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BEATO CLAUDIO GRANZOTTO

Il BEATO CLAUDIO GRANZOTTO è l’artefice non solo della GROTTA DI LOURDES e della statua dell’IMMACOLATA, ma anche di tutto il movimento spirituale attorno al Santuario.
Nasce il 23 agosto del 1900 a S. LUCIA DI PIAVE (Treviso) da famiglia economicamente modesta e profondamente cristiana.
Passa l’adolescenza e la giovinezza lavorando, distinguendosi per bontà di vita e per una spiccata passione per l’arte, soprattutto per la scultura, la quale diventa il sogno del suo futuro.
A 22 anni, con gravi sacrifici ed ammirabile tenacia, inizia a frequentare l’Accademia delle “Belle Arti” di Venezia, dalla quale esce a 29 anni, diplomato “Professore di scultura” con il massimo dei voti.
Dal 1929 al 1933 lavora nel suo studio di S.Lucia di Piave, dedicandosi prevalentemente all’ARTE SACRA. Scolpisce una SERIE di OPERE ammirate, che lo rendono un apprezzato scultore. Mentre brilla dinnanzi al suo sguardo uno splendido avvenire, il Signore lo chiama alla vita Francescana per innestare il suo ideale artistico nel più meraviglioso ideale della santità.
Sul finire del 1933, “vinto dal Signore”, superando l’opposizione di amici ed ammiratori e declinando (sull’esempio di San Francesco) l’invito ad essere Sacerdote, entra nell’ORDINE dei FRATI MINORI, a San Francesco del Deserto, nella Laguna Veneta. In quell’occasione il suo Parroco di S.Lucia scrive: “L’Ordine acquista non solo un artista, ma un Santo”. Da allora la salita al “monte santo di Dio” non conosce sosta e rallentamenti.
Il percorso è scandito:
- da un amore sconfinato a Dio e da un totale abbandono nelle sue mani;
- da una preghiera fatta vita, che lo porta spesso in adorazione davanti al Tabernacolo;
- da una dura “penitenza” per la salvezza dell’umanità;
- da una squisita carità verso tutti, resa singolare nella predilezione per i poveri e gli ammalati;
- da una straordinaria e dolce umiltà;
- da una pronta e gioiosa obbedienza.
Dentro a questo quadro di santità, prendono particolare rilievo una pietà eminentemente eucaristica e riparatrice ed una intensa e fervida devozione alla Vergine Immacolata.
“La sua presenza, dichiara un testimone, era una predica vivente, che toccava da vicino chiunque”.
Alla santità della vita il Beato Claudio congiunge un’apprezzata attività scultorea, generata “nella preghiera e nella meditazione”. In essa trasfonde la ricchezza della sua sensibilità umana e spirituale. Scrive il Prof. Giuseppe Modolo, suo discepolo: “lo sforzo più grande di Frà Claudio consisteva nello spiritualizzare al massimo la forma, attraverso un assoluto ordine di linee e di volumi”.
Nella GIPSOTECA di Chiampo sono conservate quasi tutte le sue opere. Sono circa 150 pezzi d’arte di tutto rispetto. Ci sono imitazioni d’antichi lavori greci e rinascimentali, prodotto durante il corso accademico, tanto simili nel colore e nelle avarie da essere confusi, qualche volta, con l’originale.
C’è una ricca e bella raccolta di divinità antiche, di fauni, di ritratti e maschere di ogni qualità. Ci sono opere di spicco per imponenza ed originalità. C’è una vasta gamma di espressioni che va dall’estasi ispirata della Madonna, dalla serena dolcezza dei santi, alla rappresentazione della disperazione, dell’ebbrezza, della sensualità. Ci sono figure pervase di forza e di terrore, volti soffusi d’innocenza candida e rasserenante. Ci sono tragiche maschere di tormento e d’angoscia disperata. Le armoniose linee estetiche ed eleganti si fondono con espressioni di forza, di ardimento, di grazia.
Il 29 settembre del 1935 venne inaugurata solennemente tra l’esultanza e l’ammirazione della folla di fedeli la GROTTA DI LOURDES, copia fedele di quella di Massabielle di Francia.
Allo spuntare del 15 agosto del 1947, Festa dell’Assunta, Frà Claudio morì, come aveva predetto “per l’Assunta me ne vado”.
Si spegne accendendo un sorriso…il sorriso dell’incontro con Colui al quale aveva confessato:
“voglio vivere e morire dicendoti e provandoti che t’amo al di sopra di tutti i tesori del cielo e della terra”.
Don Umberto Dalla Valle, qualche giorno dopo la sua morte dice ai Frati di Chiampo: “ricordate che FRÀ CLAUDIO È UN SANTO E FARÀ MIRACOLI”.
La fama di santità, che godeva già in vita, si diffonde rapidamente nel Veneto, poi in tutta Italia, ma anche nel mondo, veicolata dal periodico “I Fratini di S.Antonio”, oggi diventato “La Grotta del Beato Claudio”.
Il 16 dicembre del 1959, presso la Diocesi di Vittorio Veneto, si apre il processo informativo per la sua “Beatificazione”.
Il 7 settembre 1989 il Papa firmava il Decreto sulle virtù eroiche di Frà Claudio e lo dichiarava “VENERABILE”.
Il 1 aprile 1992, dopo un approfondito esame di una commissione di medici, fu approvato il 1° MIRACOLO ottenuto dall’intercessione di Frà Claudio.
Il 20 novembre 1992 viene dichiarato “BEATO” dal Papa Giovanni Paolo II°.
Le sue spoglie mortali riposano a Chiampo (VI), presso la Grotta di Lourdes da lui edificata, riproducendo fedelmente quella dei Pirenei-Francia.
Ha profetizzato: ”QUESTA GROTTA DIVENTERA’ UN LUOGO DI PREGHIERA E QUI VERRA’ TANTA GENTE”.
Dal cielo esaudisce chi lo invoca, mantenendo il suo proposito: “Aiuterò e consolerò tutti”.
“Scultore del marmo, reso parlante e suscitatore di devozione, ma scultore più profondo di se stesso”,
il Beato Claudio offre una vita che stupisce ed interroga quanti vi si accostano,
facendo germogliare dentro il cuore la nostalgia e l’anelito di un’esistenza edificata sulla “roccia” che è Gesù Cristo.










