Mi sta a cuore il Creato – Notizie

COLTIVARE L’ALLEANZA CON LA TERRA

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Anche nella nostra diocesi ci sarà un calendario ricco di appuntamenti.

Si inizia SABATO 1º SETTEMBRE, alle 18.30 nella chiesa parrocchiale di salsa (Vittorio Veneto), dove il vescovo Corrado presiederà la celebrazione eucaristica, animata dal coro CAI.

Come scrivono i vescovi italiani nel messaggio diffuso per questa ricorrenza, “c’è una prospettiva pastorale da ritrovare nella presa in carico solidale delle fragilità ambientali. […] Occorre ritrovare il legame tra la cura dei territori e quella del popolo, anche per orientare a nuovi stili di vita e di consumo responsabile, così come a scelte lungimiranti da parte delle comunità.

[…] C’è anche una prospettiva spirituale da coltivare: […] la pace interiore delle persone è molto legata alla cura dell’ecologia e al bene comune perché si riflette in uno stile di vita equilibrato, unita a una vera capacità di stupore”.

SABATO 22 E DOMENICA 23 SETTEMBRE l’appuntamento è al Museo diocesano di Scienze naturali “Antonio De Nardi”, nel Seminario vescovile di Vittorio Veneto: in entrambe le date dalle 15.30 alle 18.30. In particolare,

sabato 22 sarà allestita l’iniziativa “Acqua piena di vita”: portando dell’acqua da casa o raccolta all’aperto sarà possibile analizzarla in Museo al microscopio, per dare uno sguardo ai microrganismi normalmente presenti nell’acqua delle nostre zone. Nel pomeriggio di domenica 23 il Museo sarà aperto al pubblico, con possibilità di visite guidate. In entrambi i pomeriggi l’ingresso sarà gratuito.

Infine, nei giorni 28, 29 e 30 settembre è in programma l’ottava edizione della Giornata diocesana del creato, a Pieve di Soligo, con un nutrito programma di eventi, a cura della Commissione diocesana Nuovi Stili di Vita,

in collaborazione con numerose realtà locali sensibili ai temi dell’ecologia e dell’inclusione sociale.

VENERDI’ 28 SETTEMBRE Ore 20.30 a PIEVE DI SOLIGO

Auditorium comunale Battistella Moccia,
Tavola rotonda Colline del Prosecco: terra di inclusione sociale?
Intervengono Giannozzo Pucci giornalista e autore
Daniele Piccinin presidente Bio Distretto Venezia
Ivo Nardi produttore vini biologici Perlage srl
Modera Luciano Moro direttore ente di formazione professionale FVG

Saluto iniziale di mons. Corrado Pizziolo Vescovo di Vittorio Veneto

SABATO 29 SETTEMBRE
Quartier del Piave e dintorni

Ore 14.30 Sernaglia della Battaglia
Passeggiate naturalistiche per bambini e adulti
Ritrovo presso il parcheggio dell’ingresso principale dell’Oasi Naturalistica
Fontane Bianche

Oppure

Follina
Ritrovo presso l’abbazia
percorrendo la Via dell’Acqua

Ore 20.30 Pieve di Soligo
Sala comunale Battistella-Moccia
Proiezione del docufilm Cresceranno le siepi?
Segue dibattito con il regista

Dimitri Feltrin

Intervengono gli studenti dell’Istituto Agrario Cerletti sulla funzione della siepe

DOMENICA 30 SETTEMBRE

Ore 10.30 Duomo di Santa Maria Assunta, Pieve di Soligo
Messa presieduta dal delegato del vescovo per la salvaguardia del creato e animata dalla Commissione missionaria foraniale del QdP

Ore 12.00 Parco Balbi, Pieve di Soligo* Aperitivo e pic-nic condiviso ognuno può contribuire portando qualcosa.
Dalle ore 14.00 alle ore 18.00 Parco Balbi, Pieve di Soligo*

Coltivare l’alleanza con la terra: Stand e laboratori per adulti e bambini a cura di gruppi e associazioni locali

Ore 18:00 Parco Balbi, Pieve di Soligo*
Concerto per la terra: Letture in musica
a cura di D. Castiglione, T. Larese Roia, L. Valentini

* in caso di maltempo, gli eventi pomeridiani si terranno presso la palestra Careni

Per info: stilidivita@diocesivittorioveneto.it


Earth Overshoot Day

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Il 1 agosto è stato giorno del sovrasfruttamento – Overshoot Day. In otto mesi abbiamo consumato quello che la terra poteva produrre nell’anno 2018
Leggi: https://www.attivismo.info/il-1-agosto-e-il-giorno-del-sovrasfruttamento-overshoot-day/


MOVIMENTO GOCCE DI GIUSTIZIA

Gocce giustizia

“[…] tantissime gocce capaci di formare un torrente che, attraversando montagne, colline e pianure, alimenterà di pace e giustizia questo mare…”

… da questa idea di Adriano Sella, è nato nel 1995 a Vicenza il Movimento Gocce di Giustizia.

www.goccedigiustizia.it


LA MARCIA STOP PESTICIDI

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DOMENICA 13 DA CISON A FOLLINA

In una logica di dialogo va compresa la marcia “Stop pesticidi” – «una marcia apartitica che non vuole essere contro nessuno», ha ribadito la portavoce del Comitato Stop-pesticidi – che è stata rilanciata durante la serata.

La marcia si terrà domenica 13 maggio, con partenza da Cison e conclusione a Follina.

L’intento è quello di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sulla problematica dell’uso dei pesticidi e dei diserbanti e promuovere «esperienze agricole come l’agricoltura biologica, i biodistretti e le filiere corte, che in questi anni hanno dimostrato di saper coniugare il rispetto per la salute pubblica e l’ambiente, producendo alimenti sani e posti di lavoro, valorizzando la varietà dei prodotti locali».

Per i partecipanti il ritrovo è alle 10 alla rotatoria di Cison, con partenza alle 10.30, alle 12.00 sosta all’abbazia di Follina con saluti e interventi, alle 12.30 nel parco dell’abbazia un momento di socialità. Per il rientro ci sarà la possibilità di utilizzare un bus navetta. La marcia si tiene con qualsiasi condizione meteo. Per info sulla marcia: www.marciastoppesticidi.it; marciastoppesticidi@gmail.com; 348-1587879.


SERATA CON MEDICO E TEOLOGO A FOLLINA

“Laudato si’” e ambiente

Un dialogo tra teologia e medicina per prendere sul serio l’appello della “Laudato si’” di papa Francesco, che chiede di proteggere l’ambiente per difendere l’uomo.
Questo è il senso dell’incontro che si terrà giovedì 3 maggio, nella sala convegni dell’abbazia di Follina promosso da L’Azione e dal Comitato Stop Pesticidi, in preparazione alla seconda Marcia Stop Pesticidi che si terrà domenica 13 maggio da Cison a Follina.

I relatori saranno:

– Padre Giuseppe Quaranta, francescano, docente di teologia morale presso la Facoltà Teologica del Triveneto di Padova e membro del comitato scientifico della Fondazione Lanza

– Professor Giovanni Beghini di Verona, laureato in Medicina e Chirurgia specializzato in neurologia e fitoterapia,

cofondatore e presidente dell’associazione “Terra Viva”.


Dal “Laudato si'”

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“Non possiamo considerare la natura come qual cosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati.”

Papa Francesco – Laudato Si’


Bambini e Ambiente

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Come insegnare ai bambini il rispetto per l’ambiente


Cinema e Ambiente

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Cinema e ambiente


Dalla Laudato si’ un’ecologia globale

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Questo il programma degli interventi sulla “Laudato si’” promossi dal Centro Culturale Humanitas:

– Giovedì 1º febbraio, Cristina Simonelli, teologa, “Laudato si’ – Per un’ecologia globale”, modera Piero Benvenuti.
– Venerdì 23 febbraio, don Roberto Camilotti, direttore della Caritas diocesana, e Silvano Contessotto, della Comunità di Sant’Egidio, “La cultura dello scarto”, modera Giovanni Sallemi.
– Venerdì 9 marzo, Sandro Carniel, oceanografo, “Cambiamento climatico e Antropocene: cosa dicono gli oceani?”.
– Venerdì 20 aprile, Giuseppe Argiolas, professore di Economia e Gestione delle imprese all’Istituto universitario Sophia, “Un’economia dal volto umano”, modera Massimo Bordin.

Tutti gli appuntamenti all’auditorium Toniolo di Conegliano con inizio alle 20.30. È sempre prevista un’introduzione musicale.


NATALE: 10 CONSIGLI PER FESTE ECOSOSTENIBILI

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http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Natale-10-consigli-per-feste-ecosostenibili/


A MEL NEL FINE SETTIMANA UNA NUOVA INIZIATIVA PROMOSSA DA SLOW FOOD

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Due giornate di legumi

A Mel due giornate all’insegna del gusto e della biodiversità per scoprire mille curiosità sui legumi.
È un’iniziativa di Slow Food che porterà nel centro storico del paese i migliori e più rari legumi tradizionali italiani.
Questi gli appuntamenti. Sabato 2 dicembre 10-18 mostra mercato dei legumi italiani e delle tipicità locali; laboratori per i più giovani a cura delle condotte Slow Food di Belluno e Feltre; minimaster di degustazione (su prenotazione).
Domenica 3 dicembre 10-18 mostra mercato dei legumi e delle tipicità locali; storie e tecniche della grappa bellunese;
dalle 10.30 show cooking, a cura dei ristoratori Ascom Belluno; dalle 12 alle 14 “Fagioliadi”, gara semiseria di cucina leguminosa. In entrambe le giornate visite guidate ai luoghi della cultura zumellesi.

Info e prenotazioni:

fagiologialetdellavalbelluna@gmail.com, 349-2897192.


Diminuire il gas serra entro il 2020 altrimenti sarà un disastro

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Domenica 19 novembre inizia il percorso etico “Un’economia a misura d’uomo. Quali prospettive per il bene comune?”

Oggi Treviso


Diminuire il gas serra entro il 2020 altrimenti sarà un disastro

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Ghiacciai artici sciolti, isole sott’acqua, deserti estesi, disastri climatici. Questo lo scenario sulla Terra se entro tre anni non si ridurranno le emissioni di gas serra,secondo l’Accordo di Parigi sul clima, limitando il riscaldamento globale entro i 2 gradi dai livelli dell’epoca pre-industriale.
L’allarme è di 60 politici, scienziati, imprenditori ed economisti mondiali.

Servono politiche adeguate. Misure? 30% di energia da fonti rinnovabili, piani di decarbonizzazione, 15% di veicoli elettrici nelle vendite, ridurre deforestazione, dimezzare emissioni industriali, $1.000mld all’anno dal sistema finanziario per il clima.


LA PROTEZIONE CIVILE SIAMO NOI!

Sabato 23 settembre, negli spazi della parrocchia, si è svolta l’esercitazione della Protezione Civile rivolata alle quinte elementari di Susegana e Ponte della Priula. Per 71 alunni è stata una bella mattinata con giochi di sensibilizzazione sui rischi acquatici, incidenti domestici, sui pericoli metereologici e chimici. L’attività è stata organizzata, per il terzo anno, dal gruppo Protezione Civile di Susegana e dal gruppo Sommozzatori di Montebelluna. “Sono molto soddisfatto dell’interesse e dell’entusiasmo che riusciamo a trasmettere ai bambini – afferma il capogruppo di Susegana, Vittorio Polese – Cerchiamo di insegnare quelle piccole attenzioni che se ben applicate consentono di risolvere anche grandi problemi, ognuno di noi deve imparare a proteggere prima di tutto se stesso”.

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DIOCESI VITTORIO VENETO COMMISSIONE NUOVI STILI DI VITA

VIAGGIATORI SULLA TERRA DI DIO

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Camminare insieme per custodire la vita
Giornata diocesana del Creato

VENERDI’ 29 SETTEMBRE
Ore 20.30 momento di musica, arte e spiritualità sul testo di Laudato sì
Chiesa Castello Roganzuolo

SABATO 30 SETTEMBRE
Ore 20.30 conferenza con MARIA SOAVE BUSCEMI missionaria laica
in america latina, biblista e formatrice presso il CUM di VERONA –
cinema Turroni – Oderzo

DOMENICA 1 OTTOBRE
Ore 11.00 SANTA MESSA presso il DUOMO di Oderzo

Ore 13.00 Pranzo stile picnic in collaborazione con FORO’

Ore 12.00 – 18.00 presso il Parco Ca’ Diedo di Oderzo: Stand di informazione e
promozione sui temi dell’enciclica “ LAUDATO SII”.
Laboratori sul riciclo, sulla natura, su stili di vita, per tutti.


DETERSIVO ECOLOGICO FAI DA TE: COME FARSI IL DETERSIVO IN CASA

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Prodotti biologici per la casa: le pulizie di casa si fanno eco!
Scoprite con noi i consigli per pulire la casa utilizzando prodotti biologici ed ecologici fai da te.
Vediamo insieme i prodotti base da utilizzare per l’autoproduzione dei detersivi:

Pulire la casa in modo ecologico


ACCORDO SU CLIMA IRREVERSIBILE

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I leader del G20 hanno trovato una soluzione sui cambiamenti climatici. L’accordo di Parigi sul clima è “irreversibile”, parola, questa, inserita all’ultimo momento che ha sbloccato la trattativa sul testo, ma ha anche permesso a Donald Trump di inserire un riferimento ai combustibili fossili, accusati di contribuire al surriscaldamento del pianeta. Gli americani (che intendono continuare ad esportarli e a promuoverne l’uso), “si impegneranno a lavorare a stretto contatto con altri Paesi per aiutarli ad accedere e utilizzare i combustibili fossili in modo più pulito ed efficiente”.

di ALBERTO CUSTODERO, da Repubblica


GIORNATA DIOCESIANA PER LA CURA DEL CREATO

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La Diocesi di Vittorio Veneto, attraverso la Commissione per la promozione di nuovi stili di vita, organizza la Giornata diocesana per la cura dei creato, in calendario per fine settembre e inizio ottobre a Oderzo, il cui titolo sarà: “Viaggiatori sulla terra di Dio: camminare insieme per custodire la vita”.

In tale contesto, alla luce dell’enciclica Laudato si’, contribuiremo attraverso un percorso itinerante alla riflessione su alcune tematiche:

1. Inquinamento e cambiamenti climatici
2. La questione dell’acqua
3. Perdita di biodiversità
4. Deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale
5. “In-equità” planetaria
6. La debolezza delle reazioni di fronte all’emergenza ambientale
7. Accogliere la diversità di opinioni per la risoluzione dei problemi.

Immaginiamo che in ogni parrocchia possano esserci persone già impegnate o potenzialmente interessate ai temi della custodia del creato. Ci rivolgiamo a voi per chiedervi la cortesia di segnalarci entro il 15 luglio prossimo persone, gruppi o realtà che nelle vostre comunità possano collaborare o partecipare alla prossima Giornata per la cura del creato, anche allestendo uno stand divulgativo o un laboratorio tematico su uno dei sei punti sopra elencati, che si riferiscono ai contenuti dell’enciclica Laudato si’.

NB Nella nostra parrocchia è attivo dal 2013 il gruppo: “Mi sta a Cuore il Creato”, per qualsiasi informazione o segnalazione su questa iniziativa, potete contattarci: all’indirizzo: mistaacuoreilcreato@virgilio.it o chiamando Paolo 348-0505376.


CAMBIAMENTI CLIMA, RISCHIO SPECIE ALPINE

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Stambecco, pernice bianca e stella alpina: sono alcuni tra i simboli della biodiversità italiana minacciati dai cambiamenti climatici. E’ quanto emerge dal dossier elaborato dal WWf.

Con l’innalzamento delle temperature la stagione vegetativa nelle zone montane è sempre più anticipata e i pascoli d’alta quota non offrono ai capretti foraggio adatto per lo svezzamento. La loro sopravvivenza è scesa dal 50% degli anni ’80 al 25% di oggi: muoiono 7-8 piccoli ogni 10 nati. La riduzione dei ghiacciai e dell’innevamento su tutto il Pianeta minaccia molte specie sulle montagne di tutto il mondo.


DETERSIVI INUTILI E DANNOSI

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L’idea del marketing di differenziare i detersivi in base al loro scopo (lava pavimenti, detergente per le piastrelle, detersivo per i ripiani) porta con sé – oltre ad aumentare le vendite – tutta una serie di mix chimici che possono essere davvero molto dannosi per la salute e ingombranti in casa. Usando aceto e bicarbonato con le numerose ricette di autoproduzione che spesso vi suggeriamo, potete risparmiare soldi, recuperare spazio e non utilizzare quelle dannose bottiglie di plastica che fanno male all’ambiente.


Una marcia per dire “STOP PESTICIDI”

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In marcia da Cison a Follina per dire in modo forte e chiaro: “Stop pesticidi”. È la manifestazione che per la pima volta si svolgerà domenica 28 maggio e che ha raccolto in questi giorni l’adesione di un centinaio di gruppi e associazioni, come anche di amministratori locali e politici nonché di tanti cittadini, non solo della zona ma anche provenienti dalle province e regioni vicine.

A promuovere l’evento un apposito comitato formato dal gruppo Per i Nostri Bambini della Vallata, dal gruppo Mamme di Revine, dal gruppo Zero Pestici di Vittorio Veneto, dal Coordinamento Fare Rete, dalla campagna Liberi dai Veleni Belluno e dal Wwf terre del Piave Treviso-Belluno.

I promotori della marcia si rivolgono anche alla Commissione Europea invitandola a “proporre agli Stati membri l’introduzione di un divieto di utilizzare glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell’Ue per quanto riguarda l’uso dei pesticidi”.

Il programma della manifestazione prevede il ritrovo dalle 10 alla rotatoria di Cison di Valmarino, da dove la marcia prenderà il via alle 10.30. Intorno alle 11.30 il corteo passerà davanti all’abbazia di Follina per giungere poi al parco Wipfeld, dove si concluderà la marcia.

FP Tratto dal settimanale l’Azione


LO SPRECO DI CIBO GRIDA VENDETTA

Carlo Petrini di SLOW FOOD AL PREMIO GAMBRINUS-MAZZOTTI

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Carlo Petrini ai convenuti ha proposto di aprire il frigorifero una volta tornati a casa. Per guardarci dentro e scoprire quanti “cadaveri” ci sono: vasetti mezzi vuoti, confezioni scadute, verdure da buttare, formaggi ricoperti di muffa ed altre piacevolezze.

A sottolineare uno spreco alimentare che grida vendetta dapprima nei confronti dei milioni di persone che soffrono la fame, eppoi nei confronti della Terra.Perché per produrre questo cibo si sono impiegate risorse che spesso hanno contribuito al surriscaldamento globale.

Forte il suo richiamo a fare ciascuno di noi la propria parte per impedire che nel prossimo futuro la temperatura del pianeta aumenti di quei 2 gradi che lo renderebbero un’inferno per le generazioni future.


L’INTERESSANTE DOCU-DENUNCIA

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Per una maglietta a 4,90 euro un caro prezzo sociale e ambientale

In Italia non è stato ufficialmente distribuito se non sulla piattaforma Netflix, di cui abbiamo accennato in questa rubrica, eppure il documentario “The True Cost” meriterebbe una visione accurata da parte di tutti i consumatori. Il film, del 2015 e del regista Andrew Morgan, è una denuncia alla cosiddetta fast fashion, la moda low cost delle grandi catene straniere che negli ultimi anni sono sbarcate anche nel nostro Paese, esempio di globalizzazione del vestiario a cui ci siamo presto abituati.

Qual è tuttavia il prezzo reale delle magliette, dei jeans, delle felpe che ci adocchiano dagli scaffali e dalle vetrine? Il prezzo sociale, ambientale e morale? “The True Cost” spiega tutto questo, intervistando esperti del settore, stilisti, economisti e portandoci in Bangladesh e in Cambogia, gli stati dove le grandi catene di abbigliamento de localizzano le loro fabbriche grazie a convenzioni con i governi locali e sfruttano con la loro connivenza la già precaria vita di migliaia di persone. Uomini e donne, a volte anche bambini, sottopagati, costantemente frustrati dalle pessime condizioni in cui sono costretti a lavorare, pericolosissime, ai limiti della dignità umana.

Il documentario critica aspramente la bulimia dello shopping occidentale contemporaneo, dove non esistono le quattro stagioni della moda ma le settimane, i giorni, le ore attraverso cui siamo invogliati a spendere, comprare, tentati dal prezzo irrisorio. Un prezzo che paghiamo caro anche a livello ambientale, esaurendo le risorse del pianeta e spremendo le piantagioni di cotone con pesticidi e veleni che provocano altrettanti morti, malati e dolore. Un sistema che non coinvolge certo solo i vestiti, ma praticamente tutti i settori della nostra società, che ci offre prodotti di cui tutto sommato non abbiamo alcun reale bisogno, ma che troviamo indispensabili per accedere a certi ambiti sociali, per sentirci accettati, per sentirci meglio.

Il mondo descritto, che peraltro contribuiamo ad avvelenare, è lo scenario dove impera la nostra miseria, qui fintamente camuffata dalle offerte di t-shirt a 4,90 euro, che ci riempiono l’armadio di moda usa e getta facendoci credere benestanti, ma ci impoveriscono il portafogli e, dopo la visione di questo film, di certo anche l’anima.

Silvia Albrizio, dal settimanale L’Azione


A BORGO MALANOTTE IL MERCATINO DI USATO E RICICLO

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Il 24 e il 25 aprile Primavera in Borgo Malanotte a Tezze di Piave. Lunedì 24 alle 20 in Villa Dirce cena con l’asparago di Cimadolmo in collaborazione con il Presidio Slow Food e la Fisar (prenotazione allo 0438-488210). Martedì 25 dalle 10 mostra mercato dell’asparago bianco di Cimadolmo e di prodotti di artigianato e hobbistica. Dalle 12 al punto ristoro degustazione di primizie e prodotti tipici. Dalle 15 intrattenimenti e spettacoli vari con le “Primule del folclore” del Gruppo Folcloristico Trevigiano e il gruppo “Orango Tango” direttamente dalla scuola di musica di San Fior. Sempre il 25 in Borgo Malanotte il gruppo RiusiAmo – in collaborazione con l’Aipd e la cooperativa Vita Down – propone il mercatino del riciclo, laboratori con materiali di riciclo, seminari di sensibilizzazione. Dalle 10 mercatino, baratto e vendita di vestiti e oggetti usati. Dalle 14 laboratori per grandi e piccini: bottiglie pazze, nacchere, farfalle. Dalle 15 seminari gratuiti di Feng Shui (con Enrica Padoan), riflessologia facciale (con Luciano Colosso), cucina bio (con Linda Busato). Intermezzi musicali a cura degli Scaea Musat. Inoltre, vendita di piantine per aiutare gli amici terremotati di Cascia. Info: 349-2127060 (Loredana).


NICOLA TONIN, LEGAMBIENTE DEL VITTORIESE

“Scarsa percezione del problema”

La conferenza internazionale sui cambiamenti climatici di Parigi non riguarda solo i capi
di Stato ma tutti noi. Occorre quindi che su queste problematiche si discuta e si agisca a tutti
i livelli, a partire da quello di casa nostra, dove ciascuno può influire in qualche modo per evitare disastri ambientali planetari o locali.
Ne è convinto Nicola Tonin, presidente di Legambiente del Vittoriese.
«Il pianeta si sta surriscaldando più rapidamente del previsto? La colpa è di tutti noi e le nostre
scelte di vita possono spostare l’equilibrio in meglio o in peggio.
Lo scoglio più grosso verso il miglioramento dipende in grande parte dalla scarsa percezione
del problema da parte della gente. In generale tutti hanno sentito parlare di cambiamenti
climatici, molti pensano che tutto dipenda dai governi, parecchi credono che siano le grosse lobbies imprenditoriali a decidere le sorti del pianeta, pochi sanno che tutti noi possiamo spostare gli equilibri. La cosa più semplice è delegare la responsabilità a qualcun altro senza così compromettere le proprie libertà nelle scelte di vita, negli acquisti, negli spostamenti o sul lavoro.
Ricette per rallentare il surriscaldamento ce ne sono infinite e ognuno propone la sua».

La tua ricetta qual è?

«Personalmente cerco di riporre la massima attenzione in quello che faccio, ricercando sempre maggior consapevolezza riguardo l’impatto che avrà la mia azione a livello climatico, stando attento agli sprechi intesi soprattutto dal punto di vista energetico e di emissioni prodotte.
La mia bolletta dell’energia elettrica è 100% verde poiché la acquisto da un’azienda che produce energia solo da fonti rinnovabili.
Consumo carne circa una-due volte a settimana e molta della verdura che mangio proviene
da autoproduzione dell’orto di casa. In casa ho tutte lampadine a led ed elettrodomestici
minimo di classe A.
Quando faccio acquisti mi pongo sempre la domanda di quale sia l’impatto sul pianeta per la
produzione e trasporto di quell’oggetto o cibo».

Insomma bisogna valutare ogni nostra azione in chiave ambientalista?

«Sì. Ormai, dichiararsi ambientalisti perché a casa siamo costretti a far la raccolta differenziata
non conta quasi nulla. Bisogna andar oltre e far passi molto più spediti in avanti. Bisogna
parlarne, condividere scelte anche con gli amici o vicini, bisogna contaminare e lasciarsi
contaminare da scelte positive verso una diminuzione delle emissioni, dobbiamo far pressione prima di tutto verso chi ci sta attorno per poter arrivare a cambiamenti molto importanti.
Continuare a lamentarsi contro i governi serve solo a credere che la propria coscienza rimanga pulita».

Articolo dal settimanale L’Azione


IL CONSORZIO DEL PROSECCO DOC VERSO L’ELIMINAZIONE DEI FITOFARMACI

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Nel “Vademecum viticolo 2017”, il disciplinare preso a riferimento dai produttori di Prosecco Doc aderenti al Consorzio di tutela, sarà eliminata la possibilità di utilizzare molecole di Glifosate, Folpet e Mancozeb, principi attivi dei fitofarmaci più discussi. Lo ha annunciato oggi il presidente della stessa associazione, Stefano Zanette, intervenendo sul tema della responsabilità sociale delle aziende del distretto. “Queste molecole – ha spiegato – nonostante siano ammesse dalla normativa vigente, sembrano essere diventate fonte di preoccupazione sia per le popolazioni residenti che per i consumatori. Mi impegno affinché il divieto al loro utilizzo – ha concluso – diventi obbligatorio per tutti i produttori della nostra Denominazione”.


Quaresima di conversione (ecologica)

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Quaresima:

conversione del cuore
per convertire l’ecologia della casa comune;
educandoci ed educando ai valori umani,
nei quali si è incarnato Gesù,
ha sofferto e patito, risorgendo da morte,
per fare di noi e del creato una Pasqua di pace.

Quaresima di conversione, con i fatti “non con le chiacchiere” (papa Francesco).


INTERVISTA AL CLIMATOLOGO LUCA MERCALLI, PREOCCUPATO PER I DANNI AMBIENTALI

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Riscaldamento globale, quante carte ancora da giocare?

D. Dal trattato di Kyoto di vent’anni fa a quello più recente di Parigi. Che cosa stanno facendo i singoli Paesi?

R. «Il trattato di Parigi è l’accordo più evoluto di cui oggi disponiamo a proposito della diminuzione delle emissioni. Riguarda tutti i Paesi del mondo, mentre Kyoto era rivolto solo ai Paesi più avanzati, intendo dire quelli più ricchi, più progrediti, che hanno quindi iniziato ad inquinare in tempi storici.

Oggi sono invece coinvolti anche altri Paesi, ad esempio chi sta facendo la corsa nello sviluppo in Asia.

Il fatto è che il trattato prevede che ogni Paese proponga una propria dieta dell’economia per usare meno combustibili fossili.

Purtroppo, se tiriamo le somme, non è ancora stato sufficiente per abbassare a 2 gradi l’aumento massimo di temperatura fissato entro il 2100. Al momento siamo più vicini ai 3. Da un lato si spera che il trattato possa evolvere migliorando nel tempo e portando a dei risultati ancora più restrittivi, ma dall’altro lato con un residente come Trump è difficile vedere in questo scenario delle possibilità positive.

Al momento il trattato di Parigi rimane un pezzo di carta, con una firma certamente, ma pur sempre un pezzo di carta. C’è ancora un sacco di lavoro da fare in termini pratici perché dobbiamo tutti agire sulla transizione energetica verso le fonti rinnovabili, verso un minor spreco e una maggiore efficienza».

D. Che cosa può fare invece ciascuno di noi

R. «Sprecare di meno. Sprecare di meno comprende tutto, anche viaggiare in molti casi è uno spreco, così come consumare oggetti inutili o buttare via l’energia nelle nostre case. Ci sono mille possibilità oggi per risparmiare, tenendo sempre a mente che la natura va avanti secondo i suoi ritmi».

D. Se improvvisamente staccassimo la spina ai motori e alle industrie, che cosa potrebbe capitare al nostro pianeta?

R. «Purtroppo il danno è già in corso e, anche se noi spegnessimo tutto improvvisamente, subire comunque una parte di cambiamento. Ormai abbiamo innescato una malattia, tuttavia possiamo sperare di contenerne i sintomi. Sappiamo che per fare una transizione energetica non traumatica ci vogliono almeno dieci, vent’anni, ma se non cominciamo mai, quando lo faremo?».

D. Una previsione per il futuro?

R. «Siamo nei guai!».

Tratto dall’articolo di Giovanni Carraro de L’Azione


Bevi acqua del rubinetto

PIAVE SERVIZI DONA 27 MILA BORRACCE AI RAGAZZI DELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE DI 39 COMUNI

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Promuovere il consumo di acqua del rubinetto per l’alimentazione quotidiana è uno dei principali obiettivi di Piave Servizi srl, la società che gestisce il servizio idrico integrato in 39 Comuni delle province di Treviso e Venezia. Per raggiungere lo scopo, il consiglio d’amministrazione ha deciso come primo passo di regalare a bambini e ragazzi uno strumento utile come la borraccia.
Ventisettemila sono gli esemplari che sono in distribuzione nelle scuole elementari e medie, statali e paritarie, attive nei Comuni soci. Le borracce, di colore bianco e azzurro, riportano il nome del progetto: “Bevi acqua del rubinetto”. Ogni pezzo è accompagnato da un messaggio del presidente Alessandro Bonet che invita a bere acqua del rubinetto.
Utilizzando le borracce al posto delle bottigliette “usa e getta” si possono risparmiare 27 mila bottiglie di plastica al giorno e un sacco di viaggi di camion.
Si stima che l’acqua del rubinetto costi circa 500 volte meno di quella venduta in bottiglia. Evita i costi e i danni ambientali del trasporto e riduce la produzione di rifiuti: con una riduzione di circa il 70% di bottiglie di plastica.
L’investimento di Piave Servizi per l’acquisto e la distribuzione delle borracce è stato di 15 mila euro.


A PALAZZO SARCINELLI FINO AL 29 GENNAIO REALIZZAZIONI CON MATERIALI DI RICICLO

Ricreiamo Conegliano

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Inaugurazione sabato 14 gennaio alle 10 a palazzo Sarcinelli della mostra “Ricreiamo Conegliano” dedicata a creazioni – realizzate da studenti, cittadini, associazioni e strutture (tra le quali Casa Fenzi) – che hanno reinterpretato Conegliano utilizzando materiali destinati ad essere buttati. Un’esposizione di creazioni nate durante un percorso formativo in scuole e associazioni.

Le creazioni potranno essere votate per vincere premi messi a disposizione dagli sponsor.

Durante la mostra sarà possibile scoprire la città attraverso gli altri sensi. Elisa Tonon e Giovanni Salvador

– ex vedente che nel 2010 ha dato la tesi sugli odori di Conegliano – rappresentano la Conegliano che vedono, nonostante i loro occhi abbiano perso la capacità di vedere.

L’evento è ideato da Debora Basei del progetto “Ricrearti” nato durante le attività per la valorizzazione del territorio “Conegliano città pulita”.

La mostra rimane aperta fino al 29 gennaio nei seguenti orari:

10-12 e 14-18. Scolaresche e gruppi su prenotazione anche in altri orari.

Info: 380-6993553, info@ricrearti.it,

www.facebook.com/ricreiamoconegliano.


IL NOSTRO METEOROLOGO ANDREA COSTANTINI CONFERMA CON DATI SCIENTIFICI L’ALLARME

Nel mare magnum delle informazioni sul clima, per trovare un filone caratterizzato da dati scientifici e non solo da numeri strampalati o puramente posti al fine di creare allarmismo, ritengo utile puntare su un dato globale, frutto delle analisi della Noaa americana (National oceanic and atmospheric administration) e internazionalmente riconosciuto come affidabile.
Il database archivia le anomalie termiche planetarie sia di oceani che di terre emerse, confrontando ogni anno con la media 1910-2000 (intervallo sufficientemente ampio per poter essere utilizzato come riferimento) e indicando una “classifica” degli anni che si discostano dalla norma (sono disponibili molte elaborazioni con diversi parametri e tempi di calcolo, si invita a consultare il sito: http://www.ncdc.noaa.gov/cag/time-series/global/globe/land_ocean/ytd).

A titolo di esempio nella tabella dell’immagine ecco le anomalie emerse negli ultimi 25 anni; tutti gli anni risultano sulla parte alta della classifica, e il 1998 segna un’accelerazione ben evidente (il 2007 è stato finora il più caldo ma il 2015 probabilmente lo supererà). Per capire: il 135º è l’anno più caldo su 135 anni.

Analizzando questi dati risulta dunque evidente che l’andamento climatico mondiale è indiscutibilmente variato, ad un ritmo impensabile fino a pochi decenni fa e con prospettive di ulteriori drastiche variazioni sul breve periodo (pensiamo all’anomalia della scorsa estate sulle nostre zone, estendibile a molte altre in Europa: settimane e settimane con valori sopra la media tra 4 e 8ºC e talora anche 10ºC). Le ultime rilevazioni per il mese di ottobre 2015, sempre dal database Noaa, identificano chiaramente come questo mese a livello globale sia stato il più caldo dell’intero archivio, confrontando tra loro i mesi di ottobre.

Non stupiamoci dunque se, anche focalizzando l’attenzione sul nostro piccolo territorio, il riscontro è il medesimo; non si faccia l’errore di assecondare i mass media quando ci diranno che è in arrivo il gelo siberiano o artico o del congelatore e il riscaldamento globale sta rallentando (lo dicono almeno 10-15 volte ogni inverno…), la realtà dei fatti è che le preoccupazioni espresse ormai da decenni sul cambiamento del clima sono ora davanti a tutti, con un clima sensibilmente mutato ed un sistema globale molto fragile.

Confidiamo che la Cop21 e analoghe conferenze riescano a cambiare l’approccio al problema, in particolare da parte dei Paesi che producono ed inquinano maggiormente (lottando con enorme sforzo contro gli interessi economici che sono in gioco).

Articolo di Andrea Costantini dal settimanale L’Azione


A Natale regala relazioni umane

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Le cose non sono essenziali, come questa economia ci fa credere, ma sono solo utili.

Oggi, non solo possediamo tantissime cose, ma spesso siamo possedute dalle cose. Basti pensare al nostro tempo quotidiano che viene assorbito dallo stare dietro ai dieci mila oggetti, che generalmente noi abbiamo nelle nostre case.

Qual’è l’essenziale per vivere bene? L’economia della felicità ci rivela che la felicità non dipende dall’accumulo di tante cose ma dipende dai beni relazionali. Se ci sono, allora siamo felici. Ecco dove sta l’essenziale: nelle relazioni umane.

Le statistiche sulla realtà italiana, anche le più recenti, mostrano sempre che è aumentata la fascia di chi è a rischio di povertà. Non raccontano mai che esiste anche una povertà relazionale, la quale supera altamente quella economica e si manifesta in varie situazioni umane di sofferenza: persone sempre più sole e abbandonate; anziani costretti a morire da soli e ritrovati addirittura dopo mesi; il disagio giovanile che è sempre più forte a causa della mancanza di relazioni umane e del sapore della vita, anche se i giovani hanno tutte le tecnologie; adulti sempre più di corsa per aumentare il potere di acquisto ma svuotati del gusto di vivere e di calore umano.

Siamo sempre più affamati e assetati di relazioni che esprimono l’affetto del calore umano, senza il quale non possiamo vivere. E questo viene reso concreto mediante un abbraccio, una mano data, un sorriso, un incontro, lo stare insieme, il condividere la vita, la tenerezza quotidiana, ecc.

Un giovane di 19 anni mi ha manifestato che una sua grande sofferenza dipendeva dal fatto che suo padre non gli aveva mai dato un abbraccio. Mentre un adolescente di 16 anni mi ha rivelato, che quando tornava a casa da scuola aveva tanta voglia di raccontare ai propri familiari quello che stava vivendo, ma durante il pranzo non poteva parlare perché la televisione era sempre accesa.

Una mamma mi ha detto che sua figlia quando tornava dall’università le chiedeva sempre un abbraccio e lo voleva fatto bene. Sono alcune testimonianze che ci dicono quanto è importante il calore umano generato dalle relazioni che esprimono l’amore tra le persone.

Papa Francesco, nella sua enciclica Laudato si’, ci rivela che tutto nel creato è connesso, collegato e in relazione. Con altre parole, il creato è una grande tela di relazioni e ogni creatura, soprattutto quella umana, è costitutivamente relazionale. Siamo quindi esseri relazionali e le relazioni umane sono il nostro ossigeno per vivere.

Allora, in questo periodo natalizio dove tutti siamo impegnati a scegliere i regali da offrire, fa bene ricordarci che il più bel regalo siamo noi e non le cose. E questo regalo non è in vendita nei negozi. Si chiama amore e lo si concretizza mediante le relazioni umane vive, gratuite e ricche di calore umano.

Regaliamo quindi relazioni umane! Non hanno prezzo; facendoci diventare esseri umani: un dono l’uno per l’altro e non più solamente offrendo doni.


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EDUCAZIONE AMBIENTALE AL MUSEO MAXXI DI ROMA

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http://www.indire.it/2016/11/16/al-maxxi-di-roma-gli-stati-generali-dellambiente-22-2311/

Vivere consapevolmente pensando che l’ambiente siamo noi. Al Museo MaXXI di Roma 12 tavoli tematici,tra cui: spreco alimentare, mobilità e turismo sostenibili,biodiversità, lotta ai cambiamenti climatici, società civile.

Da qui nascerà la Carta su ‘Educazione Ambientale e Sviluppo Sostenibile’.

L’evento è organizzato dal ministero dell’Ambiente e dell’Istruzione con l’obiettivo di diffondere una nuova consapevolezza pubblica nei confronti dell’ecosistema, diffondere la cultura ambientale e trasmettere,specie ai giovani,i principi del vivere sostenibile.


CLIMA, PAPA: AGIRE LIBERI DA PRESSIONI

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Sui cambiamenti climatici occorre “agire senza indugio, in maniera quanto più libera da pressioni politiche ed economiche”. Così Papa Francesco nel messaggio alla Conferenza Cop22.
L’accordo di Parigi sul clima “ha segnato una chiara strada sulla quale tutti devono impegnarsi”,scrive Francesco,perché ” i cambiamenti climatici incidono su tutta l’umanità, in particolare sui più poveri e sulle generazioni future”. Torna a condannare “la cultura dello scarto, che non deve avere spazio nei nostri modelli di sviluppo”.


PANE INTEGRALE COME FARLO IN CASA

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http://www.tuttogreen.it/pane-integrale-benefici-farlo-casa/


EXPO NUOVI STILI DI VITA

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A Ponte della Priula, in oratorio, eventi all’insegna dei nuovi stili di vita a cura del gruppo “Mi sta a Cuore il Creato” tra ecologia, arte e artigianato all’insegna di un nuovo rapporto con le cose, con la natura, nei rapporti umani.

Gli eventi:

– Esposizione forni solari di vari tipi. Di Ottorino Saccon.
– Stand Banca Etica.
– Esempi di riciclaggio intelligente.
– Mercatino equo e solidale.
– Mercatino prodotti biologici.
– Mostra di Giuseppe Borsoi “La Luce che conduce”.
– Mostra collezione di farfalle dei nostri territori. Di Aurelio Ceccon.
– Artigianato di buon gusto: esposizione di miniature con velieri e arnesi della vita contadina di una volta. Di Vacilotto Luigi e Mario Sossai.
– Sabato 5 novembre alle ore 21.00 spettacolo di musiche e narrazioni, con Eros Viel e Paride Antoniazzi, “L’Agenzia viaggi musicali: come vincere una canzone da viaggio”.

Le date e gli orari: 01/11 pomeriggio e sera; 05/11 pomeriggio sera; 06/11 mattina, pomeriggio e sera.


CLIMA RWANDA, RAGGIUNTA INTESA GAS SERRA

clima

Circa 150 Paesi hanno concordato di limitare l’uso degli idrofluorocarburi (Hfc), potentissimi gas serra usati nei freezer e nei condizionatori di aria. Nella lotta al russicaldamento del Pianeta, l’accordo, raggiunto a Kigali, in Rwanda impegna i Paesi industrializzati a ridurre l’uso degli Hfc prima dei Paesi in via di sviluppo.

Parlando a Kigali, il segretario di Stato Usa,Kerry, ha detto che gli Hfc sono “disastrosi per il nostro clima”.


L’ACCORDO SUL CLIMA È REALTÀ: 7 COSE DA SAPERE PER SALVARE IL MONDO

Di Veronica Ulivieri

L’accordo di Parigi, la ciambella di salvataggio che dovrebbe cercare di proteggerci – non sappiamo ancora con quale grado di successo – dagli effetti peggiori dei cambiamenti climatici, è realtà. Il Parlamento europeo lo ratifica domani alla presenza del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, impegnandosi così concretamente a mantenere la promessa di riduzione delle emissioni fatta a dicembre 2015 durante l’ultima Conferenza sul clima.

Con il sì dell’Ue si soddisfano entrambi i requisiti per l’entrata in vigore dei trattati a livello globale, ossia la ratifica da parte di un minimo di 55 Paesi rappresentativi di almeno il 55% delle emissioni.Prima dell’Europa si era arrivati a 62 Paesi, senza però raggiungere la soglia delle emissioni richiesta, che ora viene superata con l’adesione definitiva dell’Ue. Da solo, il vecchio continente rappresenta infatti circa il 12% dei gas serra rilasciati in atmosfera a livello mondiale.

CHE COSA PREVEDE L’ACCORDO?
Alla Cop21, 195 Stati di sono accordati per mantenere l’aumento della temperatura terrestre “ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali”, con l’impegno di “portare avanti sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 gradi”. I Paesi firmatari hanno anche deciso di mettere fine il prima possibile all’aumento delle emissioni di gas serra e arrivare nella seconda parte del secolo a una situazione in cui la produzione di nuovi gas climalteranti sarà abbastanza bassa da essere assorbita naturalmente dall’ambiente. Nel testo dell’accordo si prevede anche che i Paesi più ricchi dovranno versare 100 miliardi di dollari ogni anno a quelli più poveri per sostenerli nello sviluppo di fonti energetiche a basso impatto ambientale. Ogni cinque anni si farà il punto della situazione sui progressi fatti.

COSA SI È IMPEGNATA A FARE L’EUROPA?
L’Europa si è impegnata a tagliare le proprie emissioni del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 in tutti i settori dell’economia. Un obiettivo che poi dovrà essere convertito in un piano d’azione concreto comunitario e in politiche nazionali, focalizzati su diversi aspetti: dalle energie rinnovabili all’efficienza energetica, dall’edilizia ai trasporti.

PERCHÉ È IMPORTANTE CHE LA RATIFICA DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO SIA ARRIVATA?
Il via libera di Strasburgo viene dopo la ratifica di Cina e Stati Uniti, avvenuta il 3 settembre, e dopo quella dell’India, che ha preceduto i deputati europei di pochi giorni. Un voto che arriva giusto in tempo per permettere ai negoziatori comunitari di sedere al tavolo delle trattative a Marrakech a novembre, durante la prossima Conferenza sul clima. In quella sede si inizierà a trattare su come i Paesi dovranno in concreto mantenere gli impegni presi a Parigi: se nel 2015 si era deciso il cosa, quest’anno si dovrà negoziare sul come dell’accordo. Il limite ultimo per una ratifica che dia accesso alle negoziazioni è il 7 ottobre 2016.

MA L’EUROPA NON ERA LA PRIMA DELLA CLASSE?
Sì, è infatti questo ritardo ha provocato non poche polemiche tra gli ambientalisti, che hanno visto cambiare il ruolo dell’Europa da locomotiva delle trattative a soggetto passivo ridotto ad accodarsi agli altri Paesi. Un quadro in cui hanno pesato le resistenze di Paesi come la Polonia. La repubblica dell’est Europa ricava il 90% della sua energia elettrica dal carbone e considera gli accordi di Parigi come una minaccia al proprio sviluppo economico.

E L’ITALIA? CHE RUOLO HA AVUTO?
Secondo gli ambientalisti l’Italia non ha adottato una posizione chiara nelle trattative, non mettendosi esplicitamente di traverso, ma cercando allo stesso tempo di ritardare la ratifica per ottenere target nazionali blandi in cambio del proprio sì. Sulla spartizione degli obiettivi europei a livello nazionale si sta trattando. Per vedere l’applicazione concreta di misure di riduzione delle emissioni nei Paesi membri si dovrà aspettare che tutti e 28 abbiano completato la ratifica anche a livello nazionale. Senza il consenso di tutti gli Stati, infatti,l’Europa ha le mani legate. Al momento in Europa hanno dato il via libera all’applicazione dell’accordo Austria, Francia, Germania, Ungheria, Portogallo e Slovacchia, mentre l’Italia ha annunciato di essere prossima a questo passo. Secondo il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, l’approvazione del ddl di ratifica da parte del Parlamento avverrà in “un tempo ragionevole”.

GLI ACCORDI DI PARIGI SARANNO SUFFICIENTI A SCONGIURARE GLI EFFETTI PEGGIORI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI?
Secondo gli ambientalisti e diversi scienziati purtroppo no. Uno studio condotto da sette illustri studiosi di peso internazionale, tra cui l’ex capo del Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici dell’Onu (Ipcc) Robert Watson, sostiene che i target stabiliti alla Cop21 andrebbero raddoppiati, se non addirittura triplicati. Rispettando alla lettera gli impegni attuali, infatti, già nel 2050 il riscaldamento globale supererà i 2 gradi C. Con l’accordo attuale, insomma, l’obiettivo dei 2 gradi è una missione impossibile: per raggiungerlo le emissioni in atmosfera, oggi pari a 54 miliardi di tonnellate, nel 2030 dovrebbero attestarsi a quota 42 miliardi. Si stima che applicando correttamente gli accordi saranno però molto maggiori: circa 65 milioni di tonnellate.

CHI STA SOFFRENDO DI PIÙ GLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI?
Tra i Paesi maggiormente colpiti ci sono le piccole isole del Pacifico, in balìa dell’innalzamento del livello del mare, ma anche, come nelle Filippine, di eventi meteo estremi. La Papua Nuova Guinea è la patria dei primi profughi climatici al mondo: gli abitanti delle isole Carteret hanno dovuto abbandonare le loro case, in fuga dal riscaldamento globale.


DOMENICA 2 A PORTOBUFFOLÈ

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Giornata del creato acqua tra morte e vita
Domenica 2 ottobre vivremo in diocesi la Giornata per la custodia del creato, nel contesto dell’Anno della misericordia.
Un pomeriggio di festa, convivialità, riflessione, preghiera per rispondere all’appello che papa Francesco ha lanciato nella “Laudato si’” a proposito dell’avere a cuore la “casa comune” che è il mondo, attenti ad ogni fratello e ad ogni creatura.
Il tema scelto per quest’anno è quello dell’acqua, nella varietà dei suoi significati: l’acqua è elemento vitale per eccellenza, ma – e lo sanno bene quanti hanno vissuto l’esperienza dell’alluvione anche nella nostra diocesi – può essere anche sinonimo di sofferenza e di morte.
L’appuntamento è, quindi, per il 2 ottobre, alle 14.30 a Portobuffolè. Vari gli interventi previsti:
una parte storica sul rapporto dei paesi “della bassa” con l’acqua, in particolare in circostanze drammatiche come quelle dell’alluvione di cinquant’anni fa. Mentre un secondo intervento di carattere biblico, a più voci, ci aiuterà a cogliere i diversi significati dell’acqua, dal diluvio universale alla vita nuova del battesimo.
Dopo una visita al centro storico di Portobuffolè ci sposteremo a Ghirano per la seconda parte, verso le 16.30, che si svolgerà presso la fattoria sociale “Il Ponte”, dove avremo modo di riflettere sul “prendersi cura della vita”, quella vita che non ha bisogno solo dell’acqua materiale per sussistere, ma che necessita di dissetarsi anche di affetto, attenzione, amore. Infine, camminando lungo l’argine del Livenza raggiungeremo la chiesa di Ghirano, dove con il vescovo Corrado celebreremo l’Eucaristia domenicale alle 19.
Una giornata di festa che si presenta molto ricca di stimoli, in cui saranno pure offerti particolari percorsi formativi e ludici per bambini e ragazzi.
Ci auguriamo che possa aiutare la nostra Chiesa diocesana a fare qualche passo in avanti, almeno di consapevolezza, nella custodia del creato.
C’è la possibilità, dopo la messa, di fermarsi a cena presso la sagra di Ghirano: abbiamo 50 posti riservati a menù fisso (costo 15 euro a persona). È necessario però prenotarsi entro il 30 settembre telefonando a Luigi Zaccarin al numero 347- 1620846.

Tratto dal settimanale L’Azione di Vittorio Veneto


1 SETTEMBRE GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO

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Ascoltiamo il grido della terra.

“La misericordia del Signore per ogni essere vivente”: è il titolo della Giornata per la custodia del creato che si celebra ogni 1 settembre, sia a livello nazionale che mondiale. Nel messaggio che i vescovi italiani hanno indirizzato alle nostre comunità cristiane si evidenzia con forza la dimensione della misericordia, che collega l’attenzione per il “grido della terra” e per il “grido dei poveri” (cfr. enciclica Laudato si’, dove sono sviluppati questi temi) con il più ampio tema della sollecitudine di Dio Padre per ogni uomo e per ogni creatura. È proprio dalla misericordia di Dio per ciascuno, infatti, che nasce l’impegno di esponsabilità di fronte agli altri esseri viventi.
“C’è un grido della terra che va ascoltato con attenzione nella varietà dei suoi aspetti – sottolineano i vescovi nel Messaggio – che chiama ogni essere umano alla cura della casa comune “. Richiamando poi la necessità di superare la «cultura dello scarto», il Messaggio invita a limitare il consumo delle risorse e la produzione di inquinanti, guardando al creato nel suo valore intrinseco di «dono del Creatore», al di là di una semplice logica utilitaristica che porta al mero sfruttamento.
Serve invece recuperare uno sguardo contemplativo, capace di gratuità e di rispetto: per il mondo come per ogni fratello.
Il tema a livello mondiale richiama poi l’attenzione alla risorsa dell’acqua e alla sua salvaguardia.
Provocati da questa urgenza, in diocesi vivremo la giornata per la custodia del creato lungo le rive del fiume Livenza. L’appuntamento tuttavia è posticipato a conclusione del mese di settembre, interamente dedicato dalla Chiesa italiana alla sensibilizzazione ecologica. In particolare come diocesi ci ritroveremo domenica 2 ottobre, nel pomeriggio, presso Portobuffolè, per poi continuare lungo il fiume Livenza fino a Ghirano. Nei vari interventi di carattere culturale, teologico e sociale previsti nella giornata, sarà evidenziata la varietà di significati legati all’acqua: tra morte e vita.
L’acqua, infatti, può essere fonte di morte (pensiamo alle dolorose esperienze dell’alluvione legate alla storia della bassa diocesi), ma allo stesso tempo elemento essenziale per la vita.
Proprio dentro questa molteplicità di significati si innesta il valore simbolico dell’acqua per noi cristiani, con riferimento al battesimo che fa passare dalla morte alla vita. La giornata del 2 ottobre, quindi, sarà ll’insegna di diverse provocazioni per spronarci a «custodire la vita», a partire dalla cura per quella risorsa insostituibile che l’acqua rappresenta. E anche questa è un’opera di misericordia.

Don Andrea Forest
delegato per la pastorale sociale e la salvaguardia del creato, diocesi di Vittorio Veneto


TERRA, IL GIORNO DEL SUO SOVRASFRUTTAMENTO

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L’8 agosto è stato il giorno del sovrasfruttamento della terra dai calcoli del Global Footprint Network, organizzazione di ricerca internazionale che ogni anno misura il consumo delle risorse disponibili sul pianeta.

L'”earth overshoot day” indica la data in cui la domanda annuale di risorse naturali da parte dell’umanità supera le risorse che la terra può rigenerare in un anno.

Emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano ricostituirsi.


I LEGUMI: UN TESORO DA COLTIVARE E VALORIZZARE

legumi

I legumi sono un alimento d’eccellenza.
Sono un’ottima fonte di proteine di qualità e allo stato secco ne contengono dal 20 al 40%: una percentuale quasi doppia rispetto a quella dei cereali e molto vicina a quella dei prodotti di origine animale. Hanno pochi grassi, dal 2 al 5%, e un elevato contenuto di fibre alimentari, sia insolubili, localizzate principalmente nella buccia e utili per regolare le funzioni intestinali, sia solubili, che contribuiscono al controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Il valore energetico delle leguminose è tra i più elevati del mondo vegetale: i carboidrati infatti rappresentano circa il 50% del loro peso. Contengono una discreta quantità di fosforo, potassio, calcio e ferro. I legumi contengono vitamine del gruppo B e, quando sono freschi, anche vitamina C. (Fonte: In bocca al Lupino, Slow Food editore)

RICETTA, ZUPPA DI FAVE E CICORIE

Ingredienti per 4 persone
4 etti di fave decorticate, mezzo chilo di cicorie, mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva, sale, peperoncino

Ammollate le fave per una notte, quindi privatele dell’occhiello e lessatele. Passatele al passaverdure e regolate di sale. Se desiderate una consistenza più brodosa, bagnatele con il liquido di cottura. Mondate le cicorie e dopo averle lessate, scolate e strizzate, ripassatele in padella con l’olio extravergine di oliva e il peperoncino.
Aggiustate di sale e unite alla crema di fave.


L’ALLARME DEL NATURALISTA ZANETTI: ACQUA E SUOLO INQUINATI DAGLI
ERBICIDI. NEI GIARDINI, NEI PRATI NON CI SONO PIÙ INSETTI NÈ FARFALLE

Insetticidi

Ecosistema al collasso Il Veneto è la prima regione
in Italia per consumo di pesticidi con oltre 10 kg per ettaro, contro una media nazionale di 4,6 come attestano i dati Istat. A rilevarlo è il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) con dati riferiti al 2013-14. In Italia nel solo 2014 sono stati immessi in commercio per l’agricoltura ben 130 mila tonnellate di prodotti fitosanitari, di cui 59 mila tonnellate di principi attivi.
Queste sostanze, col dilavamento dei terreni a causa delle piogge, finiscono nei corsi d’acqua e in parte nelle acque sotterranee. In Veneto è stata infatti rilevata la presenza di pesticidi nel 75% dei punti di prelievo (155) delle acque superficiali con ben 42 diversi composti chimici, e nel 30% dei punti di prelievo (232) delle acque sotterranee con 13 sostanze chimiche trovate. Nel 23,9% dei campioni delle acque superficiali si sono registrati valori superiori ai limiti di legge e la contaminazione la riguardato anche l’1,3% dei casi nelle acque sotterranee.
Tra i principali contaminanti gli erbicidi, usati come diserbanti in particolare nella coltura del mais.
Dobbiamo tuttavia evidenziare che i dati non comprendono il glifosate e il suo metabolita Ampa, non ricercato in quanto non
inserito nel protocollo regionale e si tratta dell’erbicida più utilizzato a livello nazionale, noto anche per la pericolosità per la salute umana (come tutti i pesticidi in genere)».
Questo si legge in un comunicato del Centro internazionale per la civiltà dell’acqua del 10 luglio. Questi dati – pur essendo freddamente statistici e incompleti, poiché mancano sostanze messe in commercio negli ultimi anni e il glifosate – risultano semplicemente spaventosi.
Che ci stessimo avvelenando lentamente e irreversibilmente era a noi noto; gli altri, tutti gli altri, invece, fingono che non sia fatto loro
o sono troppo disinformati o troppo stupidi per capire.
Qualcuno cerca di salvarsi “mangiando sano”; senza rendersi conto che se l’acqua e il suolo sono contaminati hai voglia a coltivare
biologico. La quasi totalità, invece, subisce, perché è il sistema, è l’economia, sono le leggi di mercato, è l’ambaradan del capitalismo
globale che ce lo impone.
Tra i governanti, poi, non ci si accorge se non quando il danno è fatto che le acque che bevono centinaia di migliaia di persone sono
contaminate con i Pfas. Senza contare che sono tutti pazzi per “le bollicine” (tremila nuovi ettari di Prosecco nel Veneto nell’ultimo
anno!), con quel che significa la produzione del Prosecco in termini di spargimento di sostanze chimiche!
C’è gente che fa i miliardi a scapito dell’ambiente e della salute di tutti, ma che importa? La sanità veneta funziona e un tumore per
ciascuno, una volta nella vita, si può anche operare e talvolta persino curare.
Possibile che ci siamo instupiditi fino a questo punto inseguendo l’incubo della locomotiva del Nordest, con tutti i suoi falsi miti, le
sue inutili alte velocità, il suo drammatico consumo di suolo, la sua corruzione e, appunto, i suoi avvelenamenti di massa?
Io, però – a questo punto vien da dire purtroppo, o per disgrazia – sono un naturalista. E i fenomeni riguardanti l’ambiente, come pure
le relative tendenze, li leggo prima degli avvocati, dei docenti di lettere, dei chirurghi e dei politici.
Ebbene io leggo questo: nel mio giardino, pieno di fiori, non c’è un insetto, se non qualche sparuta retroguardia: tante zanzare tigre e
pochissimi pronubi. Ieri pomeriggio, 9 luglio, a Vittorio Veneto un campo di erba medica in fiore era deserto di farfalle. Deserto! Il che
significa che l’ecosistema agrario è al collasso e che funziona solo grazie ai veleni. E se pensate che stia esagerando, andate un giorno appena oltre confine, in Slovenia, e fermatevi ad osservare un prato, uno qualsiasi. Scoprirete una realtà da fantascienza, con bombi, api, coleotteri, ortotteri, farfalle a migliaia di migliaia. E non ditemi che “loro sono indietro”.
Perché io vi dico che se è così, per fortuna loro lo sono. O forse loro sono “indietro”, perché per loro arricchirsi a qualunque costo non è mai stata la priorità.
Michele Zanetti (art. tratto da L’Azione)


10 MOTIVI PER ANDARE IN BICI

Bici

La bella stagione e le temperature gradevoli invogliano a rimanere più a lungo all’aria aperta: andare in bici e dedicare un po’ di tempo al movimento e all’esercizio fisico sono tra le attività più popolari… Vi diamo 10 buoni motivi per rispolverare la vostra bici e farla diventare l’alleato ‘numero 1’ del vostro benessere e di un modo di muoversi veramente green.
Cosa c’è di meglio di una sana pedalata in bicicletta? Oltre ad essere un mezzo di locomozione comodo, piacevole e a impatto ‘zero’, negli ultimi tempi la bicicletta è diventata la compagna di viaggio preferita da molti vacanzieri, oltre che un valido strumento per mantenersi in forma con l’esercizio quotidiano; ecco allora tanti buoni motivi per andare in bici
andare in bici, infatti, regala una buona carica dibenessere psico-fisico, ha effetti positivi sul metabolismo e migliora notevolmente l’umore.
I 10 buoni motivi per andare in bici
Per gli scettici, ecco 10 ottime ragioni per utilizzare la bici ogni giorno:

1 Fa bene al cuore: studi scientifici dimostrano che la bicicletta aiuta a prevenire diverse malattie cardiovascolari, sopratutto negli anziani, poiché la resistenza che implica la pedalata è un esercizio che rafforza il cuore e migliora la ventilazione polmonare.

2 Aiuta a perdere peso: un’ora di bicicletta equivale a 500 calorie bruciate. Sopratutto nelle donne in menopausa e in sovrappeso, l’uso regolare della bicicletta ha effetti positivi sulla linea e sul controllo del peso.

3 Migliora l’umore: la cosiddetta ‘cicloterapia‘ è un tocca sana per contrastare alcune forme diffuse di depressione. Pedalare, infatti, ha ricadute positive sul cervello, abbassa lo stress e regala una piacevole sensazione di serenità e benessere mentale.

4 Protegge le articolazioni: pedalare ha un basso impatto sulle articolazioni degli arti inferiori che non vengono sollecitate eccessivamente come succede nella corsa. Andare in bici, inoltre, rafforza i muscoli delle gambe, migliora il metabolismo muscolare, rassoda glutei, cosce e polpacci.

5 Aumenta la resistenza fisica: chi usa regolarmente la bicicletta non teme la fatica e sviluppa una resistenza via via maggiore agli sforzi. secondo uno studio dell’Università della Georgia i livelli di energia di chi va in bici a ritmo moderato per almeno 3 volte a settimana, migliorano del 20%, mentre diminuisce l’affaticamento del 65%.

6 Non danneggia la prostata: a dispetto della credenza diffusa sulla connessione tra l’uso della bicicletta e l’insorgenza di patologie a carico della prostata, è scientificamente dimostrato che i ciclisti non rischiano infezioni uro-genitali, disfunzione erettile, infertilità. A sostenere la teoria è uno studio dell’ University College di Londra condotto su un campione di 5.300 ciclisti inglesi, fra i 16 e gli 88 anni, abituati a stare in sella dalle 3 alle 9 ore alla settimana. I risultati ottenuti dimostrano che andare in bicicletta fa bene alla zona pelvica perché attraverso la pompa muscolare delle gambe viene attivata la circolazione venosa.

7 Allunga l’aspettativa di vita: in virtù del fatto che la bicicletta aiuta a prevenire la maggior parte delle malattie cardiovascolari, è lecito affermare che la bicicletta allunghi la vita. Uno studio danese conferma che per le donne che praticano regolarmente attività fisica con questo mezzo, l’aspettativa di vita cresce di 2-3 anni in più in media, mentre per gli uomini l’incremento è di 4-5 anni.

8 E’ uno sport sicuro: se utilizzata con il casco e nel rispetto delle più elementari regole di sicurezza, l’uso della bicicletta è assolutamente sicuro. E’ vero però che i rischi maggiori si corrono in città, molto speso a causa della condotta sconsiderata degli automobilisti e dell’assenza di infrastrutture adeguate.Prima regola: indossare sempre un casco omologato!

9 Aumenta l’appeal: chi va in bici piace di più. Pare buffo ma è proprio così. Uno studio della British Heart Foundation ha rivelato che un quarto degli inglesi pensa che i ciclisti siano intelligenti, affascinanti, salutisti e attenti al’ambiente…

10 Fa bene all’economia: il trasporto verde e sostenibile crea nuovi posti di lavoro e aumenta il benessere delle comunità. Una ricerca commissionata dall’Unione Europea ha evidenziato che se le maggiori città europee investissero nelle due ruote e quindi nel “trasporto verde e sano”, oltre 76.600 persone potrebbero trovare lavoro e si salverebbero circa 10.000 vie.


16 MODI DI RIDURRE LO SPRECO DI PLASTICA (2 PARTE)

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9 – Ridurre l’uso degli accendini
Sono dei ‘killer’ dell’ambiente, difficili da smaltire, possono rimanere inalterati anche percentinaia di anni. Se li utilizzate per fumare, peggio ancora: fanno un doppio danno. Se proprio non riuscite a farne a meno, comprate i ricaricabili: almeno ridurrete il più possibile gli sprechi.

10 – Saltare il banco dei surgelati
E’ vero, sono comodi: tornate a casa alla sera e in 5 minuti la cena è pronta. Ma, attenzione: sono proprio i surgelati i ‘re’ della plastica. Comprandoli, contribuite attivamente a inquinare. Provando a togliere i surgelati dalla vostra alimentazione, tornerete a una cucina più sana e con ingredienti naturali e di stagione, di cui conoscete la provenienza, e prediligete il cibo bio. Anche se ci mettete un quarto d’ora in più, guadagnerete voi e la Terra da questa scelta!

11 – Eliminare bicchieri, posate e piatti usa-e-getta
Non utilizzate piatti, posate e bicchieri mono-uso. Anch’essi sono difficili da riciclare e principali responsabili dell’inquinamento. Preferite le nuove posate in bambù a quelle classiche in carbonio:sono belle da vedere e utili.

12 – Riportare i contenitori al mercato
Se comprate frutta e verdura al mercato, potete riportare i contenitori e farveli riempire. Potete anche chiedere al vostro fruttivendolo di fiducia se prende indietro contenitori, buste e scatole a riutilizzare.

13 – Usare i pannolini lavabili
Per produrre i pannolini usa-e-getta consumati ogni anno dai bimbi americani, ci vogliono 80.000 kg di plastica e l’abbattimento di più di 200.000 alberi. Questo vuol dire che con il semplice passaggio ai pannolini di stoffa, potrete non solo educare fin da piccolissimo vostro figlio al rispetto per l’ambiente ma potrete anche risparmiare denaro e contribuire alla salute del mondo.

14 – Dire ‘No’ ai succhi di frutta
Spesso si presentano in bottiglie di PET e sono difficili da smaltire quanto o peggio di una bottiglia d’acqua. Al succo di frutta, preferite un frullato di frutta fresca: ne guadagnerete in quantità di antiossidanti!

15 – Non comprare detersivi inutili
L’idea del marketing di differenziare i detersivi in base al loro scopo (lava pavimenti, detergente per le piastrelle, detersivo per i ripiani) porta con sé – oltre ad aumentare le vendite – tutta una serie di mix chimici che possono essere davvero molto dannosi per la salute e ingombranti in casa. Usando aceto e bicarbonato con le numerose ricette di autoproduzione che spesso vi suggeriamo, potete risparmiare soldi, recuperare spazio e non utilizzare quelle dannose bottiglie di plastica che fanno male allì’ambiente.

16 – Niente plastica sugli alimenti
Evitate merendine e snack preconfezionati, usate borse, piatti e contenitori riutilizzabili, del tipo richiudibile, per portare con voi le merende dei bambini, la frutta o il pranzo in ufficio. Eviterete così di ri-confezionare il cibo.

Provate anche solo 1 di questi consigli, la quantità di plastica che verrà eliminata vi sorprenderà.


16 MODI DI RIDURRE LO SPRECO DI PLASTICA

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Il problema della plastica è più grande e importante di quanto si creda. Difficile da riciclare (si può solo trasformare in una qualità di plastica più modesta che a sua volta non può più esserlo) tanto che di 30 milioni di tonnellateprodotte nel 2009 negli Stati Uniti, solo il 7% è stato recuperato e riciclato.

La domanda è: cosa possiamo fare? Ecco una mini-guida in sedici passaggi per ridurre la plastica:

1 – Eliminare le cannucce

Un modo per allontanare la plastica dalla propria vita è quello di non usare più le cannucce di plastica. Basta chiedere un bicchiere al bar o al ristorante e declinare quando offrono ai bambini la cannuccia. Abituare i vostri figli a farne a meno è facile, basta non proporgliela ma dare loro una bella tazza magari piena di succo di frutta!

2 – Eliminare i sacchetti della spesa

Inutile dirlo: eliminate del tutto le buste di plastica e compratene una riutilizzabile. L’unica accortenza che dovete avere è quella di pulirla a fondo poiché si possono depositare residui di cibo, frutta e verdura.

3 – Rinunciare alla gomma da masticare

Rinunciate al chewing gum è veramente una piccola cosa che però farà miracoli! Benchè sia un’abitudine portata dagli americani dopo la seconda guerra mondiale anche in Europa, e ora diffusa in tutto il mondo, la ‘cicca’ non fa bene e contiene plastica sia all’interno che nel packaging.

4 – Acquistare detersivi sfusi

Anche in questo caso, provate a evitare il contenitore di plastica e portatene uno da casa uda riempire di detresivo ‘alla spina’. Ormai le grandi catene di supermercati hanno quasi tutte la linea di prodotti sfusi sia per l’igiene della casa che della persona e ricordatevi che anche l’autoproduzione è un ottimo modo di risparmiare e avere rispetto per l’ambiente.

5 – Acquistare anche cibo sfuso

Preferite sempre anche il cibo sfuso, ovvero tutto quello che potete comprare senza packaging.Ricordate che il pacchetto (che il più delle volte contiene plastica) è una delle voci di spesadell’azienda produttrice che ricarica sul compratore questo costo.

6 – Conservare i contenitori di vetro e riutilizzarli

Conservate il vetro, lavatelo e riutilizzatelo per gli alimenti o per farne altri usi. E’ molto più sostenibile della plastica e si presta a essere lavato e sterilizzato con facilità. Grazie a molti contenitori in vetro, potrete comprare molto cib osfuso o preparare da voi marmellate, sottaceti, sottolii…

7 – Riutilizzare anche bottiglie e tazze

Non è da strambi. Evitare i monouso al bar e in ufficio vuol dire proteggere gli oceani e l’ambiente dalle sempre più numerose discariche di plastica. Le bottiglie di acqua minerale in vetro sono più sostenibili di quelle di plastica perché possono essere riutilizzate ma il meglio è non acquistarne proprio e preferire l’acqua del Sindaco. Perché, come vi abbiamo già detto, l’acqua del rubinetto è di buona qualità e potete berla!

8 – Portare i propri contenitori per il cibo

Mangiamo fuori casa a pranzo? Prendiamo l’abitudine di portare il nostro contenitore e di chiedere al fast food o al ristorante dove andiamo, di riporre il cibo lì. Magari anche quello che avanza lo possiamo portare a casa nello stesso contenitore!

SEGUE…


L’8 GIUGNO GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI

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“Proteggiamo gli oceani, che sono beni comuni globali, essenziali per l’acqua e la varietà di esseri viventi!”.

Lo afferma papa nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale degli Oceani voluta dall’Onu. Tema di quest’ anno: “Oceani sani, pianeta sano”.

Ogni anno vengono scaricate in mare più di 8mila tonnellate di plastica, l’equivalente di un camion al minuto

Gli oceani non sono solo una fondamentale risorsa ambientale, ma economica: in termini di risorse e industrie, gli oceani garantiscono oggi il 5% del Pil mondiale, generando circa 3mila miliardi di dollari l’anno.


ONU, AUMENTA MORTALITA’ PER INQUINAMENTO

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Inquinamento mortale: uccide ogni anno nel mondo un numero di persone che è 234 volte quello delle vittime dei conflitti.
La statistica sugli effetti nocivi delle condizioni ambientali del pianeta sulla salute è contenuta in un rapporto delle Nazioni Unite, stilato dall’agenzia Onu per l’ambiente (Unep) e dalla organizzazione mondiale della Sanità.
Presentato ai 2300 delegati a Nairobi, per l’assemblea Onu Ambiente, il rapporto nel 2012 le morti premature legate al degrado furono il 23%, pari a 12,6 milioni, sul totale.


QUALCOSA DI PIU’ GRANDE

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Nella prospettiva di proteggere e custodire il pianeta, il valore di un essere umano dipende da quanto riesce a mettersi al servizio di qualcosa di più grande: dalla capacità di aprirsi all’altro, di abbracciare, di amare.


ALIMENTAZIONE BIOLOGICA

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Costano di più, ma quanto risparmiamo in medicine per curarci dalle malattie provocate dai pesticidi?


COLDIRETTI, BLACK LIST DEI CIBI CONTAMINATI

Cibi contaminati

Broccoli cinesi, prezzemolo del Vietnam e basilico dell’India sono i cibi più contaminati contenuti nella black list presentata oggi da Coldiretti a Napoli.
Il primato va ai broccoli cinesi con la quasi totalità dei campioni risultati irregolari (il 92%) per la presenza di residui chimici. A seguire, il prezzemolo vietnamita con il 78% di irregolarità rilevate e il basilico indiano, fuori norma in ben sei casi su dieci. La “black list” è redatta sulla base di analisi dell’Agenzia europea per la Sicurezza alimentare. Tra i prodotti più contaminati: melagrane,fragole e arance egiziane,peperoncino thailandese, piselli dal Kenya, frutta dall’America Latina.


MERCATINO, LABORATORI, SEMINARI…

A Tezze “Riusiamo”

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Lunedì 25 aprile nella splendida cornice di Borgo Malanotte a Tezze di Piave si svolgerà la seconda edizione di “RiusiAmo”, evento unico nel suo genere che ha come slogan “Il riuso e il riciclo sono amici dell’ambiente”.

Dalle 10 avranno luogo il mercatino vendita/baratto di vestiti e oggetti usati e mostre d’arte con materiali di riciclo. Nel pomeriggio dalle 14 laboratori gratuiti per bambini e adulti: con l’aiuto delle donne del Gruppo di RiusiAmo si potranno realizzare oggetti bellissimi con materiale riciclato (cappellini, borsette, portacellulare, farfalle…). Alle 12 degustazione di primizie. Dalle 15 avranno luogo i seminari, anch’essi gratuiti, di musica, estetica, cucina, space clearing, consigli fashion. Il tardo pomeriggio sarà allietato dalla musica del gruppo locale i “Scaesa Musat”. Durante la giornata funzionerà il chiosco dell’associazione Borgo Malanotte che proporrà asparagi e prodotti tipici.


APPELLO DI PADRE ALEX ZANOTELLI SUL REFERENDUM SULLE TIVELAZIONI DEL 17 APRILE

IL PETROLIO RESTI SOTTOTERRA!

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Il 17 aprile dobbiamo tutti/e prepararci ad andare a votare il nostro SI’per il Referendum, proposto da nove regioni e dai comitati No Triv . (Ricordiamoci che si tratta di un Referendum abrogativo di una legge del governo Renzi sulle trivellazioni petrolifere, per cui è da votare SI’ all’abrogazione!) La sola domanda referendaria su cui dovremo esprimerci sarà : “Si può estrarre petrolio fino all’esaurimento dei pozzi autorizzati che si trovano lungo le coste italiane entro le 12 miglia. Le ragioni date dai comitati NO TRIV per votare SI’ sono tante: il pericolo di sversamenti di petrolio in mare con enormi danni alle spiagge e al turismo, il rischio di movimenti tellurici legati soprattutto all’estrazione di gas e l’alterazione della fauna marina per l’uso dei bombardamenti con l’aria compressa.

Ma la ragione fondamentale per votare SI’ è ,che se vogliamo salvarci con il Pianeta, dobbiamo lasciare il petrolio ed il carbone là dove sono, cioè sottoterra! Il Referendum ci offre un’occasione d’oro per dire NO alla politica del governo Renzi di una eccesiva dipendenza dal petrolio e dal carbone per il nostro fabbisogno energetico. Gli scienziati ci dicono a chiare lettere, che se continuiamo su questa strada, rischiamo di avere a fine secolo dai tre ai cinque centigradi in più. Sarà una tragedia!

Papa Francesco ce lo ripete in quel suo appassionato Laudato Si’:”Infatti la maggior parte del riscaldamento globale è dovuto alla grande concentrazione di gas serra emessi soprattutto a causa dell’attività umana. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo dei combustili fossili(petrolio e carbone) che sta al centro del sistema energetico mondiale.” Il Vertice di Parigi sul clima , il cosidetto COP 21, dello scorso dicembre , lo ha evidenziato , ma purtroppo ha solo invitato gli Stati a ridurre la dipendenza da petrolio e carbone. E così gli Stati, che sono prigionieri dei poteri economico-finanziari, continuano nella loro folle corsa verso il disastro. Per questo il Referendum contro le trivellazioni diventa un potente grimaldello in mano al popolo per forzare il governo Renzi ad abbandonare l’uso dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili.

Trovo incredibile che il governo Renzi non solo non abbia obbedito a quanto deciso nel vertice di Parigi, ma che non abbia ancora calendarizzato la discussione parlamentare per sottoscrivere gli impegni di Parigi entro il 22 aprile. Per questo mi appello alla Conferenza Episcopale Italiana perché, proprio sulla spinta di Laudato Si’, inviti le comunità cristiane ad informarsi su questi temi vitali per il futuro dell’uomo e del Pianeta, e votare quindi di conseguenza.

Mi appello a tutti i sacerdoti perché nelle omelie domenicali spieghino ai fedeli la drammatica crisi ecologica che ci attende se continueremo a usare petrolio e carbone.

Mi appello alle grandi associazioni cattoliche (ACLI, Agesci, Azione Cattolica…) a mobilitare i propri aderenti perché si impegnino per la promozione del SI’ al Referendum.

“Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti….Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i vescovi del Sudafrica” I talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio.”

Diamoci da fare tutti/e, credenti e non, per arrivare al Referendum con una valanga di SI’ per salvarci con il Pianeta.

Alex Zanotelli

Napoli,14 marzo 2016


CIOE’ MENO PESTICIDI…

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INSIEME È POSSIBILE

IL 19 MARZO 2016 MOBILITAZIONE GLOBALE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

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Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. E’ la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.

Il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico (http://www.wwf.it/il_pianeta/cambiamenti_climatici/) evolve molto rapidamente e gli impatti sono sempre più seri e preoccupanti. Finora le azioni dei Governi a livello nazionale e globale sono state troppo lente e poco incisive, non al passo con un rischio che mette a repentaglio il Pianeta come lo conosciamo e dunque la stessa civilizzazione umana. Nella COP21 di Parigi, nel dicembre del 2015, si è però raggiunto un accordo storico che può segnare una inversione di tendenza, a patto che si acceleri la decarbonizzazione, cioè l’abbandono dei combustibili fossili e il passaggio all’energia rinnovabile e a modelli di efficienza e risparmio energetico.

Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità.

Le giovani e le future generazioni hanno il diritto di ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

A chi ci rivolgiamo:

– A tutti gli abitanti del Pianeta Terra;

– Ai giovani, cioè a coloro che rischiano di vedere le conseguenze più drammatiche del cambiamento climatico;

– Alle Istituzioni, a partire dalle città, che possono diventare motori e pungolo del cambiamento;

– Alle imprese, che possono divenire attori dell’economia del futuro;

– A te che leggi.


A CISON NELLE GIORNATE DEL 5 E 12 MARZO A CURA DEL NOI S. FRANCESCO

Mercatino usato

Raccolta per riuso

Il Noi San Francesco di Cison organizza nelle giornate di sabato 5 e 12 marzo, dalle 14.30 alle 16.30, al parco giochi (dietro la canonica) una raccolta di vestiti, giochi, libri, giocattoli e casalinghi, ancora in buono stato, che non vengono più utilizzati. Tutto il materiale raccolto sarà utilizzato per il “Mercatino del riuso e della solidarietà” che si svolgerà il 24 e il 25 aprile sempre al parco giochi. La raccolta pubblica ha le seguenti finalità: evitare che tanti oggetti come vestiti, giochi, libri e giocattoli finiscano in discarica quando possono ancora essere riutilizzati; destinare oggetti che non si utilizzano più, ma ancora in buono stato, per qualcosa di utile; consentire a tutti di acquistare oggetti e/o vestiario a prezzi vantaggiosi; raccogliere fondi da destinare a qualche ente e/o associazione di volontariato.

Per informazioni: Adriana tel. 345- 3404053.


NELL’ENCICLICA LAUDATO SI’ IL RICHIAMO DEL PAPA

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Un ritorno alle coltivazioni tradizionali – come quella dei legumi – rientra nella più ampia riflessione sul rapporto tra uomo e natura e salvaguardia del creato, che la Chiesa sta sviluppando negli ultimi decenni. Rispettare la “vocazione” della terra, evitando sfruttamenti e usi distorti di essa, che provocano squilibri come l’eccessivo uso di acqua, è uno dei fili conduttori dell’enciclica “Laudato si” di papa Francesco “sulla cura della casa comune”.

C’é l’attenzione a sistemi di coltivazione tradizionali, valutati positivamente perché meno inquinanti.

“Vi è una grande varietà di sistemi alimentari agricoli e di piccola scala che continua a nutrire la

maggior parte della popolazione mondiale, utilizzando una porzione ridotta del territorio e dell’acqua

e producendo meno rifiuti, sia in piccoli appezzamenti agricoli e orti, sia nella caccia e nella raccolta

di prodotti boschivi, sia nella pesca artigianale”, si legge nell’enciclica al n. 129.

Mentre, “per affrontare i problemi di fondo, che non possono essere risolti da azioni di singoli Paesi – afferma Francesco al n. 164 -, si rende indispensabile un consenso mondiale che porti, ad esempio, a programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata”. Perché “se la terra ci è donata, non possiamo più pensare soltanto a partire da un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale”.

E ai dirigenti della Coldiretti, nell’incontro tenutosi a Roma il 31 gennaio 2015, Francesco ricordava: “La sfida è: come realizzare un’agricoltura a basso impatto ambientale? Come fare in modo che il nostro coltivare la terra sia al tempo stesso anche un custodirla?”.

Un altro tema caro a Francesco (e strettamente correlato a quello della produzione sostenibile) è “l’educazione delle persone ad una corretta alimentazione”: modificando il nostro rapporto con le risorse naturali e l’uso dei terreni, evitando di cadere “nella schiavitù del consumismo”, eliminando lo sperpero,“sconfiggeremo la fame” (discorso alla FAO del giugno 2015). Tratto dal settimanale L’Azione.


L’ONU HA PROCLAMATO IL 2016 ANNO INTERNAZIONALE DEI LEGUMI

Legumi

Il 2016 è stato proclamato dall’Onu l’Anno internazionale dei legumi. Di primo acchito può sembrare una
scelta bizzarra, minimalista, quella di dedicare un anno di iniziative e riflessioni ai piselli, ai fagioli, ai ceci e agli altri legumi.
Invece, considerando la realtà dei problemi alimentari a livello mondiale e i benefici derivanti dalla produzione e dal consumo dei legumi, si comprende come un’attenzione a queste coltivazioni possa generare effetti positivi da più punti di vista nei Paesi poveri, come anche in quelli ricchi.
“Semi nutrienti per un futuro sostenibile” è lo slogan scelto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dichiarare il 2016 l’Anno Internazionale dei legumi, per fare opera di sensibilizzazione e aumentare la consapevolezza dei molti vantaggi dei legumi, incrementarne la produzione e il commercio, e incoraggiare utilizzi nuovi e più intelligenti lungo tutta la catena alimentare.
L’attenzione ai legumi in un modo o nell’altro può interessare tutti: chi mira ad una dieta salutare; i produttori agricoli come anche chi ha un piccolo orto; chi lavora nei settori agroalimentare, gastronomico o commerciale; chi ha a cuore lo sviluppo nei Paesi poveri e la vita di interi popoli vessati da un’economia di rapina e dalla siccità.
Eppure, secondo i dati Fao, il loro consumo va diminuendo: nonostante negli ultimi dieci anni la produzione mondiale sia salita del 20% (il principale produttore è l’India, seguita da Canada, Myanmar, Cina e Nigeria), non tiene il passo dell’incremento demografico e le popolazioni di tutto il mondo tendono a sostituirli con la carne. Obiettivo dell’Anno Internazionale dei legumi è di fare in modo che entro il 2020 il 20% delle proteine consumate nel mondo sia rappresentato da legumi.
“I legumi – ha affermato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon – possono contribuire in modo significativo ad affrontare la fame, la sicurezza alimentare, la malnutrizione, le sfide ambientali e la salute umana”. La scelta dell’Onu di accendere i riflettori sui legumi – definiti la “carne dei poveri” – assume anche un altro significato: per far fronte ai problemi ambientali e sociali dell’umanità non servono chissà quali analisi e interventi complessi, poiché la soluzione può venire da iniziative semplici, facilmente comprensibili, praticabili con poco impegno. (Tratto dal settimanale L’Azione)


FARE UNO SMARTPHONE? OCCORRONO 13 TONNELLATE D’ACQUA

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Per fare uno smartphone ci vogliono 13 tonnellate di acqua e 18 metri quadrati di terreno. E’ quanto risulta da uno studio delle associazioni Trucost e Friends of The Earth, riportato dal sito “In a Bottle”. Lo studio analizza l’impronta idrica di una serie di prodotti (ossia quanta acqua occorre per realizzarli). Lo smartphone è risultato l’oggetto che più impatta sulla natura.


CREDENTI PER IL CLIMA

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Credenti di tutto il mondo si sono mossi per far arrivare agli orecchi dei potenti della terra la loro preoccupazione per il futuro del pianeta.
Lo hanno fatto con la campagna Faiths For Earth promossa dal Coordinamento mondiale delle religioni per la pace per chiedere di arrivare al 100% di energia rinnovabile entro il 2050.
Nel gennaio scorso è anche nato un Movimento mondiale cattolico per il clima che raduna 230 organizzazioni.
A novembre il Movimento ha dato vita al “Mese del clima”.
Articolo dal settimanale L’Azione


AUGURI NATALIZI

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Auguri natalizi ricevuti dalla Commissione diocesana Nuovi Stili di Vita di Padova.
Buon Natale e buon anno…

A Natale regaliamoci una o alcune delle 7 relazioni umane di misericordia!

  1. Ridare il saluto alla persona con cui senti rancore.
  2. Offrire un sorriso a chi ti giudica male.
  3. Stringere la mano a coloro che si sentono discriminati.
  4. Donare un abbraccio a chi si sente ferito.
  5. Porgere le mani a coloro che si sentono fragili.
  6. Rivolgere una parola di solidarietà a chi si sente solo e abbandonato.
  7. Fermarsi a guardare il volto dell’altro per riconoscere il volto di Dio incarnato.

Con i migliori auguri per un ricco Natale di relazioni umane di misericordia!


TUTELARE IL CREATO

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Papa Francesco: “Tutelare il creato riformando il modello di sviluppo perché sia equo, inclusivo e sostenibile. Questa è la sfida globale della nostra epoca”.


CLIMA, APPELLO DEL DALAI LAMA

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Appello del Dalai Lama ai leader mondiali per difendere il pianeta dalle devastanti conseguenze del cambiamento climatico.

In un video, la guida buddista chiede che l’altopiano del Tibet sia nell’agenda della Conferenza di Parigi sul clima perché “dopo l’Artico e l’Antartico, è il terzo deposito di ghiacciai al mondo”. Negli ultimi 50 anni, la temperatura della regione, a 4 mila metri di altitudine,”è cresciuta tre volte rispetto alla media”. “Questo pianeta è la nostra unica casa e l’altopiano tibetano è il suo tetto”, dice il Dalai Lama, chiedendo “misure urgenti sul clima” alla Conferenza di Parigi.

http://www.today.it/green/life/appello-pianeta-clima-dalai-lama.html


CHIUSA L’EXPO DI MILANO: CAMBIERÀ QUALCOSA IN FATTO DI CIBO PER TUTTI?

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“Combattere la fame e la sete vuol dire pace” ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla chiusura dell’Expo di Milano sabato scorso.

Tutti ci auguriamo che l’Expo non sia stata soltanto la fiera della fantasia architettonica e della creatività mondiale dei piatti, ma risulti un forte scossone alle coscienze di tutto il mondo sul tema del cibo per tutti, presupposto della pace.

Che il tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita” non sia stato solo uno slogan indovinato, ma diventi un impegno preciso per questo pianeta dove c’è chi non ha da mangiare e chi invece ne ha troppo.

Ma la vera vittoria dell’Expo deve misurarsi non dal numero dei visitatori e dai conti economici, bensì da quanto sia stato raggiunto l’obiettivo “nutrire il pianeta”. Le iniziative in proposito sono state molte: circa 800 eventi hanno riguardato temi come la fame, i prodotti agricoli, il rispetto dell’ambiente, il clima. Come non ricordare l’iniziativa di Carlin Petrini che ha portato a Milano 2.500 contadini e pescatori di Terra Madre con lo scopo di “far sentire la voce di tanti piccoli produttori di cibo che veramente sfamano il pianeta”? Ma l’iniziativa principe che doveva lasciare un segno, la vera eredità dell’Expo è stata la “Carta di Milano”. Preparata con un impegno straordinario incominciato fin dal mese di febbraio scorso con centinaia di esperti raccolti attorno a 40 tavoli di lavoro alla Bicocca di Milano, è stata firmata da più di un milione di persone e consegnata al segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Sarà uno stimolo efficace per cambiare qualcosa? Molti ne dubitano, anzi, alcuni dei protagonisti che hanno lavorato al progetto affermano che il risultato finale è stato deludente e si sono rifiutati di firmarla. Caritas, Slow Food e Oxfam Italia l’hanno giudicata generica e lacunosa.

È piena di affermazioni scontate sulle quali non si può non essere d’accordo, tipo: “È inaccettabile che ci siano ingiustificabili disuguaglianze nelle possibilità, nelle capacità e nelle opportunità tra individui e popoli”. Gaetano Pascale di Slow Food sostiene che ha sorvolato sui temi concreti più caldi: «La proprietà dei semi, l’acqua come bene comune, i cambiamenti climatici. E poi non prevede impegni concreti per i governi e le multinazionali». Per esempio, di fronte all’intollerabile spreco di cibo, sarebbe stato opportuno fissare una meta precisa per i paesi in cui è più evidente: entro tot anni ridurlo del 50%. Certe lacune madornali si spiegano solamente per non voler urtare governi e organizzazioni internazionali. Non si dice niente sugli ogm, non si parla delle colossali speculazioni finanziarie sul cibo, pagate dai paesi più poveri, non si parla dell’accaparramento di terre (la Cina sta facendo man bassa in Africa). Nemmeno sull’obesità si insiste, per non incolpare Coca Cola o Mc Donald’s che hanno partecipato alla stesura. Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis, ha dichiarato: «Nella Carta di Milano non si sente la voce dei poveri del mondo, né di quelli del Nord né di quelli del Sud del pianeta». Qualcuno si sforza di vedere il lato positivo perché, nonostante il suo carattere “diplomatico”, la Carta rappresenta un passo avanti. Il ministro dell’Agricoltura Martina ha detto che con l’Expo sono stati gettati dei “semi da coltivare”.

Fa anche notare che è grazie all’Expo se nella Legge di stabilità è stato messo un articolo che rende più conveniente alle grandi aziende donare gli avanzi del cibo anziché buttarli. Insomma, per concludere, dobbiamo riconoscere che la vera Carta sui temi del cibo e dell’ambiente non viene da Milano ma da… Roma. È l’enciclica di papa Francesco “Laudato si’”, uscita a maggio, che su questi temi ha detto parole molto più chiare e forti.

Da L’Azione, articolo di Giampiero Moret


Mini Expo

Locandina

Tra i vostri mille impegni prendetevi una pausa e visitate in oratorio il MINI EXPO di

  • ARTE
  • ECOLOGIA
  • SOLIDARIETA’

San Francesco d’Assisi

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La ricorrenza DEL 4 OTTOBRE evoca la figura di san Francesco d’Assisi che è protettore oltre che dell’Italia anche degli ECOLOGISTI.

Ci si è chiesti se la rappresentazione francescana ponga in primo piano il sistema naturale rispetto all’ Uomo.

A questo quesito di grande attualità, si è risposto sottolineando che di tutte immagini del Cantico è FRATELLO L’UOMO, tanto che si ritiene che l’essenza della rappresentazione francescana non sia “ambientecentrica” bensì “antropocentrica” nel senso che è l’uomo che viene posto da Dio al centro dell’ mondo.

Anche ad una superficiale osservazione del contesto ambientale -anche per chi non è credente- si evidenzia che il ruolo dell’ Uomo è quello, impegnativo, di saggio ed equilibrato amministratore delle risorse naturali tanto che l’idea di san Francesco preannunzia un concetto moderno di tutela ambientale che, scevro da inquinamenti ideologici, politici e da faziosità, è stato ben descritto dal “United Environment Programme (UNEP) allorchè ha definito la conservazione dell’ambiente, associata allo sviluppo sostenibile, come

“L’USO E LA GESTIONE GIUDIZIOSI DELLA NATURA E DELLE RISORE NATURALI, SIA PER IL BENEFICIO DELLA SOCIETÀ UMANA, SIA PER RAGIONI ETICHE”.

In questo spirito la ricorrenza cristiana diviene tema di riflessione per tutti quale spunto culturale di grande attualità.


GIORNATA DEL CREATO A RAI (tratto da L’Azione)

Un giardino bello da coltivare

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Pomeriggio intenso quello di sabato scorso (12 settembre)a Rai di San Polo in occasione della Giornata del creato. Dopo alcuni brevi cenni storici sulle origini della torre di Rai, il primo momento di riflessione è stato guidato da don Bruno Baratto, direttore della Pastorale delle migrazioni (Treviso) e docente presso l’Istituto di liturgia pastorale a Padova, che ha sviluppato il tema “Una fede che rinnova l’uomo e custodisce il mondo”. «La fede di Gesù – ha affermato don Bruno – nasce dal sogno di Dio: un giardino in cui è bello vivere, da coltivare e custodire. Dio si sporca le mani per creare l’uomo, prepara un posto dove sia bello vivere, lo inserisce in quel luogo, non lo lascia solo e infine traccia un limite che tuteli e che preservi la fragilità dell’uomo e della donna ». Quindi don Baratto ha sottolineato che «non è possibile separare la cura dell’ambiente naturale dalla cura dell’ambiente umano, perché le relazioni tra l’uno e l’altro sono così profonde da influenzarci reciprocamente in maniera decisiva e ciò proviene dal profondo della stessa fede cristiana». Prendendo spunto dalla presenza dei frati Carmelitani a Rai per quasi due secoli, il relatore ha infine proposto la riscoperta di povertà, castità e obbedienza: povertà intesa come rapporto sobrio con le cose; castità come rispetto della dignità del corpo umano e della natura; obbedienza come riconoscersi inseriti in un insieme molto più grande di noi che richiede uno stile di vita incentrato sulla sostenibilità.

È seguita la liturgia della parola con la riflessione del vescovo Corrado e la celebrazione è stata accompagnata dai canti eseguiti dal coro Le Voci Amiche di San Polo, Rai e Tezze. Dopo la visita guidata alla struttura della cooperativa Antica Torre sono seguiti tre interventi: il primo di Dino Prizzon ha illustrato le origini, e l’evoluzione nei decenni successivi, della stalla sociale di Rai che senza gli investimenti nel recupero del biogas oggi per le leggi del mercato sarebbe costretta chiudere.

Molto bella e significativa la testimonianza di Bruno Tomasella sull’esperienza degli “orti sociali” nei quali dieci famiglie provenienti da tre continenti sono tornate a coltivare la terra per il loro sostentamento. È un’esperienza dove si tocca con mano la solidarietà e la fratellanza dei popoli. Infine Giuseppe Facchin, presidente provinciale della Cia, ha tracciato un quadro ricco di dati e considerazioni sullo stato attuale e le problematiche della nostra agricoltura.
 


 

GIORNATA DIOCESANA PER LA CUSTODIA DEL CREATO

UN UMANO RINNOVATO, PER ABITARE LA TERRA

Rai di San Polo di Piave, sabato 12 settembre 2015 – ore 16.00 presso la torre medioevale limitrofa alla chiesetta del Carmine

 

PROGRAMMA

 

PRIMA PARTE

  1. Ore 16.00: ritrovo presso l’antica torre, a Rai di San Polo di Piave
  2. Presentazione dell’iniziativa e del messaggio dei vescovi italiani per la Giornata del creato
  3. Introduzione storica sulla torre di Rai, a cura di Vinicio Cesana
  4. Spostamento presso la chiesetta della Madonna del Carmine

 

SECONDA PARTE

  1. Momento di accoglienza con canti, a cura del coro “Voci amiche” (Rai, S. Polo, Tezze)
  2. Breve introduzione storica sulla chiesetta della Madonna del Carmine, a cura di Vinicio Cesana
  3. Intervento di don Bruno Baratto, teologo, sul tema: “Una fede che rinnova l’uomo e custodisce il mondo. L’esperienza della vita religiosa come paradigma di nuove relazioni fraterne e con il territorio”
  4. Ore 17.00: celebrazione della Liturgia della Parola, presieduta dal vescovo Corrado.

 

TERZA PARTE

  1. Ore 17.30: spostamento a piedi presso la vicina cooperativa agricola “Antica Torre”, di Rai
  2. Visita ai locali della cooperativa e dell’impianto di produzione di biogas; storia della cooperativa
  3. Intervento di Bruno Tomasella e collaboratori, sull’esperienza degli orti sociali a San Polo di Piave e Rai: “Lavorare la terra per coltivare relazioni umane”
  4. Intervento di Giuseppe Facchin, presidente CIA di Treviso, sul tema: “Agricoltura e ambiente: dallo sfruttamento alla cura”
  5. Spazio di condivisione e scambio, a partire dalle provocazioni raccolte nella Giornata
  6. Mozione conclusiva e proposte di impegno concrete, anche alla luce dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco
  7. Momento conviviale conclusivo

N.B. – In caso di pioggia, l’evento si svolgerà comunque, pur adattato ad una forma più ridotta, con ritrovo direttamente presso la chiesetta della Madonna del Carmine, a Rai di San Polo di Piave.


La Terra ci può dare 100, oggi noi abusiamo fino a 156

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In 8 mesi l’umanità ha esaurito le risorse che la Terra dispone per un anno. Ogni anno abusiamo della capacità rigenerativa del pianeta.
Secondo i dati attualmente disponibili, il 20 agosto segna la data in cui l’umanità ha esaurito il suo budget di risorse naturali e servizi ecologici per un anno.
Questo significa che stiamo vivendo oltre il limite. Quindi attualmente per 4 mesi all’anno manteniamo il nostro debito ecologico prelevando dai fondi di risorse ed accumulando anidride carbonica in atmosfera.
I dati fanno riflettere: nel 1993 la data stimata di questo superamento era il 22 settembre.
Di questo passo, la data in cui il budget si esaurisce arriva prima ogni anno che passa.


Cristiani Devoti che si Fanno Beffe dell’Ambiente

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Dobbiamo riconoscere che alcuni cristiani impegnati e dediti alla preghiera, con il pretesto del realismo e della pragmaticità, spesso si fanno beffe delle preoccupazioni per l’ambiente. Altri sono passivi, non si decidono a cambiare le proprie abitudini e diventano incoerenti. Manca loro dunque una conversione ecologica, che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda (Enciclica Laudato si 217).


Avremo il coraggio?

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Avremo il coraggio e la perseveranza nel vivere quella “conversione ecologica” che Francesco ci chiede? Una conversione, come egli stesso ci ricorda (cfr. nn. 216-221), che riguarda più versanti: il rapporto con Dio, con il prossimo, con se stessi, con la realtà che ci circonda.

Mi sembra, a tal proposito, che ci sia almeno una tentazione nei confronti della quale occorra tenersi vigilanti, per non correre il rischio di ammirare le belle parole, senza dar seguito ai fatti: quella di pensare che qualcun altro metterà in atto quanto l’enciclica ci esorta a vivere. “In fondo, che cosa posso fare io?”

E perché, poi, non fare delle nostre parrocchie il luogo più idoneo per il confronto e per un lavoro d’insieme, quali fucine di un nuovo pensiero e di nuove proposte?

Perché non lasciare spazio nella catechesi di ragazzi e adulti ai temi della Dottrina Sociale, nelle forme e nei modi più opportuni?

Don Andrea Forest

Dal settimanale diocesano L’Azione

Delegato per la pastorale sociale e la salvaguardia del creato


L’Enciclica “verde” di Papa Francesco

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La nostra sorella Terra, la casa comune che saccheggiamo e usiamo irresponsabilmente, commettendo un crimine contro la natura, contro noi stessi e contro Dio. “Laudato si’. Sulla cura della casa comune” è l’enciclica di Papa Francesco, che richiama il Cantico delle Creature.

Una enciclica definita “verde” sulla sfida urgente di proteggere il Pianeta che comprende la preoccupazione di unire la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile. Il Papa invita a cercare altri modi di intendere l’economia e altri stili di vita e parla di gravi responsabilità politiche.


3. Agire: il cibo come bene comune e giustizia

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Come comunità cristiane dobbiamo impegnarci a far crescere una filiera etica di produzione e di distribuzione del cibo, che rispetti l’ambiente e custodisca madre terra e che non causi spreco del cibo, ma che favorisca l’accesso al cibo per tutti e la sicurezza alimentare a tutti i popoli.

Per questo, è importante far diventare prassi pastorale le dichiarazioni della Dottrina Sociale della Chiesa, a partire dai continui e forti richiami di papa Francesco. Uno degli ultimi, il video-messaggio del 7 febbraio 2015 per l’incontro di 500 rappresentanti nazionali e internazionali verso l’Expo 2015 a Milano: “a voi desidero ripetere quanto ho scritto in Evangelii Gaudium: “No, a un’economia dell’esclusione e della iniquità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa” ( 53).

Si tratta quindi di impegnarsi a cambiare questo modello di sviluppo, come già nel 1990 Giovanni Paolo II dichiarò nell’Enciclica Redemptoris Missio “Il Nord del mondo ha costruito un tale «modello di sviluppo» e lo diffonde nel Sud, dove il senso di religiosità e i valori umani che vi sono presenti rischiano di esser travolti dall’ondata del consumismo. «Contro la fame cambia la vita» è il motto nato in ambienti ecclesiali, che indica ai popoli ricchi la via per diventare fratelli dei poveri: bisogna ritornare a una vita più austera che favorisca un nuovo modello di sviluppo, attento ai valori etici e religiosi.” (n.59).

Per questo, è molto importante non lavorare solamente a valle, rischiando un’azione ridotta all’assistenzialismo, ma soprattutto a monte per rimuovere le cause strutturali che generano le ingiustizie sulla produzione e distribuzione del cibo, per una politica di giustizia che garantisca la sicurezza alimentare, per un’agricoltura che rispetti i ritmi della terra e delle stagioni. Come sottolinea papa Francesco, sempre nel video messaggio all’Expo 2015: “E’ dunque necessario, se vogliamo realmente risolvere i problemi e non perderci nei sofismi, risolvere la radice di tutti i mali che è l’inequità. Per fare questo ci sono alcune scelte prioritarie da compiere: rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della inequità”.

Ecco quindi l’impegno della giustizia sociale per poter rimuovere le radici dei mali e generare un nuovo modello di sviluppo. Sottolineatura presente nell’ultima enciclica sociale Caritas in Veritate, dove Benedetto XVI ribadisce: “ La dottrina sociale della Chiesa ha sempre sostenuto che la giustizia riguarda tutte le fasi dell’attività economica, perché questa ha sempre a che fare con l’uomo e con le sue esigenze. Il reperimento delle risorse, i finanziamenti, la produzione, il consumo e tutte le altre fasi del ciclo economico hanno ineluttabilmente implicazioni morali. Così ogni decisione economica ha una conseguenza di carattere morale. (n.37).

Stimoliamo le comunità cristiane a realizzare nelle comunità parrocchiali, nelle scuole e nell’ambito della società civile, alcuni percorsi educativi:

1. incontri formativi, laboratori e concorsi per far conoscere e incentivare l’impegno del voto del portafoglio mediante il consumo responsabile, ed evidenziare nel bilancio familiare la parte che si riesce ad acquistare con consapevolezza e con criterio di giustizia;

2. la produzione e distribuzione sostenibili del cibo dal basso della filiera etica (i DES – distretti dell’economia solidale, gli orti sociali e comunitari, il commercio equo e solidale, la filiera corta a km 0, le cooperative sociali, i gruppi di acquisto solidale-gas, i piccoli negozi, l’autoproduzione del cibo, l’agricoltura biologica, l’interscambio delle eccedenze fra vicini e comunità, ecc..), dove c’è il primato dell’economia delle relazioni mediante il criterio della giustizia, della sufficienza e della stagionalità dei prodotti e dove lo scarto del cibo viene ridotto ai minimi termini in maniera strutturale;

3. azioni per far conoscere il “banco alimentare”, gli “empori della solidarietà” e la “cucina dello scarto”, dove lo scarto viene riutilizzato e non sprecato. Il recupero del cibo non utilizzato o che sta per scadere nei ristoranti, nelle mense, nei supermercati (tipo “last minute market”) per poi distribuirlo agli enti di solidarietà; cucinare con frutta e verdura di scarto (marmellata, conserve sott’olio – cena degli scarti etc…);

4. eventi a forte impatto sociale come “pranzi e cene dei popoli” finalizzati a far conoscere il divario fra il Nord e il Sud del mondo in materia di alimentazione, valorizzando la cultura dell’alimentazione, la preparazione e la condivisione del cibo (un esempio: la “cambusa critica degli Scout”);

5. prassi di sobrietà nei banchetti famigliari d’occasione (compleanni, battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, ecc..), secondo il criterio della sufficienza, come pure nelle feste parrocchiali.

Invitiamo a condividere le iniziative fatte mediante l’App: la creazione di un blog o piattaforma multimediale, la preparazione di un opuscolo e di un DVD (una sorta di reportage sulle buone e giuste pratiche per un nuovo modello di sviluppo), prodotti multimediali fatti da studenti, ragazzi e giovani degli oratori, associazioni e movimenti (a conclusione dei concorsi).