Storia

CENNI STORICI DELLA PARROCCHIA DI PONTE DELLA PRIULA

Nel 1924, alcune persone di Ponte pensano di costruire sul territorio una chiesa dedicata ai Caduti del Piave. Per i servizi religiosi, dagli abitanti del luogo, viene intanto comperata una baracca e posta in Via Secondaria Stazione. Poi una seconda posta dove sorge l’attuale Tempio e una terza posta ad est dell’attuale canonica. La comunità e le autorità ecclesiastiche progettano il Tempio. Il Conte di Collalto offre il terreno e il 3 maggio 1924, all’”Albergo al Piave”. Nasce il “Comitato pro la erigenda chiesa” e il “Comitato esecutivo”: presidente, per entrambi i comitati è eletto il Sindaco Carlo Vazzoler.

Nel 1932 la Comunità viene riconosciuta dal Vescovo di Vittorio Veneto come Curazia ed è nominato Curato Don Paolo Danesin.

Nel 1934 vince la gara per il progetto del Tempio l’Architetto prof. Angelo Scattolin (1904 – 1981); al Progetto vengono aggiunti al Tempio un piccolo Parco e la Cripta.

Il Tempio è edicato alla Fraternità Europea.

Il 7 luglio 1935 il Vescovo Eugenio Beccegato, benedice la prima pietra e iniziano i lavori.

Dal 1937 i lavori proseguono a singhiozzo; riprendono nel 1941, si arrestano nel 1942, ma nel 1943 incominciano le celebrazioni nel presbiterio della chiesa che viene chiuso da un muro provvisorio e viene demolita la terza Baracca.

Nel 1944 i bombardamenti danneggiano la chiesa e la canonica. Don Paolo, durante la guerra, è ospite delle famiglie e celebra la S. Messa al Barco, a Mandre, a Collalto, nei vari luoghi dove ci sono fedeli sfollati.

Il 30 aprile 1945 arrivano gli Alleati “al Priula” e il giorno successivo, Don Paolo intraprende i lavori di riparazione della Chiesa e incomincia a raccogliere attorno a sé fanciulli e giovani, quasi tutti analfabeti, e avvia la vita comunitaria e spirituale della Curazia.

Nel 1947 è istituita “La Parrocchia di San Carlo Borromeo Vescovo”, in Ponte della Priula.

Il 18 maggio 1948 Don Paolo Danesin è nominato parroco, con 1500 parrocchiani.

Nel 1951 venne ultimata la cupola ed eseguiti i lavori di risanamento. Nel 1952 sono sospesi i lavori.

Il 12 gennaio 1953 muore improvvisamente Don Paolo Danesin, pastore instancabile, austero e cordiale, amato e ricordato in benedizione.

Nel 1953 viene nominato parroco Don Raffaele Spagnol. La Comunità parrocchiale si impegna a riprendere i lavori per la Chiesa e torre campanaria.

L’8 giugno 1961, viene inaugurato il Tempio Votivo mentre rintocca la Campana “Ave Plavis” chiamata così per ricordare i “Ragazzi del ‘99”.

Nel 1979 viene inaugurata la Cripta-Ossario dedicata alla Fraternità Europea.

Il 4 novembre 1982 la parrocchia è affidata al terzo parroco: Don Francesco Toffoli. Egli arreda con i banchi la chiesa e pone nelle nicchie apposite, le 14 formelle della Via Crucis in bronzo, opera dello scultore di Ponte, Grillo.

Il Vescovo Eugenio Ravignani, consacra la Chiesa e l’Altare, il 4 Novembre 1983, Solennità di San Carlo Borromeo Vescovo, Patrono della Comunità Cristiana.

 

L’ALTARE

All’Altare, consacrato il 4 Novembre 1983, sovrasta il Crocifisso ligneo di 200 centrimetri, opera realizzata da uno scultore di Ortisei, in Val Gardena.

 

 

 

 

 

 

 

 

VIA CRUCIS

Le 14 formelle della via Crucis, collocata sulle 14 colonne che circondano l’Assemblea,
sono opera dello scultore di Ponte della Priula Grillo Salvatore.

La caratteristica di questa Via Crucis è stata studiata da Don Francesco e Suor Laura:
IN OGNI FORMELLA SI POSSONO CONTEMPLARE RAFFIGURATE LE TRE PERSONE DELLA SANTISSIMA TRINITA’.

Premere qui per ammirare tutte le stazioni della Via Crucis.

 

 

 

 

 

IL VOLTO DI CRISTO

La Parola di Dio come fonte luminosa che rischiara i passi del cammino della nostra vita.

Il volto di Cristo emerge, luminoso ed etereo, da un cielo crepuscolare e sembra quasi che il suo sguardo si perda in un punto indefinito davanti a sé: sta contemplando il mistero della presenza di Dio in ogni uomo quando esso si lascia riempire dalla potenza della sua Parola; è uno sguardo che scruta senza giudicare, scava in profondità senza lenire l’intimità più segreta.

Attraverso la Parola di Dio, Cristo stesso diventa un indispensabile compagno di viaggio: la sua presenza accompagna ogni cristiano passo dopo passo nel lungo e spesso difficile cammino della propria vita, ma diventa al tempo stesso quasi una meta da raggiungere, un esempio da emulare.

La strada tracciata, posta nella parte inferiore del dipinto, non può quindi non avere come punto di partenza proprio il termine “parola”, scritta in ebraico ed incisa sul terreno quasi fosse un’impronta segnata da Dio per ricordare a ciascuno che quella è l’unica strada che conduce davvero verso la luce. Se si segue attentamente l’andamento sinuoso del percorso, si può notare come verso l’orizzonte la strada stessa si fonde e si confonde con il cielo, fino a giungere ad un piccolo punto luminoso posto esattamente al centro della linea dell’orizzonte.

Ma per indirizzare il nostro cammino abbiamo bisogno di chi enuncia da sempre tale Parola; i quattro evangelisti, simbolicamente rappresentati dai quattro riverberi luminosi dorati, diventano così dei veri punti cardinali, indispensabili per orientare il nostro passo e non perdersi nelle tenebre del peccato. Infine, circondando in un “abbraccio” il volto di Cristo, queste lingue di luce definiscono l’estremità della figura della croce, simbolo per ogni cristiano della salvezza di Dio per ogni uomo.

(Dipinto di Andrea Sossai, realizzato ad olio su tavola, cm.64 x 38, maggio-giugno 2009)

 

MADONNA COL BAMBINO

La statua lignea della Madonna con il Bambino è circondata da nove pannelli raffiguranti i Misteri più importanti della vita di Maria. Il progetto dell’opera è stato studiato da un piccolo gruppo di parrocchiani e commissionato allo scultore Conrad Moroder di Ortisei (Val Gardena), nel Settembre del 1987. La benedizione dell’opera è stata fatta nel Maggio 1988, per la celebrazione dei 2000 anni della nascita di Maria.
La Comunità Cristiana, nell’anno pastorale 1987/88, si è preparata all’ATTO DI CONSACRAZIONE alla Madonna delle famiglie e, nel cuore posto ai piedi della Vergine Maria, sono stati scritti gli oltre 4.000 nomi di persone di tutte le età della parrocchia e di simpatizzanti per l’iniziativa di questo atto di consacrazione.
La Comunità Cristiana numerosissima, allietata e animata nella Santa Messa del mattino e nella celebrazione del Santo Rosario del pomeriggio dal meraviglioso Gruppo folcloristico e musicale di Selvino (Bergamo), paese di Suor Laura Grigis, ha vissuto un’esperienza spirituale intensa e indimenticabile.

 

 

 

 

 

 

 

SAN CARLO BORROMEO VESCOVO PATRONO DELLA PARROCCHIA

Il Santo ha in mano gli Atti del Concilio di Trento che lui stesso ha collaborato per stendere e che poi, con tutta la sua generosità apostolica, ha cercato di attuare nella sua Diocesi di Milano.
Il suo Motto è stato Humilitas – Umiltà.
L’opera è stata realizzata dal pittore locale Poloni Elio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SANTA CATERINA DA SIENA

Le Suore Domenicane di Santa Caterina hanno diffuso, specialmente con l’arrivo di Suor Laura Grigis nel 1985, la devozione alla santa con la conoscenza della sua vita e delle sue Opere. Caterina è Dottore della Chiesa. E’ cresciuta così la devozione in parrocchia fino a far nascere l’idea di collocare, nell’atrio della chiesa, la statua della Patrona d’Europa. Chi volesse conoscerne meglio il pensiero e la vita, può chiedere in lettura le sue opere presso la Biblioteca parrocchiale.

Le opere di S. Caterina sono:
Il Dialogo, Il piccolo Dialogo, Le Orazioni e le 381 Lettere.
Inoltre è interessante la biografia della Santa, scritta dal Beato Raimondo da Capua, sua guida spirituale.
La statua in legno è opera dello scultore Moroder di Ortisei in Val Gardena: è stata inaugurata il 29 Aprile del 2007, festa della Santa.

Prendi la buona abitudine di recitare questa preghiera di S. Caterina, all’Elevazione, dopo la Consacrazione:

“Ricevi, o Padre, il sacrificio della vita mia,
nel Corpo Mistico della Santa Chiesa.
Io non ho da donarti altro
se non quello che tu hai donato a me.
Togli dunque il mio cuore,
immergilo nel Sangue di Cristo, tuo Figlio.
Rendilo un cuore umile e misericordioso
e premilo sopra la faccia della Sposa tua.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OPERA IN BRONZO CON SAN GIOVANNI BOSCO

San Giovanni Bosco (31 gennaio)
San Domenico Savio
Beata Laura Vicuna (22 gennaio)
Mamma Margherita
Opera in bronzo dello scultore locale Grillo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPITELLO DEDICATO ALLA BEATA LAURA VICUÑA

E’ stato costruito nel 1991, centenario della nascita della Beata.

L’ispirazione di portare in parrocchia la devozione di questa fanciulla cilena è venuta da Suor Laura Grigis e il capitello, progettato da don Francesco, è stato costruito da Pietro Olivotto.

L’affresco è del Pittore Giovanni Bisson e le formelle in terra cotta dello scultore Zoccolan.

Nel giorno della festa della Beata Laura, che ha offerto la sua vita per la conversione di sua mamma da un libero amore extra-coniugale, la Comunità Cristiana, nella Santa Messa, prega per l’unità delle famiglie e al termine della celebrazione, si reca in processione, al capitello. Ogni fedele porta un cero votivo. E’ sempre possibile portare ceri votivi che ardono e fiori freschi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CASA CANONICA

Casa Canonica con accanto LA BOTTEGA DELLA CARITA’ che accoglie il Gruppo Caritas, i Gruppi Missionari, il Centro di Ascolto Caritas, il Mercatino equo-solidale.

La stanza è stata reaizzata dai Fratelli Grigolin e l’arredo dal Gruppo Parrocchiale della raccolta del Ferro.

 

 

 

 

 

 

 


L’immagine di Giovanni Bisson raffigura la nostra comunità cristiana che, preceduta da Cristo, cammina insieme verso la Casa del Padre, animata dallo Spirito Santo.

 

 

 

 

 

 

 

 

LO SPIRITO SANTO,
si vede,
E’ L’ANIMA DELLA CHIESA
E la FORZA
PER CONSERVARE L’UNITA’.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SUOR LAURA GRIGIS

Suor Laura Grigis, già per 22 anni a Ponte della Priula, assiste e sta accanto a Saretta con mamma Gabriella e papà Luigi, genitori di Saretta, insieme a tante altre persone che formano un cenacolo in questa casa benedetta da Dio e dagli uomini.

San Domenico e Santa Caterina, possano donare a noi e a tanti nostri amici il gusto e la gioia di fare il bene e di farlo bene.

Sono certo che l’affetto che ci lega tra noi e ci lega a Saretta e anche a Benedetta Karol sarà il veicolo di tante preghiere e di grazie da strappare a Dio per noi e per i nostri sogni più belli.

Che questa foto ispiri fraternità e tenerezza, amore per i bambini e per i sofferenti…

La carità è paziete, è benigna la carità, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta … non viene mai meno…

 

SANTA CATERINA DA SIENA

La passione di Santa Caterina da Siena per Cristo e per la Chiesa ci può aiutare a capire che cosa vuol dire AMARE:

l’amore prende, immerge, riempie… è il TUTTO

Anche noi dobbiamo essere
… come il pesce
nel mare
e ‘l mare nel pesce!