Bacheca-2

1. LETTERA DI DON BOSCO AI GIOVANI

13 gennaio 2018

TESTO
Roma, 10 Maggio 1884
Miei carissimi figliuoli in Gesù C.
Vicino o lontano io penso sempre a voi. Un solo è il mio desiderio: quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità. Questo pensiero, questo desiderio mi risolsero a scrivervi questa lettera. Sento, o cari miei, il peso della mia lontananza da voi e il non vedervi e il non sentirvi mi cagiona pena quale voi non potete immaginare. Perciò io avrei desiderato scrivere queste righe una settimana fa, ma le continue occupazioni me lo impedirono. Tuttavia, benché pochi giorni manchino al mio ritorno, voglio anticipare la mia venuta fra voi almeno per lettera, non potendolo di persona. Sono le parole di chi vi ama teneramente in Gesù Cristo ed ha dovere di parlarvi colla libertà di un padre. E voi me lo permetterete, non è vero? E mi presterete attenzione e metterete in pratica quello che sono per dirvi.
Ho affermato che voi siete l’unico ed il continuo pensiero della mia mente. Or dunque in una delle sere scorse io mi era ritirato in camera, e mentre mi disponeva per andare a riposo avea incominciato a recitare le preghiere che mi insegnò la mia buona mamma.

2. “IL POZZO NELLA BIBBIA”, A CURA DI SUOR LAURA GRIGIS

7 ottobre 2011

Il tema del pozzo nella Bibbia appare come un filo rosso che si snoda lungo tutta la storia di Israele e collega tra loro la creazione, le vicende dei patriarchi, l’uscita dall’Egitto, il dono della Torà, la speranza messianica della redenzione. È un itinerario terrestre e spirituale dei patriarchi e del popolo: l’acqua di sorgente è il simbolo della vita che Dio dà lungo il cammino di ogni giorno e che darà in pienezza ai tempi messianici.

3. LETTERA A PINOCCHIO di Papa Giovanni Paolo I ( Albino Luciani)

7 ottobre 2011

LETTERA A PINOCCHIO di Papa Giovanni Paolo I ( Albino Luciani)

Caro Pinocchio,
Avevo sette anni; quando lessi la prima volta le tue Avventure. Non ti so dire quanto mi son piaciute e quante volte poi le ho rilette. In te fanciullo riconoscevo me stesso, nel tuo ambiente il mio ambiente.

Quante volte correvi in mezzo al bosco, attraverso i campi, sulla spiaggia, sulle strade! E con te correvano la Volpe e il Gatto, il cane Medoro, i ragazzi della battaglia dei libri. Parevano le mie corse, i miei compagni, le strade ed i campi del mio paese.

Andavi a vedere i carrozzoni arrivati in piazza; anch’io. Nicchiavi, torcevi la bocca, mettevi la testa sotto le coperte prima di prendere il bicchiere colla medicina amara; anch’io. La fetta di pane imburrata da tutte e due le parti, il confetto con dentro il rosolio; la “pallina di zucchero” e, in certe occasioni, perfino un uovo, perfino una pera, rappresentavo un “tetto” radioso per te, goloso e pieno di fame; lo stesso era di me.