Angolo dello Spirito

ANGOLO DELLO SPIRITO: Una raccomandazione del Papa e 2 Lettere di saluto per la mia partenza. Don Francesco

25 maggio 2018

IN OCCASIONE DELLA MIA PARTENZA
Carissimi fratelli e sorelle di Ponte! Invoco su tutte e sulle singole famiglie la Benedizione del Signore e Sabato 13 ottobre mattina partirò per San Polo di Piave. Dopo 36 anni, è una sofferenza grande lasciare voi, miei familiari di Ponte: l’amata parrrocchia di San Carlo Borromeo! In questi anni, anche se ci sono riuscito poco, ho cercato di condividere la mia vita con voi Cristiani Cattolici e Ortodossi, con i Musulmani e con i membri di tutte le altre Religioni presenti: abbiamo condiviso grandi e piccole gioie e talvolta grandi sofferenze e povertà. Sento il desiderio di manifestarvi ciò che ora riempie la mia mente e il mio cuore con le tre parole-chiave di Papa Francesco: “SCUSA! Scusatemi e perdonatemi con il vostro cuore buono, per il mio temperamento e per i malanni che ho combinato e che vi hanno disturbato. Vi chiedo di coprirli con il manto della vostra misericorida che è sempre stata grande”. “GRAZIE! Diciamo grazie al Signore e alla Madonna e diciamoci un grazie recirpoco per il bene che ci siamo voluti e per il cammino di fede e di bontà che, insieme, sostenuti dall’Eucaristia, abbiamo percorso in questi 36 anni: le opere di misericordia corporali e spirituali, per noi e per la Chiesa missionaria. Ci consoli il fatto che Dio premia anche un bicchier d’acqua dato a chi ha sete e quindi nulla andrà perduto”. “PER PIACERE! Per piacere pregate per me e io vi assicuro che ogni giorno sarete tutti affidati a Dio nella Santa Messa, nella preghiera sacerdotale della Liturgia delle Ore e alla Madonna nel Santo Rosario: vivi e defunti, malati e anziani, Don Alfonso e Don Mosè e i molti Padri Domenicani, le molte e indimenticabili Suore Domenicane che con amore hanno servito questa Comunità e sono venute incontro alle mie necessità; i tanti Laici che hanno condiviso, in molte aree della Comunità Cristiana le fatiche pastorali verso bambini e giovani, genitori e nonni e chi per la Chiesa ha offerto sofferenze e preghiere. Vi chiedo che il mio funerale sia celebrato nella nostra chiesa di Ponte e desidero di essere sepolto nel nostro cimitero, insieme ai nostri morti. Lodo e ringrazio, chiedo Grazia e perdono al Signore per così tanti anni vissuti tra voi, con voi e per voi. Il Signore di certo vi ricompenserà della pazienza che avete portato e dei buoni esempi che mi avete dato.
Vostro affezionatissimo Don Francesco

Angolo dello Spirito: 30° ANNIVERSARIO DELLA NOSTRA CONSACRAZIONE A MARIA

4 settembre 2017

1. «Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo: «Cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1).

2. Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

ANGOLO DELLO SPIRITO

14 settembre 2016

Quando la storia e la vita non insegnano più nulla?
Leggi queste pagine di vita vissuta, non solo da una persona, ma, in modi diversi e molti simili allo stesso tempo, di un’enorme quantità di bambini e ragazzi, di persone di mezza età e di genitori, di anziani vecchi terminali. Leggendo la seguente autobiografia, la vita appare come una vaso di terracotta caduto e ridotto in cocci, ridotto a degli “ideali che sono solo idee fantastiche che frullano per la testa” e “sogni ad occhi aperti ,fondati sul caso, su quello che salta per la testa”. Dovìè andato l’uso della ragione? Questi elementi descritti e vissuti nel quotidiano ci danno l’immagine perfetta di una vita senza Mistero, cioè una vita che non fa parte in nessun modo al Vero Progetto di Dio che pone alla persona una Mèta reale da raggiungere, una strada precisa da percorrere. Senza questo Fine verso il quale dobbiamo dirigerci, le nostre risorse e le nostre possibilità come vengono utilizzate e a che cosa le riduciamo?
Una mente che si impegna a fare dei veri ragionamenti può pensare ad una fine della vita, senza pensare anche ad un Fine da raggiungere, posto da Chi ha Progettato l’Universo intero?
Con chi e su quali basi potremmo parlare di tutto questo, per essere aiutati a rispondere a questa domanda?

UNA COMUNITA’ CHE PROGRAMMA IL NUOVO ANNO PASTORALE

9 maggio 2015

1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».[1]
OGNI MERCOLEDI’ ALLE 20.30. IN CANONICA LETTURA INSIEME DEL TESTO E CONVERSAZIONE LIBERA A PONTE DELLA PRIULA

IL MESE DEL FIORETTO

21 novembre 2014

I 7 DONI dello SPIRITO SANTO

che cosa rinnovano della nostra Vita?

Come riescono a far crescere il granellino di senape?

Quando diventiamo pietre vive nella Chiesa?

IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE

“dal COMPENDIO”

265. Qual è il posto della Confermazione nel disegno divino della salvezza?

Nell’Antica Alleanza, i profeti hanno annunziato la comunicazione dello Spirito del Signore al Messia atteso e a tutto il popolo messianico. Tutta la vita e la missione di Gesù si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo. Gli Apostoli ricevono lo Spirito Santo nella Pentecoste e annunziano «le grandi opere di Dio» (At 2,11). Essi comunicano ai neo battezzati, attraverso l’imposizione delle mani, il dono dello stesso Spirito. Lungo i secoli la Chiesa ha continuato a vivere dello Spirito e a comunicarlo ai suoi figli.

Attorno a che cosa avviene una comunicazione tra due persone?
E’ possibile un’esperienza diretta di Dio?
Che cosa cambia dei rapporti tra persone quando tra loro opera lo Spirito Santo?

Non c’è amore senza Dio e non c’è Dio senza amore.

4 gennaio 2014

Proprio il brano è centrato sull’essere in Cristo, noi!
L’essere in Cristo è l’essere di Cristo. Addirittura sul nostro essere una sola persona con Lui, uniti a Lui mediante il battesimo.
Cioè riscoprire l’importanza fondamentale del nostro battesimo, perché ci inserisce in lui, il Figlio: ci rende figli.
Immersi in Lui abbiamo il suo stesso spirito, il suo medesimo principio vitale che ci fa agire con Lui e come Lui.
Capite la ricchezza che Paolo sta dicendo qui ai Galati?
Prima diceva: “Insensati Galati, non siete consapevoli di questa ricchezza che avete!”.
Non solo, ma uniti a Cristo (notate bene) siamo uniti anche al Padre e siamo uniti anche tra di noi. Quindi il comando dell’amore di Dio e del prossimo è la dolcezza di un dono che matura, che cresce.
Siamo liberi dalla legge non perché siamo dei libertini, ma perché siamo figli, infatti siamo in Cristo e di Cristo. Il nostro essere è essere suoi, partecipare alla sua medesima condizione filiale, sia che siamo Giudei o pagani, maschi o femmine.
Cioè la fede ci porta alla maturità della nostra condizione filiale.
Vivere di fede vuole dire questo. Addirittura, diceva Isaia ma lo ripete anche Giovanni nel capitolo 6: “siamo liberi e istruiti direttamente da Dio”.
Paradossalmente usciamo da una minorità e diventiamo adulti quando accettiamo pienamente di essere figli uguali al Padre in tutto, ma diversi da Lui in quanto figli che abbiamo tutto dal Padre. Quindi Lui non è più percepito come un antagonista, ma Lui, Dio, è la sorgente della nostra vita, della nostra libertà.
Tutte le divisioni religiose, culturali, sociali, naturali su cui a volte si regge la nostra società, non sono degli assoluti, ciò che conta è qualcos’altro: che siamo uniti a Cristo, pienamente figli, veramente fratelli. Solo così è rotta la radice stessa di ogni divisione.
Purtroppo capite quando pensiamo alla inculturazione che stiamo facendo nel mondo. Adesso c’è questo Sinodo che è importante, anche se io personalmente incomincio ad avere qualche perplessità su alcune cose che ho già letto di questi primi giorni [....]. Scusate questa è una mia lettura che sto facendo adesso, perché qui andiamo al di là di queste cose, siamo tutti uno, figli nel Figlio, inseriti in Cristo; addirittura il testo diceva: «Siamo rivestiti di Lui», altrimenti facciamo ancora: “io sono di Paolo, tu di Cefa, tu di Apollo”, siamo rimasti lì….