittura, traboccante del tuo spirito; crediamo che nello scrivere queste parole per tua rivelazione mirò a quanto in esse brilla maggiormente per luce di verità e messe di vantaggi.


Molteplicità di significati

31.  Così, quando uno dice: “La sua idea fu la mia”, e un altro: “No, bensì la mia”; io rispondo con spirito, credo, più religioso: “Perché non piuttosto ambedue, se ambedue sono vere? E se altri scorgesse nelle stesse parole una terza, una quarta, e ogni altra verità, perché non dovremmo credere che quegli le vide tutte, se l’unico Dio se ne servì per adeguare gli scritti sacri a molte intelligenze, che vi dovevano vedere sensi diversi e veri?”.

Io, lo dichiaro intrepidamente dal fondo del mio cuore, se giungessi al vertice dell’autorità e dovessi scrivere qualcosa, vorrei senza dubbio scrivere in modo che nelle mie parole echeggiassero tutte le verità che ognuno potesse cogliere in quella materia, anziché collocarvi con discreta chiarezza un solo pensiero a esclusione di tutti gli altri, che pure non mi urtassero con la loro falsità.

         Non voglio quindi essere così temerario, Dio mio, da credere che un tale uomo non abbia meritato da te questo privilegio. Egli vide certamente in queste parole e pensò, all’atto di scriverle, tutte le verità che potemmo trovarvi, ed anche le altre, che noi non potemmo, o non potemmo ancora, ma si può trovarvi.


Cognizione del vero

 

32.  Infine, o Signore, che sei Dio, e non carne e sangue, se l’uomo non vide tutto, al tuo Spirito buono, che mi condurrà nella terra giusta, invece poté mai rimanere occulta alcuna delle cose che in quelle parole tue per tuo conto ti proponevi di rivelare ai futuri lettori, quand’anche il loro banditore non abbia concepito che uno dei molti sensi veri? In tal caso il senso concepito da lui sarebbe certamente il più elevato di tutti. A noi, Signore, rivela quello stesso o qualunque altro ti piaccia, purché vero.

         Ma, sia che nell’incontro delle medesime parole ce ne mostri il senso che già mostrasti a quel grande, sia che un altro ce ne mostri, nùtrici tu, non c’illuda l’errore. Ecco qui, Signore Dio mio, quante cose ho scritto per poche parole, quante cose davvero! Di questo passo, come basteranno le mie forze, come il tempo per tutti i tuoi libri?

         Permetti dunque che per loro mezzo io ti faccia la mia confessione piuttosto in breve, scegliendone un unico senso, ispiratomi da te come vero, sicuro e buono, sebbene molti si presentino dove molti potranno presentarsi. E la mia confessione sia tanto schietta, da esporla, se esporrò l’intenzione del tuo ministro, con la dovuta esattezza. A ciò devo tendere con tutte le mie forze; e se non riuscirò a tanto, possa riuscire almeno a esporre ciò che la tua verità volle comunicarmi con le parole di lui, al quale pure comunicò ciò che volle.