Scout Ponte della Priula 1°

IL POZZO 26/05/2011

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“Il sonno dopo la fatica,

il porto dopo i mari in tempesta,

il sollievo dopo il conflitto,

la morte dopo la vita,

tutto ciò è un grande piacere”. B.P.

Ricordo di Claudio Ceneda tra i i fondatori del nostro gruppo scout di Ponte, tornato alla casa del Padre il16 aprile 2012

RICORDO DEI SUOI RAGAZZI SCOUT

Caro Claudio,

se per un attimo, raccolti nel silenzio, chiudiamo gli occhi, ecco tornarci alla mente un fiume impetuoso di ricordi meravigliosi: mi riferisco alla tua vita da educatore e capo scout spesa qui a Ponte della Priula, in mezzo a moltissimi ragazzini di allora che oggi sono uomini e donne.

Ecco allora che ci ritornano in mente tutte le riunioni del sabato pomeriggio con una sede tutta da costruire, le prime uscite in mezzo al greto del Piave, il primo fantastico ed indimenticabile campo scout a Sappada con un gruppetto di ragazzini che per la prima volta metteva il naso fuori di casa, la Promessa Scout e via via tutti gli altri campi estivi con le tende, le palafitte, il pennone e l’altare da costruire.

Tocchiamo quasi con mano ogni singolo momento, riassaporando le incredibili esperienze vissute insieme anche negli anni del noviziato, prima, e del clan, poi.

Ma tu, caro Claudio, non ci hai solamente insegnato canzoni e nodi, non ci hai solamente dato la possibilità di vivere in mezzo alla natura, dormendo sotto una tenda in mezzo al bosco e ricordandoci di lasciare il posto in cui avevamo campeggiato migliore di come lo avevamo trovato; hai pure aiutato i nostri genitori a farci crescere, ci hai fatto crescere, trasmettendoci valori come l’amicizia, il rispetto, la fraternità, la solidarietà e l’essenzialità; ci hai accompagnato per mano nell’età più critica, ci hai sempre esortato a lasciare il mondo migliore di come lo avevamo trovato, ci hai insegnato a percepire e ad ascoltare la voce di Dio.

E la solitudine, che per un attimo ci coglie in questo momento, viene subito sconfitta da tutti i valori che ci hai trasmesso, da tutto ciò che ci hai insegnato come un padre fa con i suoi figli, come ora noi, ragazzini insicuri e timidi di allora facciamo oggi con i nostri figli.

Baden Powell diceva “Estote parati” siate pronti; quante volte ce lo hai ripetuto, con il sorriso anche di fronte alle difficoltà grandi come montagne affrontabili.

Più semplice a dirsi che a farsi sempre e soprattutto ora.

Ecco, vogliamo ricordarti oggi come allora, imponente, sempre con il sorriso sulle labbra, con la tua manona sulla nostra spalla, con quello sguardo che già tutto diceva, punto di riferimento e sostegno per noi, con la parola giusta al momento giusto o un tuo breve scritto sul nostro quaderno di caccia, sempre pronto.

Grazie Claudio.

Da te che sei già arrivato alla mèta ci sentiremo ripetere ancora una volta …. “Buona Strada”

 

 

RICORDO DI SUOR ROSINA BARBARI

 

Quando la sera scende dopo lungo marciar, andiamo intorno al fuoco insieme a riposar. Ohe, ohe, vieni a cantare, vieni lungo la strada…

 

Su queste note affiorano immagini custodite nell’album della vita, rievocate alla notizia di una morte.

L’album sfoglia le sue pagine, sono tante.

Gesti, parole, ricordi si mescolano insieme alle strade percorse, passo dopo passo.

Sudore e amicizia, polvere e asfalto, avventura e quotidianità, gioia e contemplazione …

E attorno saliva

il profumo dell’infinito,

L’infinito piccolo e l’infinito grande: Dio, il Padre …

E alla sera …

 

I tuoi celi sembran prati e le stelle tanti fior.

Son bivacchi dei beati stretti intorno al lor Signor.

Quante stelle, quante stelle, dimmi tu la mia qual è.

Non ambisco la più bella, basta sia vicino a te.

 

Ora, Claudio,

contempli da vicino quei cieli che guardavamo,

ora è un altro bivacco.

un’altra avventura,

un’altra strada che percorri.

Su questa strada ci ritroveremo ancora,

un giorno, insieme.

Suor Rosina Barbari

Compagni “russatori” emarginati … insieme!

L’ultima eterna Scoperta che tu ha fatto già, ha concluso in bellezza la tua Avventura. Io che ci sto provando ad immaginarLa pur con tutte le mie forze, non riesco, perché occorre la Fantasia di Dio, ma un giorno mi verrai incontro e mi dirai: “Hai visto, Don, che ce l’hai fatta!”. Così ho pensato mentre ti ho accompagnato con l’occhio nel tuo liberarti dalle corde che calavano i tuoi resti nella terra. Ho sentito cantare: “Una Via sola è vera, ci disse il Lupo Anziano e dietro a lui noi siamo le tracce a seguitar …”. (Un ricordo pensato insieme a te, Baloo o Don Francesco A.E.)

SORGERE

“Ti ho cercato,

l’ho sempre saputo,

nell’immenso c’eri,

tra il sole e le stelle,

tra le onde del mare,

tra i fiori di prato,

come io sono nato

ti attendevo stupito.-

 

Scorrevo con gli occhi

chi passava accanto,

attendevo una voce,

un sorriso, un palpito,

una grande attesa,

una certa speranza,

due attorcigli di mani

fatti l’uno per l’altra.-

 

Ora son certo,

non ho atteso invano,

così eri nei sogni,

così ti vidi arrivare

in mezzo a cento,

a mille volti strani,

un dolce sorriso

per lasciarmi morire,

una vita vera

per lasciarmi andare,

tra miriadi di stelle

con le lacrime vive.-”

Claudio Ceneda – poeta libero

IL POZZO 28/01/2011

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Promessa ed accoglienza di Ennio

 

Gli scout ricordano la missione di Michele e Elettra in Argentina. Come già da diversi anni in occasione dell’avvento c’è l’iniziativa del “sacchettino rosso” con la raccolta per le missioni in Argentina, dove si trovano i nostri due missionari Michele e Elettra. Quest’anno vogliamo far conoscere la loro missione a Santiago dell’Estero a tutti gli scout durante le attività. Molti dei nostri ragazzi non conoscono l’avventura missionaria cominciata oramai cinque anni fa di Michele e Elettra. Dopo i tanti anni di scautismo, cominciato fin dai lupetti e continuato con passione dopo la partenza scout come capi educatori di molti ragazzi e ragazze, Michele e Elettra nel 2005, dopo il loro matrimonio, sono partiti come missionari laici nelle terre argentine, a fianco delle suore domenicane. In questi giorni ci dovrebbe essere un evento bellissimo, la nascita della loro prima figlia! Un grosso augurio Michele e Elettra, anzi come diciamo noi scout: …buona caccia fratellini!


IL POZZO 08/10/2011

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RELAZIONI DEI CAMPI

LUPETTI

Dall’8 al 15 Agosto 2009 ci sono state le Vacanze di Branco a Nate (BL). Il branco, composto da 26 lupette e lupetti, ha svolto le sue cacce in un clima di serenità, gioco e amicizia.

Volete sapere in che cosa consisteva la caccia dei nostri baldi lupi?

Non abbiamo fatto solo le tane in mezzo al bosco; non abbiamo costruito solo l’acchiappasogni con estrema laboriosità da parte di tutti; non abbiamo solo incontrato Asterix e Obelix che ci hanno accompagnati a Roma; non abbiamo solo rivisto i nostri genitori e nonni da piccoli; non abbiamo solo mangiato in mezzo al torrente attorniati da una natura selvaggia…

Abbiamo anche mangiato, dormito, collaborato, giocato e fatto nuove amicizie. Ci siamo conosciuti meglio e abbiamo scoperto che accorgerci di chi ci è accanto ci permette di essere più felici e di formare un branco migliore.

 

ESPLORATORI

Campo EG 2009 – Tramonti di sotto (PN) – 10-21 agosto 2009

Il nostro campo è cominciato ben prima della partenza effettiva. A maggio siamo andati a visitare il posto per poter scegliere i luoghi dove piantare le tende e fare i fuochi; successivamente abbiamo cominciato a preparare i progetti per le costruzioni. Infine, soprattutto dopo la conclusione dell’impresa di teatro a giugno, alcuni rappresentanti per ogni squadriglia si sono incontrati per pensare all’ambientazione e preparare una giornata a tema. Così, una volta preparato tutto il materiale (tende, pentole, taniche, corde, pali…) siamo partiti una bella mattina di agosto. Nei primi due giorni abbiamo costruito palafitte e sopraelevate per le tende, tavoli e panche su cui mangiare, il pennone, l’angolo dello spirito e il portale. Ogni mattina la nostra giornata cominciava con il momento dell’alzabandiera, il canto del campo e il momento di preghiera comune: un brano del Vangelo ci guidava durante le attività della giornata, che concludevamo la sera in tenda con una riflessione insieme a un capo. Durante gli 11 giorni di campo abbiamo avuto occasione di approfondire tecniche scouting come la topografia e la pioneristica: in questo si è distinta soprattutto la squadriglia Gigli che ha primeggiato durante alcune prove. Naturalmente non è mancata la cucina, visto che ogni pasto andava cucinato sul fuoco; l’atteso appuntamento tradizionale con la gara di cucina quest’anno è stato aggiudicato alla squadriglia Scoiattoli. Il nostro fondatore diceva che “uno scout è passabile in un salotto, indispensabile durante un naufragio”, e quindi per un intera giornata abbiamo affrontato varie prove, dall’infermieristica alla costruzione di una scala di emergenza, per allenarci nel nostro “renderci utili e aiutare gli altri in ogni circostanza”. Un’altra giornata è stata dedicata al tema della condivisione, culminata con una “cena dei popoli” dove abbiamo provato sulla nostra pelle cosa vuol dire vivere nella parte ricca del mondo, oppure in quella povera. Siccome poi gli scout “amano e rispettano la natura”, abbiamo provato a sfruttare meglio le risorse che abbiamo a disposizione, costruendo un forno solare e fabbricando carta riciclata.

Non sono mancate le attività all’aria aperta, il bagno nel torrente e le uscite di squadriglia, mentre i ragazzi dell’ultimo anno si sono messi alla prova con l’hike, durante il quale hanno provato la precarietà e la provvidenza chiedendo ospitalità per la notte. Molti giochi e bivacchi sono stati organizzati da guide e esploratori in cerca della specialità, e durante la giornata a tema ci siamo immersi nel vecchio west con un grande gioco. Domenica 15 sono venuti a trovarci i genitori, per vedere con i propri occhi tutto ciò che abbiamo realizzato e condividere insieme qualche momento divertente. Ogni giorno le squadriglie hanno cercato di migliorarsi e alla fine del campo abbiamo premiato i Gabbiani, che hanno dimostrato come l’unione di squadriglia può rendere le cose molto più facili. Nell’ultima lettera di BP abbiamo letto che darsi da fare per essere felici vale veramente la pena, e ciascuno si è portato a casa un impegno per realizzare questo.

 

CLAN

Quest’anno noviziato e clan Antares (gruppo di ragazzi dai 16 ai 20 anni)  di Ponte della Priula abbiamo vissuto una route (campo mobile) attorno al monte Baldo nei pressi del lago di Garda dal 2 al 7 Agosto 2009.

Nei primi tre giorni abbiamo camminato lungo le rive del bellissimo lago partendo dalla stazione dei treni di Peschiera fino ad arrivare a Malcesine. Il rumore delle onde ha accompagnato costantemente i nostri passi e le nostre riflessioni sul valore dei nostri sogni e sul loro essere orizzonte da seguire per tutte le nostre scelte.

Il quarto giorno abbiamo raggiunto la cima del monte Baldo dove la vista sul lago di Garda  lascia senza fiato; e dall’alto abbiamo potuto ammirare la lunga strada che avevamo percorso. Nel pomeriggio e nei giorni seguenti siamo discesi per il versante opposto seguendo la via delle malghe e godendo delle bellezze della natura che ci circondava.

In questi giorni abbiamo approfondito come nella nostra vita abbiamo incontrato persone che vivevano seguendo i loro sogni e hanno lasciato un segno nel nostro cuore.

Abbiamo poi scoperto che anche Gesù, che ci ha accompagnato in tutti questi giorni, aveva un sogno per l’umanità e si è speso per questo sogno.

Abbiamo concluso la nostra route al santuario ‘Madonna della Corona’ in una serata molto bella e suggestiva in cui ognuno di noi ha condiviso con gli altri i suoi sogni e le speranze per il futuro.

Siamo ritornati a casa con una esperienza fisicamente impegnativa ma soprattutto molto preziosa nel lato umano e delle relazioni.

Ecco alcune riflessioni che abbiamo fatto e che vogliamo condividere:

-Bisogna considerare la nostra vita come una tavolozza bianca su cui ognuno deve dipingere i suoi sogni;

-Occorre impegnarsi, non demordere, prendere tempo per pensare e guardarsi attorno;

-Bisogna credere che un futuro migliore è possibile;

-E’ importante partire dalle piccole cose ma ad ogni passo non perdere di vista i nostri sogni e i loro obiettivi;

-Dovremmo essere al servizio degli altri sapendo trovare anche del tempo per noi stessi;

-L’incoraggiamento da parte degli amici e conoscenti è molto utile.

Ad ottobre il clan ricomincerà le attività. Per chiunque desideri unirsi a noi per scoprire la gioia dello stare insieme, del crescere assieme e del servizio verso le altre persone

contattare direttamente i ragazzi del clan oppure Davide Zanatta
(0438445348 – davide.zanatta@gmailcom)

 

PAOLO RITORNATO DA L’AQUILA CI RACCONTA

Carissimi,
siamo tornati domenica notte da L’Aquila dove abbiamo fatto servizio nel Centro operativo della protezione civile di Pianola dal 25 aprile al 3 maggio. Il lavoro è stato molto duro: cominciava alle 8.00 di mattina e finiva alle 23.00, con due brevi pause per il pranzo e per la cena. I nostri compiti erano di far funzionare l’apparato che serviva ben 4.500 sfollati, in 26 campi profughi.

Si andava dalla richiesta di pannolini ai documenti di tutti i tipi, dalla gestione dei volontari che si alternavano, all’accoglienza di persone che avevano bisogno di informazioni, di parlare dei propri problemi o di essere ospitati in qualche tendopoli.

Ho portato a casa una grande esperienza: ho visto gli uomini della protezione civile e tutti i volontari delle varie associazioni lavorare instancabilmente senza mai lamentarsi di niente. La situazione nelle tendopoli è diversificata: in alcune c’è un buon clima, in altre, specie nei paesini di montagna dove ci sono molti anziani, la situazione è difficile anche per il persistere del mal tempo. (domenica 3 maggio mattina, a L’Aquila c’erano 3 gradi!) In tutti gli sfollati comunque c’è il rendersi conto della loro difficile situazione che non si risolverà tanto presto.  Mi ha fatto piacere ricevere dai responsabili del campo gli elogi per tutti gli scout che fin dal 7 aprile si sono avvicendati nel servizio. Hanno detto: “Voi Scout siete stati la colonna portante dell’organizzazione… a voi possiamo affidare qualsiasi compito… con i vostri scherzi e burle ci avete tenuto su il morale…”.  L’Agesci fa parte della Protezione Civile Nazionale dal 1980 e si è sempre distinta negli interventi in cui è stata chiamata.

Durante il viaggio di ritorno mi è venuta in mente ancora una volta la Promessa scout: “Con l’aiuto di Dio prometto di servire il mio paese e di aiutare gli altri in ogni circostanza…”Mai, come in questa occasione, ho vissuto pienamente lo spirito scout.

Sabato notte partiranno altri 5 scout della Diocesi di Vittorio Veneto, tra i quali il nostro Michael Fornasier: sarà affidato loro il servizio in una tendopoli.

Paolo De Martin, incaricato protezione civile dell’Agisci – Zona Vittorio Veneto

 

Il Gruppo scout Ponte della Priula Compie 25 anni

PONTE RINGRAZIA GLI SCOUT (Tratto da L’Azione, Di Federico Citron)

Tutto ebbe iniziò venticinque anni fa nella cucina della canonica di Ponte della Priula. Intorno al tavolo il parroco don Francesco e alcuni genitori seriamente preoccupati per il futuro dei loro giovani. In paese si sentiva parlare di droga e di “cattive compagnie”. Le proposte educative erano deboli. Alesandro Borean, da poco arrivato in paese, e lo stesso don Francesco – forti dell’esperienza maturata a Conegliano – lanciano la proposta di creare un gruppo scout. Idea subito accolta. Si avviano le prime attività e nel luglio dell’83 si sperimenta il primo campo lupetti. La risposta è al di sopra delle attese. Ma si procede con i piedi di piombo per non fare il passo più lungo della gamba. Il gruppo dei capi ha pochissima esperienza, necessita di studio e applicazione. Per questo arrivano i “rinforzi” dai gruppi storici di San Pio X e Spresiano. Si ara bene il terreno prima di procedere con la semina. E l’aratura è stata davvero buona se 25 anni dopo il gruppo scout è ancora presente ed estremamente vitale. Da allora sono “passati” tra gli scout 467 tra bambini, ragazzi, giovani e adulti (di cui 66 capi/animatori); Quindici coppie di giovani si sono conosciuti al gruppo e si sono sposati; uno dei primi capi, Rosina Barbari, è diventata suora; Elettra Viel e Michele Biz, dopo il matrimonio, hanno fatto la scelta di vivere in una missione in Argentina; più d’uno ha scelto di dedicarsi alla vita amministrativa e nel volontariato.

Nel 2003 alcuni genitori si sono messi in rete per offrire un supporto al gruppo, per confrontarsi tra di loro sui problemi educativi e per coinvolgere altri genitori nel progetto scout. Molto altro è successo in questi 25 anni e riassumerlo è praticamente impossibile. Segnaliamo solo i campi più significativi: a Nocera Umbra, a Lourdes (campo di servizio nel ’92 e ’98), a Cosenza in una comunità di accoglienza. E gli impegni settimanali, mai sbandierati, nelle frontiere della solidarietà: dalla casa di riposo al Ceod, dalla Fondazione Bernardi, alla Protezione civile.

Attualmente il gruppo è composto da una settantina di ragazzi (metà arrivano da fuori parrocchia). I capi sono tredici. L’accoglienza avviene a 8 anni. Il giorno di ritrovo è il sabato pomeriggio (ma i più grandi si incontrano nel corso della settimana). Responsabile è Alfio Sossai, al quale ci si deve rivolgere per informazioni e iscrizioni (0438-758503; alfiosossai@alice.it).

Per tutto il 2008 gli scout di Ponte festeggiano il loro venticinquesimo compleanno. Lo fanno con una mostra fotografica, un campo estivo di gruppo, un grosso convegno sull’emergenza educativa. Ma sempre con lo sguardo rivolto al futuro: “25 anni di scautismo a Ponte della Priula. Le scelte di oggi per un mondo migliore” è lo slogan che campeggia nello striscione collocato nel piazzale dell’oratorio. Ovvero: vivere bene il presente è la condizione per costruire un buon futuro per noi, per gli altri, per il mondo. E naturalmente per Ponte della Priula

Il primo gruppo di capi formato da  genitori/adulti era composto da: Casagrande Mario, Ceneda Claudio, Cenedese Daniela, Lorenzon Guglielmo, Borean Alessandro, Piai Cecilia, Polidori Gianfranco, don Francesco Toffoli.

A questi si sono aggiunti un gruppo di giovani (età tra i 17 e i 21 anni): Barbari Rosina, Bardini Neva, Dassie Giulia, De Martin Paolo, Pilato Andreina, Sossai Ivana, Bortoluzzi Sonia. Questi sono stati i fondatori del gruppo scout nel giugno- luglio 1983

 

GLI SCOUT SONO PRESENTI ANCHE A PONTE DELLA PRIULA DA 25 ANNI

“Caro Genitore,
suo figlio è entrato oggi negli scout e poiché io sono divenuto, in qualche misura un suo aiutante nella sua educazione, le scrivo per assicurarle che le sue azioni e il suo progresso

saranno seguite con un interesse stretto e personale. Come lei sa, il nostro scopo è di aiutare i genitori fornendo ai loro ragazzi un’allegra comunità di compagni e proponendo loro sane

attività per la mente e il corpo, cosicché attraverso il gioco essi possano svilupparsi e divenire uomini e donne di successo e buoni cittadini. Non ci proponiamo di prendere il suo posto nell’affetto del suo ragazzo, ma soltanto di aiutarla ad educarlo. Pertanto speriamo che anche lei da parte sua ci aiuterà.”

Baden-Powell (B.P.) fondatore degli scout

 

 

Editoriale periodico di informazione sulla vita Scout
A cura del Gruppo Genitori.
Gruppo scout Ponte della Priula 1°
Anno 5 n. 2 – 11/04/2008

 

25 anni di Scautismo a Ponte della Priula !!!

Nel 1983, grazie all’iniziativa del parroco e di un piccolo gruppo di persone con esperienza di scautismo alle spalle, si è costituito a Ponte della Priula il gruppo scout “Ponte Priula 1°”.

Quest’anno quindi il nostro gruppo scout compie i suoi 25 anni.

In questo quarto di secolo oltre 400 persone tra bambini/e, ragazzi/e, giovani e adulti di Ponte e dei paesi limitrofi hanno avuto la possibilità di percorrere un tratto di pista, di sentiero, di strada all’interno dell’ Agesci, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani.

(Nata nel 1974 dalla fusione dell’Asci e dell’Agi, l’ Agesci è una Associazione giovanile educativa che si propone di contribuire alla formazione dei ragazzi/e secondo i principi e il Metodo dello Scautismo ideato da Baden Powell, adattato ai ragazzi nella realtà sociale italiana di oggi).

Attraverso il gioco, l’avventura, la strada e la comunità abbiamo camminato insieme come persone, come gruppo e come membri di una comunità cristiana, imparando a faticare, dialogare, rispettare, a pregare, ad aiutare e a progettare.

La strada da fare è ancora molta… e nel nostro cammino il 2008 ci sembra un anno importante. Importante per festeggiare e ricordare tutte le persone che hanno condiviso con noi in questi 25 anni un pezzo della loro vita, importante per riflettere sul cammino fatto e sul cammino da fare.

I festeggiamenti inizieranno sabato 19 aprile con un grande gioco di gruppo, e proseguiranno con una mostra fotografica, con degli incontri con esperti di educazione, con il campo estivo di gruppo, e si concluderanno ad ottobre con una grande festa in parrocchia.

Siete invitati il giorno 19 Aprile alle ore 20.30 presso la parrocchia di Ponte della Priula per vedere la mostra fotografica e partecipare ad una serata iniziale di festa assieme a tutto il gruppo scout.

Le nespole e il fazzolettone degli scout…

Perché gli scout di Ponte si identificano con questi colori di fazzolettone?

… bella domanda: lo chiedo in giro e mi si dice che Cecilia sicuramente conosce la risposta perché lei c’era 25 anni fa, quando è stato scelto…

Chiedo a Ceci che mi dice “ il verde è per la natura, il giallo e l’arancio perché sono colori della luce, colori solari, caldi ma chiedi anche a Claudio…”

Parlo con Claudio Ceneda che ricorda bene quel periodo e mi dice al telefono: il colore verde è stato scelto perché rappresenta la natura e la speranza, il giallo e l’arancione perché sono tinte solari e accostate al fazzolettone verde stimolano l’avventura, ma parlane anche con Guglielmo che in quel periodo ha contribuito molto alla partenza del gruppo e nella scelta dei colori avrà di sicuro parecchi ricordi…

Da Guglielmo Lorenzon apprendo che il primo fazzolettone era blù con banda rossa: infatti nel primissimo campo scout fatto a Borgo Val Sugana nel luglio del 1983, i ragazzi al collo lo portavano con questi colori, (vedere la mostra fotografica) per poi accorgersi, a fine estate, che questi erano i colori degli scout di Spresiano che li avevano dal 1948, essendo il gruppo di Spresiano, assieme con Oderzo, fra i più antichi della provincia di Treviso.

Chiedo a Alesando Borean, già membro del gruppo scout di Conegliano, e fra i fondatori di quello del Ponte, che mi dice brevemente: il verde rappresenta la natura, teatro in cui si fanno le maggiori attività scout, mentre il giallo e l’arancione sono colori della vivacità…

Sonia Bortoluzzi, anche lei fra le prime persone che si sono mosse per creare la sezione scout anche a Ponte, mi dice che il giallo del profilo è stato scelto perché rappresenta il sole, la gioia, la luce cioè tutte componenti rappresentative dello “spirito scout”. (nel significato dei colori il giallo è simbolo dell’oro, dell’allegria, della felicità e della fantasia. È un colore caldo, gaio, tonico, dinamico, creativo. Rappresenta l’ottimismo, l’intelligenza, la saggezza, e la parola.)

Paolo De Martin mi racconta come sia entrato negli scout “solo” dal settembre 1983 nel momento in cui c’era il problema di scegliere di nuovo i colori identificativi del fazzolettone. Ricorda come gli incontri avvenissero sotto il meraviglioso nespolo giapponese che stà davanti alla canonica, e avendo già stabilito che il verde sarebbe stato il colore di base, (il Verde, nel significato dei colori, rappresenta l’energia, la prosperità, il vigore della natura, la pienezza della salute. E’ il colore della speranza, di chi vuole crescere, affermarsi.) qualcuno, alzando il capo e vedendo come il nespolo fosse pieno di bei frutti gustosi di color arancione, propose questo colore così solare anche a ricordo del luogo delle prime riunioni del costituendo gruppo capi e scout. (nel significato dei colori l’arancione è il colore dell’ottimismo, denota forza, onore e generosità.)

Ed ecco come le nespole giapponesi sono finite nel fazzolettone degli scout di Ponte…

Anna Ballotto
Sabina Olivotto al primo campo Lupetti.

Borgo Valsugana, luglio 1983. Foto archivio storico

IL POZZO c/o MAZZERO CLAUDIO
Via M. Bragadin 6/A 31010 PONTE DELLA PRIULA
TEL. 0438 – 445011 e-mail : caio.meli@alice.it

 

 

COS’E’ LO SCAUTISMO

Lo scoutismo è un metodo educativo nato nei primi anni del 1900 dagli scritti e dalle intuizioni pedagogiche di Robert Baden-Powell.

L’obiettivo del metodo scout è quello di sviluppare le capacità globali di ogni ragazzo e ragazza educando in primo luogo al senso critico, cioè a saper distinguere il bello dal brutto, l’utile dall’inutile, il necessario dal superfluo per poter scegliere ciò che è giusto e respingere ciò che è sbagliato. In secondo luogo è un’educazione ai valori fondamentali dell’uomo, come patrimonio inalienabile della persona. In questo processo educativo il fine da raggiungere non può mai giustificare i mezzi utilizzati.

La metodologia applicata non è basata su lezioni teoriche ma sfrutta il principio dell’imparare facendo. Questo si concretizza attraverso esperienze come la vita nei boschi, la cucina al campo, la manualità, l’uso degli attrezzi, il canto, l’espressione teatrale, lo sport, la conoscenza della natura, la competenza tecnica , la catechesi (vissuta nelle attività pratiche), il servizio al prossimo, il gioco ecc.

Il metodo scout è proposto ai ragazzi dagli educatori (capi scout) riuniti in comunità (le comunità capi).

Attualmente le unità che compongono il gruppo scout “PONTE PRIULA 1°”, sono le seguenti:

BRANCA LUPETTI/COCINELLE

“Branco della nuova caccia”
Il motto dei lupetti è: “
del nostro meglio

Lo scoutismo apre il suo ciclo educativo con una proposta ai bambini ed alle bambine dai 7/8 anni agli 11/12 anni che si uniscono in Unità chiamate Branco di Lupetti e Cerchio di Coccinelle. L’uso dell’uniforme uguale per tutti è un segno esteriore dell’appartenenza all’associazione, che aiuta il bambino a riconoscersi nei valori che questa gli propone.

Lupetti e coccinelle hanno una promessa e una legge speciali, che esprimono i valori dello scoutismo in una forma adeguata alla loro età.

Branca L/C a Ponte della Priula: attualmente la Branca è composta da nr. 3 capi e da 25 bambini/bambine.

 

BRANCA ESPLORATORI E GUIDE

“San Carlo – Primavera”
Il motto degli esploratori e guide è: “
sii preparato

La branca Esploratori/Guide si rivolge ai ragazzi dagli 11/12 ai 16 anni che si uniscono in unità chiamate Reparti. I fini della proposta educativa della branca, comuni a tutta l’associazione, sono presentati in maniera adeguata all’età, rispettando i tempi di crescita dei singoli e della comunità; ad essi debbono ispirarsi tutte le attività del reparto sia nella fase di preparazione che in quella di realizzazione, sia, infine, in sede di verifica.

L’esperienza fatta dai ragazzi nella branca E/G si pone come continuazione di quella da loro eventualmente già fatta nei branchi/cerchi e tende a completarsi organicamente in quella della comunità Rover/Scolte.

Branca E/G a Ponte della Priula: attualmente la Branca è composta da nr. 3 capi e da 22 ragazzi/ragazze.

 

BRANCA ROVER/SCOLTE

“Petaso – Antares”
Il motto dei rover e scolte  è: “
servire

I Rovers e le Scolte sono persone, tra i 16 e 19/21 anni, che aderiscono alla proposta che lo Scoutismo fa alla loro età. Formano le comunità R/S, per vivere un’esperienza tesa a favorire la crescita di ciascuno nell’impegno dell’autoeducazione, nella disponibilità al servizio del prossimo, nello sforzo di maturare delle scelte per la vita. I fini e le linee fondamentali del metodo del roverismo/scoltismo, già delineati da Baden-Powell, sono quelli comuni a tutta l’associazione. La proposta educativa della branca R/S, mentre costituisce il completamento della formazione attuata nelle branche precedenti, è aperta anche all’adesione di giovani non provenienti dallo scoutismo.

Branca R/S a Ponte della Priula: attualmente la Branca è composta da nr. 4 capi e da 18 ragazzi/ragazze.

 

I CAPI delle varie unità formano la COMUNITA’ CAPI che principalmente ha lo scopo di:

  • elaborazione e la gestione del progetto educativo;
  • approfondire i problemi educativi ed altro ancora.

 

Attualmente la Comunità Capi (Co.Ca.) è composta da:

    •  2   Capi Gruppo;
    • 1   Assistente Eclesiastico;
    • 2   Capi a Disposizione;